Prophet Muhammad Rapist Paedophile

 Prophet Muhammad Rapist Paedophile
Benjamin Netanyahu --- tutti quelli che, hanno vinto, insieme a Dio, hanno camminato per fede, e per coraggio, perché, quello che è importate, non è vivere o morire! ma, avere una coscienza onesta, in questo mondo, che, Bush Rothschild Saudi Arabia, hanno dato a satana.. proprio perché, erano intelligenti, nessuno osava sfidare il gigante Golia!

Gabriel Light https://plus.google.com/110816671768601139756/posts/JNwCcdMDHr6?cfem=1 ha commentato un video su YouTube. Prophet Muhammad Rapist Paedophile
Prophet Muhammad Rapist Paedophile
Condiviso pubblicamente  -  10/apr/2014 [ answer ]but just because what you wrote about pedophilia is true, that your false prophet , can not be released from prison hell .. only, a sex maniac , you take a wife of 7 years ( against, the will of his father, who did not want to give it to him , just because, he your false prophet, had the power to kill people , and he said, " we are brothers " Muhammad and said , "No! only, we are brothers in religion , but I can marry your daughter ! ") , to have a relationship with her at 9 years, having 5 wives, and one was also very young ! This is precisely the behavior of a pedophile sex maniac .. no one in the West or in the East, in a normal, but never asked to marry a wife of 14 years before , in fact! you have ignored all my questions about , the criminal monstrosity of your religion , only because, even Muslims are criminals ! In Yemen a man has sex with a little bride, killed her, of year nine, just two months ago! to say all the crimes that are committed by Muslims ,against Christians ? you could not hear!, because the spirit of the devil , who has taken your mind said no ! we give to you, your opinion , we freedom of religion in the West, that, you deny in the East, we are the hy stupidi, which are intended only to extinction , or because your violent demon god is smarter of our God, but our own God is love and freedom, to tell at your god : " you are the devil ! "   [ answer ]   ma, proprio perché quello che tu hai scritto circa la pedofilia è vero, che il tuo falso profeta, non può essere liberato dal carcere dell'inferno.. soltanto, un maniaco sessuale, si prende una moglie di 7 anni ( contro la volontà del suo padre, che, non voleva darla a lui, solo perché lui aveva il potere di uccidere le persone, e lui disse: " noi siamo fratelli" e Maometto rispose, "no! noi siamo fratelli soltnto per la religione, ma io posso sposare tua figlia!"), per avere un rapporto, con lei a 9 anni, avendo 5 mogli, ed una era, anche, molto giovane! questo è proprio il comportamente di un pedofilo maniaco sessuale.. nessuno in occidente o in oriente, in una normalità, ha, mai chiesto di sposare, una moglie prima di 14 anni, in realtà! tu hai ignorato tutte le mie problematiche, circa, le mostruosità della tua criminale religione, diritti umani, libertà di religione, uguaglianza dei cittadini di fronte allo Stato, ecc..  soltanto, perché, anche i musulmani sono dei criminali! In Yemen un uomo ha ucciso con il suo sesso, una sua sposa: di nove anni, proprio due mesi fa! per dire: tutti i crimini, che, islamici fanno contro, i cristiani? tu non potresti ascoltare, perché, il demonio spirito, che, ha preso la tua mente, lui ha detto di: "no! tu non ascoltare!" secondo te noi diamo, la libertà di religione in Occidente, che, voi negate in Oriente, perché noi siamo gli stupidi? che, noi siamo destinati alla estinzione, soltanto, per fare il vosstro UMMA Califfato Mondiale? oppure perché, il vostro violento demonio dio, è più intelligente del nostro Dio, ma, proprio il nostro Dio, è amore e libertà, lui è così stupido, per dire al vostro dio: "tu sei il demonio!"
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15 minuti fa

Gabriel Light https://plus.google.com/110816671768601139756/posts/JNwCcdMDHr6?cfem=1 ha commentato un video su YouTube. /watch?v=w-Xm4WAuh9s
Prophet Muhammad Rapist Paedophile [answer]
but just because what you wrote about pedophilia is true, that your false prophet, can not be released from prison hell .. only, a sex maniac, you take a wife of 7 years (against the will of his father, who did not want to give it to him, just because he had the power to kill people, and he said, "we are brothers" Muhammad and said, "No! only, we are brothers in religion, but I can marry your daughter! "), to have a relationship with her at 9 years old, having 5 wives, and one was, also, very young! This is precisely the behavior of a pedophile sex maniac .. no one in the West or in the East, in a normal, he never asked to marry girl, a first wife of 14 years, in fact! you have ignored all my problems, about, the criminal monstrosity of your religion, human rights, freedom of religion, equality of citizens before the state, etc. .. just because, even Muslims are criminals! in Yemen a man, has killed with his sex, his bride of nine years, just two months ago! to say, all the crimes, which are committed by Muslims, against Christians? you could not hear, because, the spirit of the devil, who has taken your mind, he said: "no! not hear you!" give us your opinion, about, freedom of religion in the West that we give to you, but, that, you deny in the East to us, because, we are stupid? that we are destined to extinction, only to make the your UMMA World Caliphate sharia imperialism? or because your violent demon god, is more intelligent than our God?, but just our God is love and freedom, he, is so stupid to tell your god: "you are the devil! " ??
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16 ore fa

King SAUDI ARABIA --- finché, tu proteggi la sharia, per cui lavorano, anche, gli jihadisti islamisti terroristi? tu non potresti mai risultare innocente dei loro crimini!  proprio tu sei il loro complice!
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16 ore fa

Otto morti in un’incursione nella città di Gwaram Attacco di Boko Haram. [ QUESTA è LA STRATEGIA, MOLTO BENE COLLAUDATA: DEI, SAUDITA SALAFITA WAHHABITA: PRIMA TERRORIZZARE LA POLIZIA, E POI FARE IL GENOCIDIO DEI CRISTIANI, E DEI MUSULMANI MODERATI! ] ABUJA. Decine di uomini armati hanno attaccato
questa notte un posto di polizia, un tribunale e una banca nel nord della Nigeria, uccidendo sette poliziotti e un civile. Le autorità locali hanno indicato come responsabili dell’incursione i miliziani di Boko Haram, il gruppo fondamentalista islamico da anni protagonista di attacchi armati e attentati che hanno causato migliaia di morti, soprattutto civili. Il raid, avvenuto nella città di Gwaram, nello Stato di Jigawa, è iniziato all’una ed
è continuato con uno scontro a fuoco durato diverse ore tra assalitori e forze dell’ordine. Lo Stato di Jagawa era stato finora risparmiato dagli attacchi di Boko Haram, attivo soprattutto in quelli del Borno, dello Yobe e dell’Adamawa, dove è in vigore da quasi un anno lo stato d’emergenza decretato dal presidente federale Goodluck Jonathan, che vi ha inviato l’esercito. L’operazione militare, peraltro, non ha portato ai risultati che il Governo di Abuja si prefiggeva e, anzi, nell’ultimo anno sono nettamente aumentati le violenze e il numero dei morti, oltre a quello dei civili costretti a fuggire in cerca di scampo, anche oltre frontiera, in particolare nel Camerun.
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17 ore fa

Dalla parte degli schiavi, MA LA TRATTA DEGLI SCHIAVI PIACE ANCORA A BUSH 322 KERRY 666 ROTHSCHILD FMI NWO, ARABIA SAUDITA.. QUELLO è IL MESTIERE CHE HA ARRICCHITO I LORO PADRI! ]  [ 10 aprile 2014
Sono passate centinaia di anni da quando le navi negriere solcavano gli oceani con il loro tragico carico. Eppure la schiavitù, anche se non più ammessa dagli ordinamenti degli Stati, è un fenomeno molto lontano dall’essere vinto. Anzi, attualmente coinvolge molte più persone che in passato. Secondo gli ultimi dati forniti dal Global Slavery Index, alla fine dello scorso anno erano quasi trenta milioni gli individui vittime del traffico di esseri umani in 162 Paesi.
Solo in India, la più grande democrazia del mondo, ci sarebbero quattordici milioni di persone ridotte in schiavitù. ma si commetterebbe un grosso errore a pensare che il fenomeno non riguarda l’Europa o altre regioni del cosiddetto “primo mondo”. Perché se è vero che i Paesi “avanzati” non sono territori di reclutamento, sono certo luoghi di destinazione dei moderni schiavi, che spesso finiscono ad alimentare il mercato della prostituzione o a lavorare in modo disumano in tante fabbriche clandestine.
A sottolineare come la tragedia della schiavitù riguardi anche Paesi e città “insospettabili” è stato il vescovo ausiliare di Southwark, Patrick. K. Lynch, il quale — prendendo la parola durante l’incontro promosso dalla Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles conclusosi oggi nella sede della Pontificia accademia delle Scienze sociali in Vaticano — ha raccontato come, quasi per caso, qualche hanno fa sia venuto a conoscenza della tragedia di una sessantina di giovani donne originarie delle Filippine, vittime di una banda di trafficanti senza scrupoli e sfruttate nel Regno Unito. Il presule, che ricopre l’incarico di presidente dell’ufficio per la Politica migratoria della Conferenza episcopale, ha ricordato come quella notizia fosse stata per lui una vera e propria presa di coscienza e una spinta ad agire per combattere il fenomeno.
E la questione di fondo che l’incontro in Vaticano ha cercato di analizzare è stata proprio l’individuazione delle strategie per sconfiggere i trafficanti di esseri umani e per recuperare alla dignità e alla vita le persone vittime delle bande criminali. In questo direzione è chiara la necessità di iniziative complementari che riguardino sia i Governi e le forze dell’ordine — rappresentati in buon numero all’incontro — sia la Chiesa, soprattutto attraverso le congregazioni religiose che della liberazione delle schiave e degli schiavi hanno fatto il loro particolare carisma.
La seconda e conclusiva giornata dell’incontro — aperta dal saluto del cardinale Vincent Gerard Nichols, arcivescovo di Westiminster — ha avuto come momenti qualificanti le drammatiche testimonianza di alcune giovani vittime della tratta, e di due suore, Aurelia Agredano, vice generale della congregazione spagnola della Adoratrici, e Florence Nwaonuma, nigeriana appartenente alla congregazione delle sorelle del Sacro Cuore di Gesù.
Da tutte queste testimonianze è emerso un modo fatto di violenze e di squallore prima, ma anche di apertura alla speranza, una volta iniziato il percorso di recupero. La cosa più importante, hanno sottolineato le due religiose, è accompagnare le giovani — perché la loro opera riguarda soprattutto donne sottratte al racket della prostituzione — nel loro cammino, senza correre il rischio che si sentano giudicate. È un itinerario di condivisione, più che di riabilitazione, che scaturisce — come ha sottolineato la religiosa spagnola — dalla consapevolezza che la liberazione è possibile, perché esiste un Liberatore la cui presenza è tangibile nella vita di ognuno.
Altro grande impegno è cercare di evitare che le ragazze prendano la via della schiavitù. Perché, come ha segnalato suor Florence Nwaonuma, in Nigeria molte donne si affidano volontariamente (ma inconsapevolmente) alle bande di trafficanti, abbagliate dalla falsa promessa di una vita migliore. Sempre secondo il Global Slavery Index, nel mondo ci sono 740.000 nigeriani ridotti in schiavitù e dall’Africa viene il 60 per cento delle donne straniere costrette alla prostituzione in Italia. Ma anche per loro può esistere un futuro diverso e migliore. Come assicura la storia di una donna del Darfur: Giuseppina Bakhita, schiava dall’eta di sette anni e santa dall’ottobre del 2000.
Giuseppe Fiorentino
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17 ore fa

dittatura del pensiero unico GENDER DITTATURA GENDER ] Messa a Santa Marta. 10 aprile 2014. «Anche oggi c'è la dittatura del pensiero unico». Se non si pensa in un determinato modo non si è considerati moderni, aperti. E peggio ancora è «quando alcuni governanti chiedono un aiuto finanziario» e si sentono rispondere «ma se tu vuoi questo aiuto devi pensare così e devi fare questa legge e quell'altra». Il rischio del pensiero unico che mina il rapporto con Dio è stato al centro dell'omelia di Papa Francesco durante la messa celebrata giovedì mattina 10 aprile nella Casa Santa Marta. «Il fenomeno del pensiero unico» ha sempre causato «disgrazie nella storia dell'umanità» ha affermato il Santo Padre ricordando anche le tragedie delle dittature del novecento. Ma, ha detto, si può reagire: pregando e vigilando.
Riferendosi alle letture del giorno il Papa ha sottolineato come la liturgia «ci fa vedere la promessa di Dio ad Abramo nostro padre». Il riferimento è al passo della Genesi (17, 3-9) in cui Dio promette ad Abramo che diventerà «padre di una moltitudine di nazioni». E «il popolo di Dio da quel momento — ha spiegato il Santo Padre — ha incominciato a camminare cercando» di fare in modo di realizzare questa promessa, di farla diventare realtà. È «una promessa che, anche da parte di Abramo con Dio, ha la forma di alleanza». Dice infatti Dio ad Abramo: «Da parte tua devi osservare la mia alleanza, tu e la tua discendenza dopo di te, di generazione in generazione». Si deve dunque «osservare l'alleanza».

E così, ha proseguito il Papa, «si capisce che i comandamenti non sono una legge fredda; i comandamenti sono nati da questo rapporto d'amore, da questa promessa, da questa alleanza». E, prendendo spunto dal passo del Vangelo di Giovanni (8,51-59) proclamato nella liturgia odierna, il Pontefice ha proseguito la sua riflessione indicando che «lo sbaglio di quei dottori della legge che non erano buoni e volevano lapidare Gesù — in quel tempo c'erano però anche farisei e dottori della legge buoni — è stato di staccare i comandamenti dalla promessa, dall'alleanza». Cioè «staccare i comandamenti dal cuore di Dio che ha comandato ad Abramo di camminare sempre avanti».

Per Papa Francesco «l'errore, lo sbaglio di questa gente» nasce dal non aver «capito la strada della speranza: credevano che con i comandamenti tutto era pieno, tutto era compiuto». Ma «i comandamenti nati dall'amore di questa fedeltà di Dio sono regole per andare avanti, indicazioni per non sbagliare: ci aiutano a camminare e a finire nell'incontro con Gesù». Invece «questa gente della quale oggi parla il Vangelo non sa collegare il compimento dei comandamenti con l'alleanza di Dio con il loro padre Adamo». E ripetono di continuo «ci sono leggi che dobbiamo osservare!». Lo fanno perché «hanno chiuso il cuore, la loro mente è chiusa a ogni novità e anche a quello che avevano promesso i profeti». Per loro vale solo il discorso «dobbiamo fare così e così si deve andare avanti!».

Ecco, ha notato il Pontefice «il dramma del cuore chiuso, il dramma della mente chiusa. E quando il cuore è chiuso, questo cuore chiude la mente. E quando cuore e mente sono chiusi non c'è posto per Dio». Sì, ha spiegato il Papa, ci siamo «soltanto noi» e per di più convinti nel dire che «si deve fare solo quello che io credo», sicuri oltretutto di fare esattamente «quello che dicono i comandamenti». Ma «i comandamenti portano una promessa e i profeti svegliano questa promessa».

Di fronte alla «mente chiusa, per Gesù non è possibile convincere, non è possibile dare un messaggio di novità». Che poi «non è nuovo» ma «è quello che era stato promesso dalla fedeltà di Dio e dai profeti». Eppure gli interlocutori di Gesù «non capiscono: hanno la mente chiusa, il pensiero chiuso, perché nel loro egoismo, nei loro peccati, hanno chiuso il proprio cuore». Il loro, dunque, «è un pensiero chiuso che non è aperto al dialogo, alla possibilità che ci sia un'altra cosa, alla possibilità che Dio ci parli e ci dica com'è il suo cammino, come ha fatto con i profeti». Di sicuro, ha aggiunto il Pontefice, «questa gente non aveva ascoltato i profeti e non ascoltava Gesù». La loro, però, «è qualcosa di più che una semplice testardaggine. No, è di più! È l’idolatria del proprio pensiero: io la penso così, questo deve essere così e niente di più!».

I farisei presentati oggi nel passo evangelico «avevano un pensiero unico e volevano imporre questo pensiero al popolo di Dio. Per questo Gesù li rimprovera di caricare sulle spalle del popolo tanti comandamenti. Rimprovera la loro incoerenza» dovuta al loro pensiero: «si deve fare così!». In questo modo hanno una «teologia che diviene schiava di questo schema del pensiero unico». Finisce che «non c'è possibilità di dialogo, di aprirsi alle novità che Dio porta con i profeti». Del resto questa gente «ha ucciso i profeti» e ha chiuso «la porta alla promessa di Dio».
Il «fenomeno del pensiero unico» ha sempre causato «disgrazie nella storia dell'umanità» ha affermato il Pontefice. «Nel secolo scorso abbiamo visto tutti noi le dittature del pensiero unico che hanno finito per uccidere tanta gente». Si sono sentite padrone e «non si poteva pensare altrimenti: si pensa così»!
Ma «anche oggi — ha messo in guardia il Papa — c'è l’idolatria del pensiero unico. Oggi si deve pensare così e se tu non pensi così non sei moderno, non sei aperto». O peggio, ha proseguito, tante volte «quando alcuni governanti chiedono un aiuto finanziario si sentono rispondere “ma se tu vuoi questo aiuto devi pensare così e devi fare questa legge e quell'altra, quell'altra”».
Dunque «anche oggi c'è la dittatura del pensiero unico e questa dittatura è la stessa di questa gente» di cui parla il Vangelo. Il modo di fare è lo stesso. E' gente che «prende le pietre per lapidare la libertà dei popoli, la libertà della gente, la libertà delle coscienze, il rapporto della gente con Dio. E oggi Gesù è crocifisso un'altra volta».

E così, ha proseguito il Papa, «questa non è una storia di quel tempo, dei farisei cattivi — ma c'erano farisei buoni — di questa gente chiusa. È una storia anche di oggi». E «il consiglio del Signore di fronte a questa dittatura è lo stesso sempre: vigilare e pregare».

Il Pontefice ha concluso esortando a «non essere sciocchi», a non comprare cose che non servono. E a «essere umili e pregare perché il Signore ci dia sempre la libertà del cuore aperto per ricevere la sua parola che è promessa e gioia! È alleanza! E con questa alleanza andare avanti».
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NEW SAUDI ARABIA
17 ore fa

King SAUDI ARABIA --- all over the internet is not enough to tell all, all your the crimes of your damn prophet Muhammad for Satan! all crimes under the aegis of the UN IMF Spa 666, 322 Freemasonry, NATO, Kerry, Merkel Troika, of course!
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17 ore fa

king SAUDI ARABIA --- tutto internet è non è sufficiente per raccontare tutti i crimini del tuo maledetto profeta di satana Maometto! tutti crimini sotto egida Onu 666 FMI Spa, massoneria 322 Kerry, Merkel Troika, ovviamente!
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17 ore fa

Un’altra tedesca, Morsal Obeidi, di appena sedici anni, è stata uccisa perché “voleva essere troppo libera”. Lo scorso luglio, nel cuore di Londra, c’è stato uno dei più feroci delitti d’onore. Alle due del mattino un gruppo di musulmani trascina per strada un ragazzo di origine asiatica proveniente dalla Danimarca. Lo pugnalano due volte alla schiena, lo colpiscono alla testa con dei mattoni, gli versano acido solforico sul corpo e in gola. La sua “colpa” era stata quella di frequentare una coetanea britannica di origini pachistane e di religione musulmana.
La polizia ha evitato per miracolo che la ragazza subisse la stessa sorte. La stessa polizia che ogni anno tratta la “scomparsa” e la morte, in circostanze simili, di un centinaio di ragazze di religione islamica. Due anni fa, sempre a Londra, Mohammed Riaz, di origini pachistane, bruciò vive la moglie e le sue quattro figlie dopo averle chiuse in casa. Riaz trovava ripugnante il fatto che la figlia volesse diplomarsi o potesse rifiutare il matrimonio combinato. Ciò che lo spinse ad appiccare l’incendio, scrive il Telegraph, fu soprattutto il fatto che le donne avevano servito alcolici durante una festa per il figlio, malato di cancro terminale. E’ in questo mondo di sottomissione e fanatismo domestico, segnato spesso dall’escissione del clitoride, che germina l’odio islamista. Singolare che le vite di queste ragazze ci interessino quando è già troppo tardi.
http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=31154
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NEW SAUDI ARABIA
17 ore fa

Otto cristiani arsi vivi nel Punjab, no di loro è un bambino di 7 anni. Fra i morti vi sono 4 donne. ] [ Le seguenti due news vogliono ricordare le persecuzioni dei cristiani in Pakistan. http://www.asianews.it/notizieit/OttocristianiarsivivinelPunjab15943.html
Otto cristiani arsi vivi nel Punjab
(02/09/2009)
Uno di loro è un bambino di 7 anni. Fra i morti vi sono 4 donne. Personalità religiose islamiche e militanti fondamentalisti hanno aizzato la folla. Il combustibile è lo stesso di quello usato nelle distruzioni di Shanti Nagar (1997); Sangla Hill (2005) e Koriyan, un giorno prima. La polizia accusata di negligenza.
Gojra (AsiaNews) – Truppe speciali pakistane hanno preso controllo della città di Gojra (Punjab) dopo il sanguinoso incidente avvenuto ieri in cui almeno 8 persone  fra cui 4 donne e un bambino di 7 anni – sono state bruciate vive e 20 altre sono rimaste ferite. Almeno 50 case di cristiani sono state bruciate e distrutte e migliaia di fedeli son fuggiti per scampare alle esecuzioni. I familiari delle vittime si rifiutano di prendersi cura dei corpi morti e non vogliono fare funerali fino a che i colpevoli non sono arrestati. Alcuni degli uccisi sono stati identificati: Hamed Masih, 50 anni; Asia Bibi, 20; Asifa Bibi, 19; Imamia Bibi, 22; Musa 7; Akhlas Masih, 40; Parveen, 50 anni.
Almeno 3 mila musulmani, dopo essere stati aizzati dalle autorità religiose del luogo, hanno marciato a Gojra al villaggio cristiano fondato almeno 50 anni fa. Gruppi di giovani islamici – forse del gruppo sunnita SipaheSahabaha  con il volto coperto hanno cominciato a sparare all’impazzata. Gli abitanti del villaggio sono fuggiti, ma alcuni sono stati intrappolati e hanno trovato la morte nell’incendio scatenato dalla folla inferocita.
Per bruciare le case, i militanti hanno usato un particolare combustibile, difficile da spegnere. Secondo testimoni, lo stesso combustibile è stato usato nel villaggio di Shanti Nagar, bruciato nel febbraio 1997; nella distruzione del villaggio di Sangla Hill (2005); nell’incendio delle 50 case dei cristiani e delle due chiese la sera del 30 luglio a Koriyan, vicino a Gojra.
Tutto è cominciato giorni fa con l’accusa di blasfemia contro Talib Masih, che avrebbe bruciato alcune pagine del Corano durante una cerimonia di matrimonio lo scorso 29 luglio a Koriyan.
Il 30 luglio centinaia di militanti islamici hanno assaltato e dato alle fiamme le case dei cristiani di Koriyan e hanno bruciato due chiese protestanti, della Church of Pakistan e della Nuova Chiesa apostolica. Secondo la polizia alcuni cristiani hanno sparato colpi di armi da fuoco contro i militanti, ciò che ha accresciuto la risposta violenta.
Il ministro delle minoranze, il cattolico Shahbaz Batti accusa la polizia di negligenza. Anche i cristiani locali affermano che essi hanno chiesto da giorni la protezione delle forze dell’ordine perché la situazione era tesa, ma non sono stati ascoltati. Alcuni cristiani affermano che sebbene la polizia fosse presente durante l’attacco a Gojra, i malviventi non sono stati fermati. Altri testimoni dicono che dopo un po’ di tempo la polizia ha cercato di fermarli, ma i militanti hanno attaccato anche le forze dell’ordine ferendone alcuni.
Ieri, mentre si diffondevano le notizie degli assalti contro i cristiani, a Lahore vi è stata una manifestazione per chiedere garanzie di libertà per i cristiani.
http://www.ilsussidiario.net/News/Esteri/2010/3/25/PERSECUZIONIArshadMasihbruciatovivoquandodireCristocostalavita/75103/
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17 ore fa

PERSECUZIONI/ Arshad Masih bruciato vivo: quando dire Cristo costa la vita. Lui bruciato vivo perché non rinunciava a Cristo per Allah. Lei violentata dai poliziotti davanti ai suoi tre figli per aver tentato di denunciare gli assassini del marito. La storia è abominevole, ma esemplare. Illuminante per comprendere l’atroce follia del Pakistan, il paese dove una legislazione, ispirata al Corano, permette di uccidere e perseguitare i cristiani o chiunque pratichi una fede diversa dall’Islam.
Certo per capirlo non servivano il rogo assassino di Arshad Masih, il cristiano 38enne bruciato vivo lo scorso fine settimana da un gruppo di estremisti islamici. Non servivano le sevizie inferte alla moglie Martha Bibi tra le mura di un posto di polizia. Le cronache delle violenze sopportate dai cristiani del Pakistan erano già troppo lunghe, già drammaticamente chiare. Sei di loro, tra cui quattro donne e un bambino, bruciati vivi ad agosto dello scorso anno nella cittadina di Gojra con l’accusa di aver insultato il Corano.
Una coppia di missionari trucidata a colpi di kalashnikov ad Islamabad nell’agosto 2007 perché sospettata di voler convertire i musulmani. Nel 2006 un muratore aggredito e quasi linciato da una folla al grido di “Uccidi il cane cristiano” per essersi dissetato ad una fontana inquinando con la sua bocca impura l’acqua riservata ai musulmani. Per non ricordare le stragi del 2002, quando 21 cristiani vengono uccisi a colpi di bombe e armi automatiche durante vari attacchi a scuole, chiese, istituti religiosi. O il massacro dell’ottobre 2001, quando un gruppo di estremisti in moto abbatte a colpi di mitra 18 persone riunite davanti ad una congregazione protestante.
Quel che più colpisce in questi episodi non sono i numeri o la frequenza, ma la sensazione d’impunità di chi li commette, la convinzione che uccidere un infedele non sia né un peccato, né un reato. A garantire questa scriteriata, spietata certezza ci pensa la legge sulla blasfemia varata nel 1986 dal generale golpista Zia Ul Haq.
Quella legge grazie all’abbinamento con la “sharia” impone la condanna a morte per chiunque sia ritenuto colpevole di aver insultato il Corano, Maometto e la fede islamica. Quel che la rende veramente abominevole, al di là della severità della pena, è la faziosità e l’improbabilità del procedimento adottato per applicarla. L’apertura di un procedimento per blasfemia non richiede né testimoni, né prove. Per trascinare in giudizio un sospetto basta la parola di un altro uomo. Poi se l’accusatore è musulmano e l’altro cristiano, o comunque infedele, peggio ancora. A quel punto la condanna è quasi scontata.
Anche perché provare l’inesistenza di un addebito inventato è più complesso che discolparsi da un reato autentico. Per capirlo basta ricordare le tragiche vicende del 1998 quando un tribunale condanna a morte, in primo grado, il cristiano Ayub Masih. A trascinarlo in giudizio è stato un vicino di casa pronto a giurare di averlo sentito difendere lo scrittore Salman Rushdie, l’autore dei Versi Satanici vittima di una “fatwa” emessa dall’ayatollah Khomeini.
Per molti mesi la sorte di Ayub sembra segnata e lo sdegno per quel processo iniquo spinge il vescovo cattolico di Faisalabad John Josef ad un clamoroso gesto di protesta. «In Pakistan  scrive il vescovo disperato  i non musulmani non sono considerati cittadini del loro paese... è venuto il momento di sacrificare le nostre stesse vite perché il nostro stesso paese ci nega la sicurezza».
Pochi giorni dopo aver scritto quelle parole il vescovo si spara un colpo alla testa davanti al tribunale che ha comminato la sentenza di morte contro Ayub. La reazione eccessiva ma esemplare di quel vescovo esasperato salva la vita di Ayub.
Pochi mesi dopo un altro tribunale accoglie le tesi della difesa e cancella la condanna. Le accuse, conferma la corte, erano il frutto dell’avidità e della fantasia del vicino convinto di poter costringere Ayub a cedergli un terreno. Ma quell’assoluzione e l’eco di quella vicenda non bastano a cancellare la vergogna delle “Sezioni 295 A e B” del codice penale, meglio conosciute come legge sulla blasfemia.
Quella legge assassina capace di cancellare una vita sulla base di una semplice parola continua, ancora oggi, a discriminare tra i fedeli dell’Islam a cui tutto è permesso e gli infedeli a cui non neppure consentito difendersi. La chiamano legge di Dio, ma è la legge dell’inferno terreno, la legge capace di trasmettere la certezza dell’impunità a chi nel nome di un aberrante e cieco fanatismo s’arroga il diritto di sterminare i fedeli di un’altra religione.
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NEW SAUDI ARABIA
17 ore fa

teocrazia islamica è peggio del clericalismo". http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=8&sez=120&id=47319
Riportiamo dal FOGLIO di oggi, 14/12/2012, a pag. 2, l'articolo di Giulio Meotti dal titolo "I nostri atei scoprono che la teocrazia islamica è peggio del clericalismo".
Roma. Il clericalismo resta l’ossesione dei nostri atei militanti, ma adesso temono di più le teocrazie islamiche. L’International Humanist and Ethical Union, l’associazione che raggruppa centoventi organizzazioni “atee, razionaliste e umaniste” in oltre quaranta paesi, in occasione della Giornata mondiale per i diritti umani ha pubblicato la sua “watch list”, chiamata “Freedom of Thought 2012”, per denunciare i paesi che perseguitano i “senza dio”. In classifica svettano sette paesi islamici, Afghanistan, Iran, Maldive, Mauritania, Pakistan, Arabia Saudita e Sudan, dove gli atei rischiano la morte, mentre in Bangladesh, Egitto, Indonesia, Kuwait, Turchia e Giordania non si possono pubblicare testi ateisti o umanisti, sono vietati tra quelli blasfemi. Il rapporto è stato presentato a Heiner Bielefeldt, rappresentante delle Nazioni Unite per la libertà religiosa.
Della Turchia l’internazionale atea denuncia il caso del “Mozart turco”, il pianista di fama mondiale Fazil Say, “colpevole” di aver ironizzato su Twitter sul canto dei muezzin e aver postato poesie di Omar Khayyam. Noto per le interpretazioni di Cajkovskij, Say non ha mai nascosto di essere ateo in un paese in cui la stragrande maggioranza della popolazione si dichiara sempre di più musulmana e che negli ultimi anni, sotto il governo di Erdogan, ha visto una forte islamizzazione.
Il rapporto cita il caso del blogger palestinese Waleed Husayn, fuggito in Europa dopo la condanna a morte emessa in Cisgiordania dai tribunali di Abu Mazen e del premier Fayad. Secondo l’Autorità nazionale palestinese, Waleed avrebbe “promosso l’ateismo”. In uno scritto, intitolato “Perché ho abbandonato l’islam”, Husayn scrive che i musulmani “credono che tutti quelli che lasciano l’islam siano o un agente o una spia di qualche stato occidentale, di solito Israele” e che non capiscono che “le persone sono libere di pensare e di credere in quello che vogliono”.
C’è anche chi chiedeva che il blogger fosse bruciato vivo sulla pubblica piazza. Il rapporto ci porta nella Tunisia post Ben Ali, dove il direttore del canale televisivo Nessma, Nabil Karoui, è stato condannato per aver trasmesso il film “Persepolis” dell’iraniana Marjane Satrapi, il cartoon in cui l’autrice narra e denuncia con molto coraggio e schiettezza la teocrazia islamica iraniana. Nessma, che in arabo vuol dire “aria fresca”, è la televisione dello schieramento laico e modernista.
Ci sono state marce contro il film, pagine Facebook inneggianti alla morte del doppiatore, gruppi islamici e avvocati che hanno denunciato la tv alla magistratura, un pesante boicottaggio commerciale, dunque un clima d’odio senza precedenti in Tunisia. Il direttore della tv Karoui è stato minacciato di morte e anche la sua famiglia è caduta nell’incubo. Karoui è stato portato in tribunale per rispondere dell’accusa di “ateismo”.
In rete sono apparsi editti religiosi contro di lui e i dipendenti dell’emittente. Uno squadrone di zeloti ha attaccato la sua abitazione armato di coltelli, gli hanno rotto i vetri delle finestre, sua moglie e i figli si sono messi in salvo per miracolo. Anche dall’Iran è arrivata la condanna della tv, definita “eretica”. Atei languono nelle carceri del “nuovo Egitto”, dove spiccano casi come quello di Abdel Suleiman, più noto come “Karim”.
Per la prima volta un blogger arabo è stato processato per i suoi scritti. Il giovane egiziano ha perso la libertà per aver usato una tastiera. “Dobbiamo convincere l’essere umano della sacralità della sua persona”, aveva scritto lo studente del Cairo. Troppo per i custodi dell’islam. “La legge non è uno strumento di repressione tramite il quale chiunque la gestisca miri a creare una nuova divinità alla quale l’uomo si deve prostrare”. Il miglior commento ai casi di atei vessati dalla pedagogia coranica è arrivato dallo scultore turco Mehmet Aksoy: “E’ come l’Inquisizione, vietano tutto quello che spinge la gente a ridere, a pensare”.
Qualche esempio della legge islamica Sharia Parte 6
http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999920&sez=120&id=51110
Tre esempi di come funziona la 'civiltà' islamica: poeti incarcerati in Qatar, figlie vendute dai genitori come spose in Yemen, divieto di accesso in moschea alla cantante Rihanna per alcune foto scattate nel cortile ad Abu Dhabi.
Riportiamo dalla STAMPA di oggi, 22/10/2013, in prima pagina, l'articolo di Francesca Paci dal titolo " Va in carcere il poeta delle Primavere arabe ". Dal CORRIERE della SERA, a pag. 19, l'articolo di Elisabetta Rosaspina dal titolo " L’incredibile sciopero degli scapoli yemeniti: «Spose troppo care» ", la breve dal titolo " Scandalosa Rihanna, espulsa dalla moschea ".Ecco i pezzi:
La STAMPA  Francesca Paci : " Va in carcere il poeta delle Primavere arabe"
Verseggiare costa caro in Qatar. Al poeta Muhammad al Ajami costerà 15 anni di prigione a meno di ottenere la grazia dell’emiro Tamim bin Hamad Al Thani, il successore di quello Sheikh Hamad che nel 2011 gli risparmiò la morte condannandolo «solo» all’ergastolo per una lirica inneggiante alla rivoluzione tunisina. Al Ajami è stato incriminato per incitazione alla rivolta contro il governo di Doha, lo stesso che negli ultimi due anni ha speso una cifra stimata sui 3 miliardi di dollari per sostenere i ribelli siriani e che ha difeso a oltranza il deposto presidente egiziano Morsi. La sentenza è vaga, ma gli attivisti ritengono che la poesia per cui al Ajami è in isolamento sia «Gelsomino», un’ode in cui, alla cacciata di Ben Ali, si proclama che gli arabi sono tutti tunisini di fronte ai loro tiranni. Amnesty chiede a Doha come si possa incarcerare un poeta. La domanda che i giovani del Qatar rilanciano sul web è invece quella che chiude «Gelsomino»: «Perché questi regimi hanno importato dall’occidente tutto tranne lo stato di diritto e la libertà?».
CORRIERE della SERA  Elisabetta Rosaspina : " L’incredibile sciopero degli scapoli yemeniti: «Spose troppo care» "GERUSALEMME — Il «caro spose» sta diventando un problema sociale in Yemen. E il numero di giovani scapoli, spesso controvoglia, sale in quantità direttamente proporzionale alle pretese economiche dei potenziali suoceri: non meno di 2.500 dollari, ma si può arrivare anche a 40.000, vale la mano di una fanciulla in età da marito.
Così i celibi sono scesi in piazza. All’inizio poche dozzine, poi sempre più numerosi gli eterni fidanzati hanno organizzato una marcia notturna nel distretto di Taiz, al centro del paese, 250 chilometri a sud di Sanaa, chiedendo una riduzione di quel «dono», non tanto simbolico, che ogni aspirante genero deve versare alla famiglia d’origine della sposa prescelta.
Gli argomenti non mancano: lo Yemen sta attraversando una crisi economica particolarmente severa, la disoccupazione cresce, come in buona parte del pianeta, soprattutto fra i giovani, già in età per cominciare a pensare di mettere la testa a partito. Ma accasarsi è impossibile, senza un solido patrimonio alle spalle, e gli esosi suoceri non concedono sconti né praticano mutui.
In un paese dove la violenza tribale è ancora altissima e la suscettibilità per uno sgarbo porta facilmente a vendette sanguinose, soprattutto nei villaggi e nelle zone rurali, (5.000 morti in un decennio, tra il 2001 e il 2010, stando alle statistiche del governo), cambiare il sistema non sarà facile. Le ragazze non hanno quasi voce in capitolo nella scelta del loro futuro compagno di vita e capita che chi può permettersi di sborsare la cifra richiesta abbia già l’età dei loro padri o poco meno. In linea di principio le ragioni del cuore vengono sacrificate a quelle del portafogli.
Ma i giovani di AlJarf, nella zona di Taiz, alle pendici della montagna della Pazienza, hanno stabilito che la loro era terminata; e sono andati a picchiare alle porte dei riottosi patriarchi chiedendo di sottoscrivere il loro impegno a calmierare il «caro nozze», introducendo un prezzo «politico», per così dire, che non superasse per alcuna ragione i 200 mila rial yemeniti, equivalenti più o meno a mille dollari, per figlia.
Spaventati, i saggi della comunità, titolati a stabilire le tariffe, hanno firmato un documento che dovrebbe vincolarli in tal senso. Ma, in caso di marcia indietro, i focosi scapoli sanno di avere altre frecce al loro arco e hanno minacciato di usarle: potrebbero decidere, per esempio, di lasciare le ragazze ai loro avidi familiari, il cui incubo peggiore è quello di vedere sfiorire in casa le loro figlie, già «zitelle» a 25 anni. Un ammorbidimento delle pretese economiche spingerebbe molti riluttanti giovanotti al grande passo, hanno fatto notare i manifestanti, e ridurrebbe la quantità di single in circolazione.
Il problema, come spiegava recentemente il giornale Yemen Times , è che non sono soltanto le richieste dei genitori a pesare sul prezzo della sposa. «Quando si viene a sapere che un ragazzo sta per presentarsi per chiedere la mano di una fanciulla, l’intera famiglia, zia, zie, nonni, compila la lista dei suoi desideri». Il matrimonio non è un affare, avvisano gli opinionisti locali. Generalmente inascoltati. Basta che un vicino di casa abbia strappato la somma richiesta perché la famiglia accanto si intestardisca a incassare almeno altrettanto dal matrimonio della sua non meno avvenente figliola. Le conseguenze possono essere tragiche: lo Yemen Times riferisce di casi in cui pretendenti squattrinati respinti hanno gettato l’acido in viso alle ragazze che volevano sposare per sfigurarle e ottenere uno «sconto».
CORRIERE della SERA  " Scandalosa Rihanna, espulsa dalla moschea "
La pop star 29enne Rihanna ha dovuto lasciare ieri la moschea di Sheikh Zayed a Abu Dhabi, dopo che la direzione del tempio aveva ritenuto «inappropriate» le foto scattate e poi postate su twitter dalla cantante. Pantaloni e maglia aderenti, capo coperto, Rihanna appare nelle immagini seduta o distesa sul pavimento del cortile della moschea, uno dei luoghi più turistici di Abu Dhabi. La sera prima la pop star di Barbados aveva tenuto un concerto nell’emirato. (LaPresse)
http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=2&sez=120&id=47397
Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 19/12/2012, a pag. 17, l'articolo di Cecilia Zecchinelli dal titolo "Vaccinavano contro la polio. Uccise 5 donne pachistane".
Cinque donne freddate da colpi di armi da fuoco alla testa, «colpevoli» di partecipare alla campagna antipolio del governo pachistano, somministrando i vaccini ai bambini. Due ragazze di 18 e 19 anni e due quarantenni sono state ammazzate ieri nell'immensa metropoli di Karachi, nel Sud del Paese sull'Oceano Indiano, una studentessa 17enne uccisa a Peshawar, avamposto delle zone tribali nell'estremo Settentrione, a un passo dall'Afghanistan. Tutti gli omicidi sono avvenuti in aree «talebane», o almeno abitate dall'etnia Pashtun, a cui appartiene la maggior parte degli estremisti islamici del Pakistan (come dell'Afghanistan), ferocemente contrari al presidente Asif Ali Zardari, agli Stati Uniti, a qualsiasi «apertura» all'Occidente, ai diritti delle donne.
L'etnia controlla il NordEst ma anche a Karachi ha i suoi quartieri, in cui domina con potere assoluto. E ieri, con quelle morti, ha lanciato un nuovo avvertimento alle autorità: le vaccinazioni sono «haràm», proibite, come sancito da una serie di fatwa emesse da imam fondamentalisti nel corso degli anni. Le donne non osino opporsi al divieto. Anzi, soprattutto se giovani e nubili, stiano a casa.
Lunedì Islamabad aveva sfidato il diktat talebano, dando il via a una nuova campagna antipolio di tre giorni e mobilitando 24 mila persone, tra cui moltissime donne, per vaccinare 34 milioni di bambini sotto ai 5 anni. Il Pakistan quest'anno ha registrato 56 casi di polio e resta uno dei tre Paesi al mondo, con l'Afghanistan e la Nigeria, dove la malattia è ancora endemica. Tutti Paesi musulmani, anche se l'Islam ufficiale non vieta le vaccinazioni. Anzi, in settembre il Paese musulmano più conservatore, l'Arabia Saudita, aveva invito un suo ex ministro della Salute in missione a Peshawar: «Le vaccinazioni, l'antipolio in particolare, non sono uno strumento del male o degli infedeli — aveva detto ai leader talebani — ma la sola via per sradicare la malattia come già abbiamo fatto nel mondo, Medio Oriente compreso».
L'Arabia, meta di milioni di pellegrini ogni anno, ha inoltre limitato l'afflusso dal Pakistan per motivi sanitari, ma questo non ha fatto cambiare idea ai talebani che da tempo fanno di tutto per impedire le vaccinazioni, uccidendo gli operatori (lunedì un uomo era già stato ammazzato a Karachi) e bloccando le campagne del governo. C'erano riusciti in luglio in tutto il Paese, ieri in una grande parte: a Karachi e poi nel Beluchistan, nell'Ovest, le autorità hanno sospeso le vaccinazioni a «data da destinarsi». A Peshawar per ora proseguono.Non è solo l'Islam distorto dei talebani ad opporsi ai vaccini, sostenendo che questi «si oppongono al volere di Allah». La teoria del complotto antiOccidente sostiene e diffonde l'idea che in questo modo gli «infedeli» sterilizzino i musulmani, impediscano loro di riprodursi. E se questo vale anche in Afghanistan e Nigeria, in Pakistan si aggiunge un ulteriore «motivo».Dopo l'uccisione di Osama Bin Laden a Abbottabad, il 2 maggio 2011, si scoprì che la Cia si era valsa di un medico della città per prelevare campioni di Dna dalle persone che vivevano nel compound sospetto. Come? Con una finta campagna di vaccinazioni. La condanna a 33 anni del medico «traditore» (in realtà ritenuto colpevole di altri reati) non ha calmato gli animi. Al contrario. Il sospetto che dietro ai volti sorridenti e ai gesti gentili dei «vaccinatori» si nascondano spie dilaga ormai in tutto il Paese.
http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=6&sez=120&id=47439 "Scontro di civiltà" è una affermazione che condanna al marchio di razzista chi la pronuncia. Ci chiediamo però se non sia invece l'esatta definizione per chiamare fatti come quello che si legge sulla STAMPA di oggi, 23/12/2012, a pag.14, con il titolo " Accusato di blasfemia bruciato vivo in Pakistan", con la cronaca di Giordano Stabile.
Un poveraccio con problemi mentali, solo e senza fissa dimora. Finito nel posto sbagliato al momento sbagliato: una moschea di una cittadina nel distretto di Dadu, nella provincia di Sindh, Pakistan meridionale. I fedeli lo hanno visto recitare le preghiere della sera e poi sistemarsi per passare la notte lì, al riparo. Al mattino è cominciata a correre la voce che gli addetti alla pulizia della moschea avevano trovato all’interno pagine del Corano bruciate. O addirittura «alcune copie intere». L’unico che poteva aver compiuto il sacrilegio era il poveraccio. Quattro agenti sono venuti a prenderlo, l’hanno portato al piccolo commissariato di paese.
Un folla, due, trecento persone ha circondato l’edificio, difeso da una decina di poliziotti con poca voglia di rischiare la vita. I più esagitati hanno minacciato di dar fuoco al commissariato, mentre altri con gli smartphone filmavano l’assalto con bastoni, asce e tizzoni accesi, come nel film «Furia» di Fritz Lang. Gli agenti si sono lasciati sopraffare senza troppa resistenza. L’uomo è stato trascinato per strada, massacrato di botte e dato alle fiamme: «Occhio per occhio, dente per dente». La stessa fine delle pagine sacre per la 53esima persona linciata a morte perché sospettata di blasfemia in Pakistan, in vent’anni. Senza contare le centinaia perseguitate, condannate in processi farsa.Il Pakistan ha una delle leggi più severe nel punire la mancanza di rispetto verso la religione. In un Paese con significative minoranze cristiane (3%) e indù (2%) è benzina gettata quotidianamente sul fuoco dell’intolleranza e dell’odio etnico.
Spesso a essere accusati di blasfemia sono proprio i cristiani. Come nel caso di Rimsha Masih, anche lei sospettata di aver bruciato pagine del Corano, arrestata e poi scagionata. Peggio è andata a Asia Bibi nel 2009, accusata di aver insultato Maometto e poi condannata a morte, nonostante uno degli uomini che l’ha denunciata abbia ritrattato. Per essersi opposti alla legge sulla blasfemia un ministro Shahbaz Bhatti, e un governatore del Punjab, Salman Taseer, sono stati assassinati. Ora la magistratura sembra più attenta a non farsi trascinare dall’emotività delle folle. Per il linciaggio di ieri trenta persone sono state arrestate e quattro agenti sono accusati di «grave negligenza». Per il vagabondo de Dadu è troppo tardi. Asia Bibi può ancora essere salvata.
http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=9&sez=120&id=47533
Riportiamo dal GIORNALE di oggi, 28/12/2012, a pag. 15, l'articolo di Diana Alfieri dal titolo "«Non mi converto all’islam». E loro gli tagliano la lingua ".
Ha rifiutato di convertirsi all’Islam, il giorno di Natale e per questo gli hanno tagliato la lingua. L’orrore del fanatismo religioso, il corto circuito di un’integrazione che non c’è. É successo a uno studente indiano a Bonn, in Germania, vittima di un gruppo di estremisti islamici. Gli aggressori hanno prima chiesto alla vittima di che religione fosse, e poi davanti al suo rifiuto di convertirsi all’Islam, sono passati all’azione, mettendo in pratica ciò che pochi minuti prima avevano solo minacciato di fare. La polizia non ha diffuso le generalità dello studente, che è stato soccorso da un passante. Ricoverato in ospedale, è stato dimesso il giorno dopo.
Anche se può considerarsi soltanto un episodio non è sempre facile in Germania la convivenza tra tedeschi e comunità musulmana. É ancora fresca la polemica su Thilo Sarrazin, ex ministro delle Finanze e membro del consiglio direttivo della Bundesbank, che nel suo libro « Deutschland schafft sich ab» («La Germania si distrugge da sola») aveva scritto scatenando un putiferio che gli immigrati islamici «sono diversi, ignoranti, bloccano la Germania», e, soprattutto, che a differenza di tutti gli altri immigrati «non si integrano ». E poi: hanno ottenuto dal welfare tedesco più di quanto abbiano dato, sono poco istruiti e, riproducendosi in maniera superiore alla media, contribuiscono all’impoverimento intellettuale della Germania.
Poi ci furono le proteste, le risse, le manifestazioni per la proiezione pubblica, poi vietata, del film antiislamico «Innocence of Muslims», iniziativa lanciata da un piccolo movimento di estremisti ultraconservatori. Toccò alla cancelliera tedesca Angela Merkel ammorbidire la situazione per evitare tensioni e violenze. Disse: «Ci sono buoni argomenti legali per un divieto» e poi «la libertà d'espressione conosce anche dei limiti». Frase che scatenò altre discussione ma che non impedì alla cancelliera di ribadire pochi giorni dopo che «l' islam è parte integrante della Germania» e che non bisogna confondere i musulmani tedeschi con gli islamisti pronti alla violenza: «Si deve fare grandissima attenzione a non mettere tutti in un gruppo».Di certo nel mondo occidentale gli episodi di violenza contro chi non si piega ai dettami del corano si stanno moltiplicando. In Francia un uomo è stato condannato a sei mesi di prigione, per avere aggredito un'ostetrica ed avere rotto la porta di un blocco operatorio per rimettere il velo alla moglie che stava per partorire, mentre un ristoratore è stato aggredito per essersi rifiutato di chiudere per il Ramadan. Episodi, ma anche fenomeni. Donne rapite e costrette a sposarsi con un estraneo. Oppure stuprate, torturate, se non addirittura brutalmente uccise dai loro stessi familiari. Più di 17mila le donne che in Gran Bretagna subiscono violenze di ogni tipo per una questione d’onore legate ai principi religiosi. E c’è l’Italia da Rachida Radi, uccisa nel reggiano a martellate perché si stava convertendo al cattolicesimo, a Hina Saleem a Brescia e Sanaa Dafani a Pordenone, perché volevano vivere come un’occidentale. L’ultima frontiera del vivere civile.
http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=6&sez=120&id=47878
Ha dell'incredibile il commento di Victoria Nuland, portavoce del Dipartimento di Stato americano, la quale si augura che Saeed Abedini (in possesso della cittadinanza americana dopo aver sposato una statunitense)abbia un processo 'equo'. Già il fatto che sia stato processato e condannato a 8 anni per essersi convertito al cristianesimo e per un presunto proselitismonon giustifica la parola'equo' usata dalla Nuland.
In Iran non esiste la libertà d'espressione, nè la libertà di culto. Questo non significa che i processi contro i convertiti siano giustificabili, nè che ci si possa augurare che siano 'equi'. Che cosa c'è di equo nel processare una persona perché non professa la religione 'giusta'?
Ecco la breve:
Un pastore evangelico iranoamericano convertito al cristianesimo è stato condannato a 8 anni di prigione da un tribunale di Teheran per proselitismo e gestione di una «chiesa sotterranea». La notizia è stata diffusa dall’American Center for Law and Justice (Aclj), un’organizzazione statunitense a difesa dei diritti umani e della libertà religiosa. Saeed Abedini  nato e cresciuto in Iran, convertitosi al cristianesimo a 20 anni e dal 2002 sposato a una statunitense  è stato condannato per minacce alla sicurezza interna iraniana. Secondo il gruppo, il pastore evangelico e il suo avvocato hanno potuto presenziare solo a una giornata del processo. La portavoce del Dipartimento di Stato americano, Victoria Nuland, venerdì ha ripetuto l’auspicio di Washington per un processo «equo».
http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=8&sez=120&id=48009

[ NATO USA UE : voi non avreste mai dovuto permettere a Turchia e ARABIA SAUDITA, di finanziare jihadisti, terroristi, in siria e nel mondo! per soldi? voi mettereste sul marciappiede la mamma! ] Civili siriani travolti da guerra e terrorismo. Decine di vittime per un duplice attentato a Homs. 10 aprile 2014. Agli scontri armati sui fronti siriani, particolarmente cruenti nelle ultime ore, si sommano gli attentati terroristici come quelli di ieri a Homs, dove l’esplosione di due autobomba ha provocato 25 morti e 107 feriti, compresi diversi bambini e donne, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa ufficiale Sana. La duplice strage è avvenuta nel quartiere di Karm al Lawz, abitato da alawiti, la confessione islamica alla quale appartiene il presidente Bashar Al Assad. Fonti dell’opposizione confermano il bilancio degli attentati e aggiungono che altre decine di civili sono rimaste vittime di bombardamenti aerei governativi su diversi fronti.
Per tutta la giornata di ieri si sono susseguite notizie di combattimenti tra l’esercito e le formazioni ribelli del cosiddetto Esercito libero siriano. Queste ultime hanno rivendicato la conquista di due villaggi nella provincia di Hama. Nell’area costiera al confine con il Libano, intanto, le due parti si danno ancora battaglia per il controllo delle colline che circondano il porto di Latakia, capoluogo dell’omonima provincia. Da parte sua, l’emittente satellitare Al Jazeera ha riferito che si combatte ancora per il controllo del valico di Kasb, alla frontiera con la Turchia.

CIA 666 BUSH 322 --- SONO BUONI I VOSTRI SATELLITI, E COME MAI VOI VI SIETE PERSI L'AEREO DELLA MALESIA PIENO DI PASSEGGERI CINESI? ] [ Scontro Nato-Mosca foto truppe in Russia. Per Russia immagini sono di 8 mesi fa. Nato replica: Mosca mente. circa Ucraina, non c'è soluzione diversa da dare ai popoli, regionali e provinciali, la scelta politica del loro destino! [ QUINDI QUESTA POSSIBILITà DI SCELTA DEVE ESSERE data, ANCHE A TUTTI I PAESI EX-SOVIETICI! ]  e se, Russia ripristina la sovranità monetaria dei popoli, senza, più comprare ad interesse, i soldi dal satanista Rothschild? per essere diventati noi tutti i suoi schivi, poi, io credo che, voi rimarrete da soli!

NEW SAUDI ARABIA
17 ore fa

NUCLEAR IRAN --- AMERICAN Pastor Saeed Abedini Sentenced to 8 years in prison - wonder if I should make a FB page for him - or leave it on Pastor Youcef Nadarkhani's page?

NEW SAUDI ARABIA
17 ore fa

Syed Sye 1 ora fa
 http://www.youtube.com/profile_redirector/104507853516317444452
..'Islamization of Europe a good thing'
http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-4299673,00.html
[ ANSWER ] In some nations, persecution means death threats if you merely try to work. Asher and Robin Paras faced deadly violence when they refused to quit their jobs to make way for Muslim employees. Our Pakistan office is working to restore their human rights.
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Desecrating CemeteriesChristian Cemeteries Used For Farmland
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Karma PatrasSaved from false blasphemy accusations

499 SIGN PETITION
Egypt's ChristiansEgyptian Christians Under Attack
SCROLL DOWN
Egypt's Christians -- the largest Christian community in the Middle East -- is on the brink. Jihadists are killing Christians, burning churches, and destroying Christian homes and property. Left unprotected, Egypt's Christians face ever-greater persecution, leading to wholesale "cleansing" from Egypt and perhaps even mass killings. The ACLJ is directly engaged, fighting to protect the religious liberty -- a basic human right -- of one of the world's oldest faith communities.
Karma PatrasSaved from false blasphemy accusations
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Christians Converting Islam

NEW SAUDI ARABIA
17 ore fa

[Like you're ready for this? all life forms on the surface of the planet could disappear! ] [If sharia is not condemned the world will burn in the third world war] SIGN PETITION. Youcef NadarkhaniFreed in January 2013. [ se la sharia non viene condannata il mondo brucerà nella terza guerra mondiale ] [ come tu sei pronto per tutto questo? ogni forma di vita sulla superficie del pianeta potrebbe sparire! ]
Christians Converting Islam
SCROLL DOWN. When you speak up, there is hope.  Iranian Pastor Youcef Nadarkhani was sentenced to death for apostasy -- death for converting to Christianity.  At the ACLJ we launched a worldwide effort to save his life and secure his release.  Our State Department spoke out, nations across the world spoke out, and Pastor Youcef was freed.  His story demonstrates the power of your collective voice.  Be heard for justice and human rights.

NEW SAUDI ARABIA
17 ore fa

Youcef Nadarkhani
Freed in January 2013
Imran Masih
Life in Prison for Allegedly Burning a Koran
Egypt's Christians
Egyptian Christians Under Attack
Desecrating Cemeteries
Christian Cemeteries Used For Farmland
Karma Patras
Saved from false blasphemy accusations
Asher and Robin Paras
Christian brothers threatened with death for trying to work

What is Be Heard?
The Be Heard Project is a voice for the persecuted church. Through law, public policy, and grassroots action, we amplify your voice to demand that world governments respect the most basic human rights and human dignity of persecuted believers. Join with us today and Be Heard.
Current Cases

NEW SAUDI ARABIA
18 ore fa

THIS IS ALSO TRUE FOR MY DOCTOR: "MASSONI pornographers, COMMUNISTS AND HOMOSEXUAL, CATTO-COMMUNISTS HAVE RUINED THE EUROPE TO THIS POINT THAT ONLY ISLAM CAN REPRESENT ONE OF HIS MORAL SURRENDER!"
'Islamization of Europe a good thing' [ Rothschild Pharisees said ]
http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-4299673,00.html
[As you have been able to grant  the nuclear, to IRAN? you have ruined mankind! ] Bush 322 Kerry 666 Spa Putin NWO IMF, Rothschild Masons --- [ death penalty for apostasy? or for apostasy, suffer: divorce and loss of children in Jordan? you are crazy! ] [How you have been able to afford, the nuclear to the ARAB LEAGUE, serial killers, religious maniacs? you wished to do harm to the human race, you've conspired against Israel! ] [How could you allow that, the ARAB LEAGUE, could get into the UN? But Hitler was not as dangerous as them! you do not have any excuse! ]

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