imperialismo gender

Conferenza Episcopale Italiana
CONSIGLIO PERMANENTE
Roma, 24 - 26 marzo 2014
PROLUSIONE
DEL CARDINALE PRESIDENTE
Venerati e Cari Confratelli,
ha inizio il Consiglio Permanente nel giorno dei “missionari martiri”, ormai nel
cuore della Quaresima, e ci lasciamo quindi guidare dalla vivente memoria di quanti hanno
dato la vita per la predicazione del Vangelo fino ai confini del mondo. Ma anche dal
Messaggio che il Santo Padre Francesco ha inviato alla Chiesa in preparazione alla Pasqua,
vertice e fonte dell’Anno liturgico.
Siamo grati al Papa che ha onorato la nostra Conferenza con un nuovo membro del
Collegio Cardinalizio, S.Em. il Cardinale Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia - Città
della Pieve e Vice Presidente della CEI: al neo porporato, del quale apprezziamo la
“sapientia cordis”, esprimiamo la nostra gratitudine, e assicuriamo la nostra preghiera
perché – con l’intero Collegio – possa coadiuvare più da vicino il Successore di Pietro nella
sollecitudine “omnium ecclesiarum”. Il nostro ricordo orante è anche suffragio per S.E.
Mons. Giuseppe Agostino, Arcivescovo emerito di Cosenza - Bisignano e già Vice
Presidente della CEI, che quest’oggi ha concluso il suo pellegrinaggio terreno.
1. Quaresima, tempo di grazia
Cristo “si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua
povertà” (2 Cor 8,9): è questo il titolo del Messaggio quaresimale. Il Santo Padre subito ci
ricorda che queste parole indicano innanzitutto con quale stile Dio opera nella storia: “Dio
non si rivela con i mezzi della potenza e della ricchezza del mondo, ma con quelli della
debolezza e della povertà” (Papa Francesco, Messaggio per la Quaresima 2014). A questo
stile divino la Chiesa deve continuamente guardare in quel percorso mai concluso di
conversione del suo modo di essere tra gli uomini. È con tale spirito che anche noi
continueremo il compito di revisione dello Statuto, dopo la prima tappa dell’ultimo
Consiglio Permanente di gennaio. In quei giorni abbiamo sperimentato ancora una volta la
passione e la responsabilità per la nostra amata Conferenza, ed abbiamo esaminato con
puntuale attenzione e metodo il ricco materiale pervenuto dalle Conferenze Episcopali
Regionali. Così come affronteremo due Note di rilievo, rispettivamente per la Scuola
Cattolica, vero patrimonio del Paese, e per l’Ordo Virginum, nuovo carisma per la Chiesa.
L’amore per gli uomini peccatori conduce Dio a rivestirsi della nostra povertà – Lui,
senza peccato – ma non per fermarsi ad essa, bensì per arricchirci: se la povertà di Cristo è
“il suo farsi prossimo a noi come il Buon Samaritano”, la sua ricchezza è l’affidarsi a Dio
Padre in ogni momento fino al culmine della croce. È qui, sul Calvario, il punto in cui la
povertà di Gesù s’incontra con la sua ricchezza, e ci salva dal peccato della superbia e
dell’autosufficienza. In altre parole, “la ricchezza di Gesù è il suo essere Figlio”.
In questa prima parte del Messaggio siamo ricondotti salutarmente al cuore del
Vangelo, alla sorgente della gioia cristiana: Dio non è solamente Creatore, ma anche Padre,
e nessuno quindi è orfano. Se in tempi recenti forse vi era il rifiuto del “padre” – categoria
che esprime ogni legame di riferimento e di valore – oggi la situazione sembra rovesciata: a
tutti i livelli e età pare che vi sia la ricerca del “padre”, cioè di punti di riferimento veri e
credibili, che aiutino l’orientamento dentro ad una nuova Babele. Ritorna l’invito ad
“uscire” da piccoli porti e a prendere il largo, perché il bene tende a espandersi e la gioia a
condividersi perché sia più grande. È la missionarietà a cui il Santo Padre continua ad
incoraggiare l’intera Chiesa.
Nella seconda parte, il Messaggio riflette sulla testimonianza: infatti “Dio continua
a salvare gli uomini e il mondo mediante la povertà di Cristo, il quale si fa povero nei
Sacramenti, nella Parola e nella sua Chiesa, che è un popolo di poveri” (id). E affronta tre
tipi di povertà umane: la miseria materiale, quella morale e infine quella spirituale. Tra
queste miserie vi è, non di rado, una rete più o meno evidente di relazioni causali e di
reciproco rafforzamento.
2. Miseria materiale
“La miseria materiale è quella che comunemente viene chiamata povertà e tocca
quanti vivono in una condizione non degna della persona umana” (id). Ci portiamo – come
sempre – in mezzo alla nostra gente, di cui condividiamo le speranze e le ansie in questo
tempo particolarmente pesante. Ormai, sono passati più di sei anni dall’inizio della grave
crisi economica, che chiede un prezzo altissimo al lavoro e all’occupazione. In modo
speciale, si riversa come una tempesta impietosa sui giovani che restano, come una
moltitudine, fuori della porta del lavoro che dà dignità e futuro. Essi, a dire il vero, anche di
recente mostrano una grande pazienza, e danno prova d’intraprendenza grazie alla genialità
che spesso caratterizza l’età giovanile. Ma ciò non è sufficiente se non vi è un tessuto
industriale pronto a riconoscerne i pregi, a recepirne i risultati e a metterli in circolo su
scala. Senza dimenticare quanti – non più in giovane età – hanno perso il lavoro e spesso si
trovano esclusi da ogni circuito lavorativo e con la famiglia sulle spalle. Come su un
binario parallelo e virtuoso, è necessario incentivare i consumi senza ritornare nella
logica perversa del consumismo che divora il consumatore. Ma è altresì indispensabile
sostenere in modo incisivo chi crea lavoro e occupazione in Italia, semplificando anche
le inutili e dannose burocrazie. Se non si velocizzano i processi e non si incentiva, si
scoraggia ogni intrapresa vecchia e nuova. Bisogna ripensare e rimodulare anche la
concezione del lavoro: il vecchio schema di dura contrapposizione è superato e rischia di
danneggiare i più deboli. È necessario promuovere sempre più una mentalità partecipativa e
collaborativa dentro ai luoghi di lavoro, una visione per cui i diversi ruoli sono distinti ma
non separati, perché tenuti insieme da un comune senso di appartenenza e di responsabilità
verso il proprio lavoro, la famiglia, l’azienda, la società e il Paese. Con la responsabilità
accorata di Pastori, auspichiamo che il nuovo Governo – con la partecipazione convinta e
responsabile del Parlamento – riesca a incidere su sprechi e macchinosità istituzionali e
burocratiche, ma soprattutto a mettere in movimento la crescita e lo sviluppo, in modo
che l’economia e il lavoro creino non solo profitto, ma occupazione reale in Italia.
La povertà – ci dice il Rapporto 2014 della nostra Caritas sulla povertà e
l’esclusione sociale in Italia intitolato “False partenze”, di imminente presentazione – è in
rapido e preoccupante aumento: sembra di essere in prima linea su una trincea più grande di
noi, anche se sappiamo che la Chiesa non è chiamata a risolvere tutti i problemi sociali, ma
a contribuire al meglio nello spirito di Cristo buon Samaritano. Comunque, gli sforzi delle
220 Caritas diocesane e degli 814 Centri di ascolto si sono moltiplicati, e le iniziative sono
in quattro anni raddoppiate registrando un aumento impressionante di italiani che bussano
alla porta, così come di gruppi sociali che fino ad oggi erano estranei al disagio sociale. I
fondi diocesani di solidarietà aumentano dell’11%, e gli sportelli, per aiutare la ricerca del
lavoro o della casa, sono giunti a 216. Si registrano anche gravi e crescenti difficoltà
derivanti purtroppo dalla rottura dei rapporti coniugali, sia a livello occupazionale che
abitativo. Il 66,1 % dei separati dichiara di non riuscire a provvedere all’acquisto dei beni di
prima necessità. A questi dati di ordine materiale si devono aggiungere quelli di tipo
relazionale tra padri e figli: il 68% dichiara che la separazione ha inciso negativamente su
tale rapporto. Come Vescovi, vogliamo incoraggiare il servizio delle nostre Caritas e dei
Centri di ascolto, come di tutte le 25.000 Parrocchie e delle molte Aggregazioni: è uno
spiegamento di persone e di risorse che umilmente affronta un’onda sempre più grande e
minacciosa. Il prossimo Convegno Nazionale a Cagliari sarà l’occasione per scambiare
esperienze e speranze, ma soprattutto per rinnovare motivazioni e fiducia alla luce dei
sentimenti di Cristo.
3. Miseria morale e spirituale
“La miseria morale (…) consiste nel diventare schiavi del vizio e del peccato (…)
Questa forma di miseria, che è anche causa di rovina economica, si collega sempre alla
miseria spirituale, che ci colpisce quando ci allontaniamo da Dio e rifiutiamo il suo amore.
Se riteniamo di non aver bisogno di Dio, che in Cristo ci tende la mano, perché pensiamo di
bastare a noi stessi, ci incamminiamo su una via di fallimento” (id).
La religione è un “legame” con Dio, un vivere riferiti a Lui, un camminare nella sua
Parola di amore e di vita, altrimenti si riduce a sentimento e emozione. L’autosufficienza è
la forma sostanziale di ogni peccato, da quello originale a quelli personali: i diversi
peccati non sono che rivestimenti della stessa radice che è il porsi con alterigia davanti a
Dio, anziché porsi con fiducia con Dio. Per questa ragione bisogna che, sia il primo
annuncio che la catechesi, abbiano al cuore il Kerygma: “Gesù Cristo ti ama, ha dato la sua
vita per salvarti, e adesso è vivo al tuo fianco ogni giorno per illuminarti, per rafforzarti, per
liberarti” (Papa Francesco, Evangelii gaudium, 164). Gesù dice le parole di Dio, capaci di
rispondere all’uomo che desidera la felicità. Per questo si offrono come “regola di vita”:
non come norma esterna ed estranea, ma come ciò che dà voce e corpo all’uomo nel suo
essere universale, una freccia incandescente puntata verso l’infinito. E per questo
perennemente inquieta! Non è forse questa la ragione più plausibile per cui le parole di Dio
risuonano corrispondenti al “cuore universale” oltre latitudini, tempi, situazioni?
4. Violenza accattivante delle ideologie
Le ideologie deformano la comprensione che la ragione e il cuore hanno della
realtà; facendo di un’idea particolare un assoluto, piegano forzosamente ogni principio,
cosicché esso fatica ad essere riconosciuto come un valore. Ne abbiamo un chiaro esempio
in Occidente dove – se in decenni passati si poteva parlare di tramonto delle ideologie –
oggi dobbiamo riconoscerne il ritorno, magari sotto vesti diverse, ma con la medesima
logica e arroganza. Tra gli altri, un segno sta nel fatto che l’obiezione di coscienza è ormai
sul banco europeo degli imputati: non è più un diritto dell’uomo? E l’Europa dà al mondo
un esempio di comunità di Popoli, ciascuno con un proprio volto e storia? E perché accade
che in Europa alcune serie “raccomandazioni” sono tranquillamente disattese, mentre altre
– non senza ideologismo – vengono assunte come vincoli obbliganti?
L’occidente non è più il centro del mondo! E il Sud della Terra preme alla tavola
della dignità e della giustizia. Altri continenti e culture ne apprezzano tecnologia e
benessere, ma guardano all’occidente con sospetto e fastidio per quella specie di
neocolonialismo culturale, che vuole imporre con mezzi spesso ricattatori: finanziamenti in
cambio di leggi immorali, contrari alle identità di popoli e nazioni che vogliono mantenere
le proprie radici. È questo il cammino della civiltà? Sarebbe una strada che rinnova o
genera sordi rancori, e che prima o poi presenterebbe il conto. Se l’umanesimo plenario ha
avuto la sua origine nel grembo europeo, e ha ispirato le grandi Carte internazionali, non è
detto che trovi ancora in quel ceppo, tagliato dalle sue origini cristiane, la linfa ispiratrice.
Se l’occidente vuole corrompere l’umanesimo, sarà l’umanesimo che si allontanerà
dall’occidente e troverà – come già succede – altri lidi meno ideologici e più sensati. Il
Vangelo è per tutti ma non è incatenato a nessuno, è storico e metastorico. L’erosione
sistematica dell’impianto culturale umanistico, usando come grimaldello l’impazzimento
4
dell’individuo con le sue pretese solipsiste, è una espressione triste di quella miseria morale
e spirituale di cui parla il Santo Padre. Chiudere gli occhi sarebbe far finta di non vedere,
come fece il levita sulla via di Gerico. È in questa prospettiva e con questo spirito che “i
Pastori, accogliendo gli apporti delle diverse scienze, hanno il diritto di emettere opinioni
su tutto ciò che riguarda la vita delle persone, dal momento che il compito della
evangelizzazione implica ed esige una promozione integrale di ogni essere umano. Non si
può più affermare che la religione deve limitarsi nell’ambito del privato” (id. 182).
5. Iperindividualismo
Come è grande e antica la presenza operosa della Chiesa accanto a tutte le povertà
materiali della gente e dei popoli, così è grande e convinta la sua attenzione a tutto ciò che
corrompe la mente e il cuore, rende smarrita e confusa la persona sulla sua identità, sul
valore della vita umana in tutte le sue fasi, dal concepimento alla nascita, dalla crescita alla
piena maturità, dal declino fino alla morte naturale: “La difesa della vita nascente è
intimamente legata alla difesa di qualsiasi diritto umano. Suppone la convinzione che un
essere umano è sempre sacro e inviolabile, in qualunque situazione e in ogni fase del suo
sviluppo. (…) Se cade questa convinzione, non rimangono solide e permanenti fondamenta
per la difesa dei diritti umani, che sarebbero sempre soggetti alle convenienze contingenti
dei potenti di turno” (id. 213). Seminare e codificare errori su queste realtà fa incerti e
fragili i rapporti, alimenta diffidenze in chi si trova nel bisogno e nella dipendenza, rende
individualista la società. Tutto ciò è la premessa – forse prevista e voluta – perché i più forti
e senza scrupoli possano manipolare e piegare persone e Nazioni ai propri interessi.
Bisogna andare contro la corrente di un individualismo scellerato che – applicato ai vari
campi dell’esistenza privata e pubblica – porta a camminare sulla pelle dei poveri, a non
aver tempo di fermarsi accanto alle moltitudini ferite sulla via di Gerico. È una visione
iperindividualista all’origine dei mali del mondo, tanto all’interno delle famiglie quanto
nell’economia, nella finanza e nella politica. Ma il sentire profondo del nostro popolo è
diverso. Come Pastori, che hanno la grazia di vivere con la gente, ne conosciamo l’impegno
nei doveri quotidiani, il senso profondo della famiglia, la solidarietà nelle relazioni,
l’autentico eroismo nella dedizione ai malati e agli anziani, la passione responsabile
nell’educazione dei figli. È questa rete virtuosa che sostiene il Paese e la speranza nel
futuro. La ripresa, giustamente invocata, sarà un’illusione senza una rinascita morale e
spirituale; e ciò sarebbe tanto più grave perché la dura lezione della crisi sarebbe stata vana,
pagata soprattutto dai deboli. Bisogna accelerare la conversione dall’io al noi e dal mio al
nostro: non certo nel senso che non esistono più l’io e il mio, ma nel senso che mai più
dovranno essere intesi come degli assoluti, cioè slegati dal resto del mondo fatto di “altri”:
persone, istituzioni, aziende, Paesi. Un mondo fatto da stagioni diverse, come l’efficienza
dell’età adulta, l’infanzia e la giovinezza, la malattia e la vecchiaia. Un mondo fatto di aree
diverse di sviluppo e risorse, di ricchi e di poveri, di giustizia e di ingiustizia, di diritti
umani proclamati e di fatto violati, come ad esempio i diritti del bambino, oggi sempre più
aggredito: ridotto a materiale organico da trafficare, o a schiavitù, o a spettacolo crudele, o
ad arma di guerra, quando non addirittura esposto all’aborto o alla tragica possibilità
dell’eutanasia. Ciò grida vendetta al cospetto di Dio. O anche la tratta delle donne, la
violazione – a volte fino alla morte – della loro dignità. In un mondo che si definisce
evoluto e civile, quante sono ancora le forme di violenza e di barbara criminalità che
assume anche forme organizzate e mafiose, come è stato ricordato nei giorni scorsi dal
Santo Padre incontrando i familiari delle vittime nella Parrocchia romana di San Gregorio!
Anche la libertà religiosa è ancora perseguitata in troppe regioni del mondo, e da non
poche parti del pianeta continuano a salire rumori di conflitto che devono essere affrontati
con le armi della preghiera e del dialogo onesto senza altri interessi. A tanti nostri fratelli e
sorelle in umanità e spesso nella fede, che sono anche vicinissimi perché parte del nostro
Continente – come il popolo ucraino – da questa simbolica sede vogliamo far pervenire la
nostra vicinanza di Pastori, perché le ansie e le sofferenze, i diritti e le speranze di tutti
trovino casa nella giustizia e nella pace. Anche per questo, la comunità cristiana ha aderito
con gratitudine all’iniziativa di Papa Francesco, per 24 ore di adorazione e riconciliazione
in tutte le Diocesi.
6. Educare intelligenza e cuore
Come sappiamo, l’annuncio di Cristo è fondamento e criterio dell’educazione delle
intelligenze e dei cuori, una educazione integrale che la scuola è chiamata a offrire: “Il
compito educativo è una missione chiave”, affermava recentemente il Santo Padre
(Discorso ai Superiori Generali degli Istituti maschili di vita religiosa, 29.11.2013). E noi,
Vescovi Italiani, con rinnovato impegno camminiamo nella via del decennio che abbiamo
dedicato a questa missione. Per questo, con tutte le persone di buona volontà e di retto
sentire, guardiamo all’appuntamento del 10 maggio prossimo in piazza San Pietro con il
Papa. Davanti a Lui e con Lui, riaffermeremo l’urgenza del compito educativo; la
sacrosanta libertà dei genitori nell’educare i figli; il grave dovere della società – a tutti i
livelli e forme – di non corrompere i giovani con idee ed esempi che nessun padre e madre
vorrebbero per i propri ragazzi; il diritto ad una scuola non ideologica e supina alle mode
culturali imposte; la preziosità irrinunciabile e il sostegno concreto alla scuola cattolica.
Essa è un patrimonio storico e plurale del nostro Paese, offrendo un servizio pubblico
seppure in mezzo a grandi difficoltà e a prezzo di sacrifici imposti dall’ingiustizia degli
uomini: ingiustizia che i responsabili fanno finta di non vedere pur sapendo – tra l’altro –
l’enorme risparmio che lo Stato accantona ogni anno grazie a questa peculiare presenza. È
in questo orizzonte che riaffermiamo il primato della persona, e quindi la tutela che si deve
ad ogni persona specialmente se in situazione di fragilità – contro ogni forma di
discriminazione e violenza. E nello stesso tempo non possiamo non ricordare il grave
pericolo che deriva dallo stravolgere o disattendere i fondamentali fatti e principi di natura
che riguardano i beni della vita, della famiglia e dell’educazione. La preparazione alla
grande Assise del Sinodo sulla Famiglia, che si celebrerà in due fasi nel 2014 e nel 2015,
nonché il recente Concistoro sul medesimo tema, hanno provvidenzialmente riposto
l’attenzione su questa realtà tanto “disprezzata e maltrattata”, come ha detto il Papa:
commenterei, “disprezzata” sul piano culturale e “maltratta” sul piano politico. Colpisce
che la famiglia sia non di rado rappresentata come un capro espiatorio, quasi l’origine dei
mali del nostro tempo, anziché il presidio universale di un’umanità migliore e la garanzia di
continuità sociale. Non sono le buone leggi che garantiscono la buona convivenza – esse
sono necessarie – ma è la famiglia, vivaio naturale di buona umanità e di società giusta.
In questa logica distorta e ideologica, si innesta la recente iniziativa – variamente attribuita
– di tre volumetti dal titolo “Educare alla diversità a scuola”, che sono approdati nelle
scuole italiane, destinati alle scuole primarie e alle secondarie di primo e secondo grado. In
teoria le tre guide hanno lo scopo di sconfiggere bullismo e discriminazione – cosa giusta –,
in realtà mirano a “istillare” (è questo il termine usato) nei bambini preconcetti contro la
famiglia, la genitorialità, la fede religiosa, la differenza tra padre e madre…parole
dolcissime che sembrano oggi non solo fuori corso, ma persino imbarazzanti, tanto che si
tende a eliminarle anche dalle carte. È la lettura ideologica del “genere” – una vera
dittatura – che vuole appiattire le diversità, omologare tutto fino a trattare l’identità di
uomo e donna come pure astrazioni. Viene da chiederci con amarezza se si vuol fare della
scuola dei “campi di rieducazione”, di “indottrinamento”. Ma i genitori hanno ancora il
diritto di educare i propri figli oppure sono stati esautorati? Si è chiesto a loro non solo il
parere ma anche l’esplicita autorizzazione? I figli non sono materiale da esperimento in
mano di nessuno, neppure di tecnici o di cosiddetti esperti. I genitori non si facciano
intimidire, hanno il diritto di reagire con determinazione e chiarezza: non c’è autorità che
tenga. Anche il fenomeno dell’“alcol estremo” – cioè di bere fino allo sfinimento o peggio
– non può lasciare indifferente nessuno, tranne chi si arricchisce sul male degli altri. Si
dovrebbe, invece, sprigionare nell’intera società un brivido di rifiuto e di seria
preoccupazione, tale da provocare investimenti seri di risorse umane, economiche e
valoriali, ben più meritorie rispetto a iniziative ideologiche e maldestre.
Cari Confratelli, mentre rinnoviamo la nostra lode al Signore della vita e della gioia,
ci disponiamo ai lavori che ci attendono con generosità e fiducia. San Giuseppe, Patrono
della Chiesa universale, del quale abbiamo appena celebrato la solennità, ci guardi e ci
guidi. Egli ci assicura, come nella casa di Nazaret, la presenza calda e rassicurante della
Sacra Famiglia.


3 PATER NOSTER o Orazione domenicale.
Pater noster qui es in caelis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in caelo et in terra. Panem nostrum quotidiànum da nobis hódie, et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris ; et ne nos indúcas in tentatiónem, sed libera nos a malo. Amen.
Padre nostro che sei ne' cieli, sia santificato il tuo nome: venga il tuo regno: sia fatta la tua volontà, come in cielo cosi in terra. Dacci oggi il nostro pane quoti diano, e rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimet-tiamo ai nostri debitori; e non c'indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Così sia.
4 GLORIA PATRI.
Gloria Patri et Fílio ed Spirítui Sancto, sicut erat in principio, et nunc, et sernper, et in saécula saeculórum. Amen.
Gloria al Padre e al Figliuolo e allo Spirito Santo, come era nel principio, e ora, e sempre, e nei secoli dei Così sia.
5 AVE MARIA o Salutazione angelica.
Ave, Maria, gràtia plena: Dóminus tecum: bene-dícta tu in muliéribus, et benedíctus fructus ventris tui, Iesus. Sancta Maria, Mater Dei, ora pro nobis peccatóribus, nunc et in hora mortis nostrae. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia: il Signore é teco: tu sei benedetta fra le donne, e benedetto è il frutto del ventre tuo, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Così sia.
6 - SALVE REGINA.
Salve, Regina, mater misericórdiae; vita, dulcédo et spes nostra, salve. Ad te clamàmus, éxsules fílii Hevae. Ad te suspiràmus geméntes et flentes in hac lacrimárum valle. Eia ergo, advocáta nostra, illos tuos misericórdes oculos ad nos converte. Et Iesum, benedíctum fructus ventris tui, nobis post hoc exsílium osténde. O clemens, o pia, o dulcis Virgo Maria.
Salve, o Regina, madre di misericordia; vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo esuli figli di Eva; gementi e piangenti in questa valle di lacrime a te sospi-riamo. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi quegli occhi tuoi misericordiosi. .E mostraci dopo questo esilio Gesù, il frutto benedetto del ventre tuo, o clemente, o pietosa, o dolce Vergine Maria.
7 ANGELE DEI.
Angele Dei, cui custos es mei, me tibi commíssum pietáte supérna illúmina, custódi, rege et gubérna. Amen.
Angelo chi Dio, che sei il mio custode, illumina, custo-disci, reggi e governa me, che ti fui affidato dalla pietà celeste. Così sia.
8 REQUIEM AETERNAM per i fedeli defunti.
Réquiem aetérnam dona eis, Dómine, et lux perpétua lúceat eis. Requiéscant in pace. Amen.
L'eterno riposo dona loro, o Signore, e splenda ad essi la luce perpetua. Riposino in pace. Così sia.
9 ATTO DI FEDE.
Mio Dio, credo fermamente quanto voi, infallibile Verità, avete rivelato e la santa Chiesa ci propone a credere. Ed espressamente credo in Voi, unico, vero Dio in tre Persone uguali e distinte, Padre, Figliuolo e Spi-rito Santo; e nel Figliuolo incarnato e morto per noi, Gesù Cristo, il quale darà a ciascuno, secondo i meriti, il premio o la pena eterna. Conforme a questa Fede voglio sempre vivere. Signore, accrescete la mia fede.
10 ATTO DI SPERANZA.
Mio Dio, spero dalla bontà vostra, per le vostre promesse e per i meriti di Gesù Cristo, nostro Salva-tore, la vita eterna e le grazie necessarie per meritarla con le buone opere, che io debbo e voglio fare. Si-gnore, che io non resti confuso in eterno.
11 ATTO DI CARITA'.
Mio Dio, amo con tutto il cuore sopra, ogni cosa voi, Bene infinito e nostra eterna felicità; e per amor vostro amo il prossimo mio come me stesso, e perdono le offese ricevute. Signore, fate ch'io vi ami sempre più.
12 ATTO DI DOLORE.
Mio Dio, mi pento con tutto il cuore de' miei pec-cati, e li odio e detesto, come offesa della vostra Maestà infinita, cagione della morte del vostro divin Fígliuolo Gesù, e mia spirituale rovina. Non voglio più commet-terne in avvenire e propongo di fuggirne le occasioni. Signore, misericordia, perdonatemi.
13 I DUE MISTERI PRINCIPALI DELLA FEDE. 1)Unità e Trinità di Dio ; 2)Incarnazione, Passione e Morte del Nostro Signore Gesù Cristo.
14 I DUE COMANDAMENTI DELLA CARITA'. 1) Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. 2° Amerai il prossimo tuo come te stesso.
15 I DIECI COMANDAMENTI di Dio o Decalogo.
Io sono il Signore Dio tuo
1° Non avrai altro Dio fuori che me. 2° Non nominare il nome di Dio invano. 3° Ricordati di santificare le feste. 4° Onora il padre e la madre. 5° Non ammazzare. 6° Non commettere atti impuri. 7° Non rubare. 8° Non dire falsa testimonianza. 9° Non desiderare la donna d'altri. 10° Non desiderare la roba d'altri.
16 I CINQUE PRECETTI GENERALI DELLA CHIESA.
1° Udir la Messa la domenica e le altre feste comandate. 2° Non mangiar carne nel venerdì e negli altri giorni proibiti, e digiunare nei giorni prescritti. 3° Confessarsi almeno una volta l'anno, e comunicarsi almeno a Pasqua. 4° Sovvenire alle necessità della Chiesa contribuendo secondo le leggi o le usanze. 5° Non celebrar solennemente le nozze nei tempi proibiti.
17 I SETTE SACRAMENTI.
1)Battesimo, 2) Cresima, 3) Eucaristia, 4) Penitenza, 5) Estrema Unzione, 6) Ordine, 7)Matrimonio.
18 I SETTE DONI DELLO SPIRITO SANTO.
1) Sapienza, 2) intelletto, 3) consiglio, 4) fortezza, 5) scien-za, 6) pietà, 7) timor di Dio.
19 LE TRE VIRTU' TEOLOGALI.
1)Fede, 2) speranza, 3) carità.
20 LE QUATTRO VIRTÙ CARDINALI. 1) Prudenza, 2) giustizia, 3) fortezza, 4) temperanza.
21 LE SETTE OPERE DI MISERICORDIA CORPORALE.
1) Dar da mangiare agli affamati 2) dar da bere agli assetati 3) vestire gl'ignudi 4) alloggiare i pellegrini 5) visitare gl'infermi 6) visitare i carcerati 7) seppellire i morti.
22 LE SETTE OPERE DI MISERICORDIA SPIRITUALE.
1) Consigliare i dubbiosi ; 2) insegnare agli ignoranti; 3) ammonire i peccatori ; 4) consolare gli afflitti; 5) perdo-rare le offese; 6) sopportare pazientemente le persone moleste ; 7) pregare Dio per i vivi e per i morti.
23 I SETTE VIZI CAPITALI.
1) Superbia, 2) avarizia, 3) lussuria, 4) ira, 5) gola, 6) invidia, 7) accidia.
24 I SEI PECCATI CONTRO LO SPIRITO SANTO.
1)Disperazione della salute; 2) presunzione di sal-varsi senza merito; 3) impugnare la verità conosciuta; 4) invidia della grazia altrui; 5) ostinazione nei peccati; 6) impenitenza finale.
25 I QUATTRO PECCATI CHE GRIDANO VENDETTA AL COSPETTO DI DIO.
1) Omicidio volontario; 2) peccato impuro contro na-tura; 3) oppressione dei poveri; 4) defraudare la mercede agli operai
26 I QUATTRO NOVISSIMI.
1) Morte, 2) giudizio, 3) inferno, 4) paradiso.
LA DOTTRINA CRISTIANA
Questa è l'eterna vita, che conoscano te, l'unico vero Dio, e Colui cha hai mandato, Gesù Cristo. (Giov., XVII, 3.)
Chi si accosta a Dio deve credere che Egli è e che premia quelli che lo cercano. (Ebr., XI, 6)
1. Chi ci ha creato?
Ci ha creato Dio.
2. Chi è Dio?
Dio é l'Essere perfettissimo, Creatore e Signore del cielo e della terra.
3. Che significa « perfettissimo » ?
Perfettissimo significa che in Dio ò ogni perfezione, senza difetto e senza limiti, ossia che Egli é potenza, sapienza e bontà infinita.
4. Che significa « Creatore » ?
Creatore significa che Dio ha fatto dal nulla tutte le cose.
5. Che significa «Signore » ?
Signore significa che Dio é padrone assoluto di tutte le cose.
6. Dio ha corpo come noi?
Dio non ha corpo, ma è purissimo spirito.
7. Dov'è Dio?
Dio é in cielo, in terra e in ogni luogo: Egli é 1'Immenso.
8. Dio è sempre stato?
Dio è sempre stato e sempre sarà: Egli è l'Eterno.
9. Dio sa tutto?
Dio sa tutto, anche i nostri pensieri: Egli é l'Onnisciente
10. Dio può far tutto?
Dio può far tutto ciò che vuole: Egli é l'Onnipotente.
11. Dio può fare anche il male?
Dio non può fare il male, perchè non può volerlo, essendo bontà infinita; ma lo tollera per lasciar libere le creature, sapendo poi rica-vare il bene anche dal male.
12. Dio ha cura delle cose create?
Dio ha cura e provvidenza delle cose create, e le conserva e dirige tutte al proprio fine, con sapienza, bontà' e giustizia infinita.
13. Per qual fine Dio ci ha creati? _
Dio ci ha creati per conoscerlo, amarlo e servirlo in questa vita, e per goderlo poi nell'altra, in paradiso.
14. Che cos'è il paradiso?
Il paradiso è il godimento eterno di Dio, nostra felicità, e, in Lui, di ogni altro bene, senza alcun male.
15. Chi merita il paradiso?
Merita il paradiso chi è buono, ossia chi ama e serve fedelmente, Dio, e muore nella sua grazia.
16. I cattivi che non servono Dio e muoiono in peccato mortale, che cosa meritano?
I cattivi che non servono Dio e muoiono in .peccato mortale, meritano l'inferno.
17. Che cos'è l'inferno?
L'inferno è il patimento eterno della privazione di Dio, nostra felicità, e del fuoco, con ogni altro male senza alcun bene.
18. Perchè Dio premia i buoni e castiga i cattivi?
Dio premia i buoni e castiga i cattivi, perché è la giustizia infinita.
19. Dio è uno solo?
Dio è uno solo, ma in tre Persone uguali e distinte, che sono la santissima Trinità.
20. Come si chiamano le tre Persone della santissima Trinità?
Le tre Persone della santissima Trinità si chiamano Padre, Fi-gliuolo e Spirito Santo.
21. Delle tre Persone della santissima Trinità si è incarnata e fatta uomo alcuna?
Delle tre Persone della santissima Trinità si è incarnata e fatta uomo la seconda, cioè il Figliuolo.
22. Come si chiama il Figliuolo di Dio fatto uomo?
Il Figliolo di Dio fatto uomo si chiama Gesù Cristo.
23. Chi è Gesù Cristo?
Gesù Cristo è la seconda Persona della santissima Trinità, cioè il Figliolo di Dio fatto uomo.
24. Gesù Cristo è Dio e uomo?
Sì, Gesù Cristo è vero Dio e vero uomo.
25. Perchè il Figliuolo di Dio si fece uomo?
Il Figliuolo di Dio si fece, uomo per salvarci, cioè per redimerci dal peccato e riacquistarci il paradiso.
26. Che fece Gesù Cristo per salvarci?
Gesù Cristo per salvarci soddisfece per i nostri peccati patendo sacrificando se stesso sulla Croce, e c'insegnò a vivere secondo Dio.
27. Per vivere secondo Dio, che cosa dobbiamo fare?
Per vivere secondo Dio, dobbiamo CREDERE LE VERITA RIVELATE da Lui e OSSERVARE I SUOI COMANDAMENTI, con l'aiuto della sua GRAZIA, che si ottiene mediante I SACRAMENTI e L'ORAZIONE.
PREGHIAMO
O Dio, concedici la grazia di pensare e di fare ciò che è retto, sì che noi, i quali senza di te non possiamo esistere, riusciamo a vivere secondo te (t). Te ne supplichiamo per il tuo Figliuolo Gesù Cristo, nostro Signore. Così sia.
(t) Orazione della Domenica VIII dopo la Pentecoste.
Parte I «CREDO » ossia PRINCIPALI VERITÀ DELLA FEDE CRISTIANA
CAPO I Misteri principali Segno della santa Croce.
Senza la fede è impossibile piacere a Dio (Ebr, XI, 6.)
28. Quali sono le verità rivelate da Dio?
Le verità rivelate da Dio sono principalmente quelle compendiate nel Credo o Simbolo apostolico, e si chiamano verità di fede, perché dobbiamo crederle con piena fede come insegnate da Dio, il quale né s'inganna né può ingannare.
29. Che cos'è il « Credo » o « Simbolo apostolico » ?
II Credo o Simbolo apostolico é una professione dei misteri principali e di altre verità rivelate da Dio per mezzo di Gesù Cristo e degli Apostoli, e insegnate dalla Chiesa.
30. Che cos'è mistero?
Mistero é una verità superiore ma non contraria alla ragione, che crediamo perché Dio l'ha rivelata.
31. Quali sono i misteri principali della Fede professati nel Credo?
I misteri principali della Fede professati nel Credo sono due: l'Unità e Trinità di Dio; l'Incarnazione, Passione e Morte del Nostro Signor Gesù Cristo.
32. I due misteri principali della Fede li professiamo ed esprimiamo anche in altra maniera?
Professiamo ed esprimiamo i due misteri principali della Fede anche col segno della Croce, che perciò è il segno del cristiano.
33. Come si fa il segno della Croce?
Il segno della Croce si fa portando la mano destra alla fronte, e dicendo: In nome del Padre; poi al petto, dicendo: e del Figliuolo; quindi alla .spalla sinistra e alla destra, dicendo: e dello Spirito Santo; e si termina con le parole Così sia.
34. Nel segno della Croce, come esprimiamo noi i due misteri principali della Fede?
Nel segno della Croce, con le parole esprimiamo l'Unità e Tri-nità di Dio, e con la figura della croce la Passione e la Morte del Nostro Signor Gesù Cristo.
35. E' utile fare il segno della Croce?
E' utilissimo fare il segno della Croce spesso e devotamente, perchè è atto esterno di fede, che ravviva in noi questa virtù, vince il rispetto umano e le tentazioni, e ci ottiene grazie da Dio.
36. Quando è bene fare il segno della Croce?
È sempre bene fare il segno della Croce, ma specialmente prima e dopo ogni atto di religione, prima e dopo il cibo e il riposo, e nei pericoli dell'anima e del corpo.
Parte I «CREDO » ossia PRINCIPALI VERITÀ DELLA FEDE CRISTIANA
CAPO II Unità e Trinità di Dio
Credo in Dio Padre onnipotente..., in Gesù Cristo, suo unico Figliuolo , Nostro Signore..., nello Spirito Santo.
37. Che significa «Unità di Dio»?
Unità di Dio significa che c'è un Dio solo.
38. Che significa « Trinità di Dio »?
Trinità di Dio significa che in Dio sono tre Persone uguali, realmente distinte: Padre, Figliuolo e Spirito Santo.
39. Che significa «tre Persone realmente distinte»?
Tre persone realmente distinte significa che in Dio una Persona non è l'altra, pur essendo tutte e tre un Dio solo.
40. Comprendiamo noi come le tre Persone divine, benchè realmente distinte, sono un Dio solo?
Noi non comprendiamo nè possiamo comprendere come le tre Persone divine, benché realmente distinte, sono un Dio solo: è un mistero.
41. Qual è la prima Persona della santissima Trinità ?
La prima Persona della santissima Trinità è il Padre.
42. Qual è la seconda Persona della santissima Trinità?
La seconda Persona della santissima Trinità è il Figliuolo.
43. Qual è la terza Persona della santissima Trinità?
La terza Persona della santissima Trinità è lo Spirito Santo.
44. Perchè il Padre il la prima Persona della santissima Trinità?
Il Padre è la prima Persona della santissima Trinità, perchè non procede da altra persona, e da Lui procedono le altre due, cioè il Figliolo e lo Spirito Santo.
45. Perchè il Figliuolo è la seconda Persona della santissima Trinità?
Il Figliuolo è la seconda Persona della santissima Trinità, perché è generato dal Padre, ed è, insieme col Padre, principio dello Spirito Santo.
46. Perchè lo Spirito Santo è la terza Persona della santissima Trinità?
Lo Spirito Santo è la terza Persona della santissima Trinità, perchè procede dal Padre e dal Figliuolo.
47. Ogni Persona della santissima Trinità è Dio?
Sì, ogni Persona della santissima Trinità è Dio.
48. Se ogni Persona divina è Dio, le tre Persone divine sono dunque tre Dei?
Le tre Persone divine non sono tre Dei, ma un Dio solo; perchè hanno la stessa unica natura o sostanza divina.
49. Le tre Persone divine sono uguali, o ce n'è una maggiore, più potente è più sapiente?
Le tre Persone divine essendo un solo Dio, sono uguali in tutto, e hanno egualmente comune ogni perfezione e ogni operazione; seb-bene certe perfezioni e le opere corrispondenti si attribuiscano più all'una Persona che all'altra, come la potenza e la creazione al Padre.
50. Il Padre almeno, fu prima del Figliuolo e dello Spirito Santo?
Il Padre non fu prima del Figliuolo e dello Spirito Santo, perchè le tre Persone divine, avendo comune l'unica natura divina che è eterna, sono egualmente eterne.
CAPO III Creazione del mondo - Origine e caduta dell'uomo.
Credo in Dio... Creatore del cielo e della terra
51. Dio perchè è detto « Creatore del cielo e della terra»?
Dio è detto Creatore del cielo e della terra, ossia del mondo, perchè lo fece dal nulla, e fare dal nulla è creare.
52. Il mondo è tutto opera di Dio?
II mondo é tutto opera di Dio; e nella grandezza, bellezza e ordine suo maraviglioso, ci mostra la potenza, la sapienza e la bontà infinita di Lui.
53. Dio creò soltanto ciò che è materiale nel mondo?
Dio non creò soltanto ciò che é materiale nel mondo, ma anche i puri spiriti; e crea l'anima di ogni uomo.
54. Chi sono i puri spiriti?
I puri spiriti sono esseri intelligenti senza corpo.
55. Come sappiamo che esistono puri spiriti creati?
Che esistono puri spiriti creati lo sappiamo dalla Fede.
56. Quali puri spiriti creati ci fa conoscere la Fede?
La Fede ci fa conoscere i puri spiriti buoni, ossia gli Angeli, e i cattivi, ossia i demoni.
57. Chi sono gli Angeli?
Gli Angeli sono i ministri invisibili di Dio, ed anche nostri Custodi, avendo Dio affidato ciascun uomo ad uno di essi.
58. Abbiamo dei doveri verso gli Angeli?
Verso gli Angeli abbiamo il dovere della venerazione; e verso l'Angelo Custode abbiamo anche quello di essergli grati, di ascoltarne le ispirazioni e di non offenderne mai la presenza col peccato.
59. I demoni chi sono?
I demoni sono angeli ribellatisi a Dio per superbia e precipitati nell'inferno, i quali, per odio contro Dio, tentano l'uomo al male.
60. Chi è l'uomo?
L'uomo é un essere ragionevole, composto di anima e di corpo.
61. Che cos'è l'anima?
L'anima è la parte spirituale dell'uomo, per cui egli vive, intende ed è libero, e perciò capace di conoscere, amare e servire Dio.
62. L'anima dell'uomo muore col corpo?
L'anima dell'uomo non muore col corpo, ma vive in eterno, es-sendo spirituale.
63. Qual cura dobbiamo avere dell'anima?
Dell'anima dobbiamo avere la massima cura, perchè essa è in noi la parte migliore e immortale, e solo salvando l'anima saremo eternamente felici.
64. Com'è libero l'uomo?
L'uomo è libero, in quanto che può fare una cosa e non farla, o farne una piuttosto che un'altra, come sentiamo bene in noi stessi.
65. Se l'uomo è libero, può fare anche il male?
L'uomo può, ossia è capace di fare anche il male; ma non lo deve fare, appunto perchè è male; la libertà deve usarsi solo per il bene.
66. Chi furono i primi uomini?
I primi uomini furono Adamo ed Eva, creati immediatamente da Dio; tutti gli altri discendono da essi, che perciò son chiamati i progenitori degli uomini.
67. L'uomo fu creato debole e misero come ora siamo noi?
L'uomo non fu creato debole e misero come ora siamo noi, ma in uno stato felice, con destino e con doni superiori alla natura umana.
68. L'uomo, qual destino ebbe da Dio?
L'uomo ebbe da Dio l'altissimo destino di vedere e godere eternamente Lui, Bene infinito; e perchè questo è del tutto superiore alla capacità della natura, egli ebbe insieme, per raggiungerlo, una potenza soprannaturale che si chiama grazia.
69. Oltre la grazia, che altro aveva dato Dio all'uomo?
Oltre la grazia, Dio aveva dato all'uomo l'esenzione dal1e debo-lezze e miserie della vita e dalla necessità di morire, purché non avesse peccato, come purtroppo fece Adamo, il capo dell'umanità, gustando del frutto proibito.
70. Che peccato fu quello di Adamo?
II peccato di Adamo fu un peccato grave di superbia e di disubbidienza.
71. Quali danni cagionò il peccato di Adamo?
Il peccato di Adamo spogliò lui e tutti gli uomini della grazia e d'ogni altro dono soprannaturale, rendendoli soggetti al peccato, al demonio, alla morte, all'ignoranza, alle cattive inclinazioni e ad ogni altra miseria, ed escludendoli dal paradiso.
72. Come si chiama il peccato a cui Adamo assoggettò gli uomini con la sua colpa?
Il peccato a cui Adamo assoggettò gli uomini con la sua colpa, si chiama originale, perchè, commesso al principio dell'umanità, si trasmette con la natura agli uomini tutti nella loro origine.
73. In che consiste il peccato originale?
II peccato originale consiste nella privazione della .grazia ori-ginale, che secondo la disposizione di Dio dovremmo avere ma non abbiamo, perché il capo dell'umanità con la sua disubbidienza ne privò sè e noi tutti, suoi discendenti.
74. Come mai il peccato originale è « volontario », e quindi colpa per noi?
I1 peccato originale è volontario e quindi colpa per noi, solo perchè volontariamente lo commise Adamo quale capo dell'umanità; e perciò Dio non punisce, ma semplicemente non premia col paradiso chi abbia solo il peccato originale.
75. L'uomo, a causa del peccato originale, doveva rimaner escluso per sempre dal paradiso?
L'uomo, a causa del peccato originale, doveva rimaner escluso per sempre dal paradiso, se Dio, per salvarlo, non avesse promesso e mandato dal cielo il proprio Figliuolo, cioè Gesù Cristo.
Parte I «CREDO » ossia PRINCIPALI VERITÀ DELLA FEDE CRISTIANA
Capo IV Incarnazione, Passione e Morte del Figliolo di Dio
Credo... in Gesù Cristo, suo unico Figliuolo, Nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morto e seppellito, discese all'inferno, il terzo giorno risuscitò da morte, salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente
76. In che modo il Figliuolo di Dio si è fatto uomo?
II Figliuolo di Dio si é fatto uomo, prendendo un corpo e un'anima, come abbiamo noi, nel seno purissimo di Maria Vergine, per opera dello Spirito Santo.
77. Il Figliuolo di Dio, facendosi uomo, cessò di esser Dio?
Il Figliuolo di Dio, facendosi uomo, non cessò. di esser Dio, ma, restando vero Dio, cominciò ad essere anche vero uomo.
78. In Gesù Cristo sono due nature?
In Gesù Cristo sono due nature: la natura divina e la natura umana.
79. In Gesù Cristo con le due nature sono anche due persone?
In Gesù Cristo con le due nature non sono due persone, ma una sola, quella divina del Figliuolo di Dio.
80. Gesù Cristo come fu conosciuto per Figliuolo di Dio?
Gesù Cristo fu conosciuto per Figliuolo di Dio, perchè tale lo proclamò Dio Padre nel Battesimo e nella Trasfigurazione, dicendo: « Questo è il mio Figliuolo diletto, nel quale mi sono compiaciuto"*; e perché tale si dichiarò Gesù stesso nella sua vita terrena.
*Matt., III, 17; LUC., IX, 35
81. Gesù Cristo è stato sempre?
Gesù Cristo come Dio è stato sempre; come uomo cominciò ad essere dal momento dell'Incarnazione.
82. Da chi nacque Gesù Cristo?
Gesù Cristo nacque da Maria sempre Vergine, la quale perciò si chiama ed è vera Madre di Dio.
83. San Giuseppe non fu padre di Gesù Cristo?
San Giuseppe non fu padre vero di Gesù Cristo, ma padre puta-tivo; cioè, come sposo di Maria e custode di Lui, fu creduto suo padre senza esser tale.
84. Dove nacque Gesù Cristo?
Gesù Cristo nacque a Betlemme, in una stalla, e fu posto in una mangiatoia.
85. Perchè Gesù Cristo volle esser povero?
Gesù Cristo volle esser povero, per insegnarci ad essere umili e a non riporre la felicità nelle ricchezze, negli onori e nei piaceri del mondo.
86. Che fece Gesù Cristo nella sua vita terrena?
Gesù Cristo, nella sua vita terrena, c'insegnò con l'esempio e con la parola a vivere secondo .Dio, e confermò coi miracoli la sua dottrina; finalmente, per cancellare il peccato, riconciliarci con Dio e riaprirci il paradiso, si sacrificò sulla Croce, « unico Mediatore tra Dio e gli uomini »
87. Che cos'è miracolo?
Miracolo è un fatto sensibile, superiore a tutte le forze e leggi della natura, e perciò tale che può venire solo da Dio, Padrone della natura.
88. Con quali miracoli specialmente, Gesù Cristo confermò la sua dottrina e dimostrò di esser vero Dio?
Gesù Cristo confermò la sua dottrina e dimostrò di esser vero Dio, specialmente col rendere in un attimo la. vista ai ciechi, l'udito ai sordi, la parola ai muti, la salute a ogni sorta d'infermi, la vita ai morti; con l'imperar da padrone ai demoni e alle forze della natura, e sopra tutto con la sua risurrezione dalla morte.
89. Gesù Cristo morì come Dio o come uomo?
Gesù Cristo morì come uomo, perchè come Dio non poteva nè patire nè morire.
90. Dopo la morte, che fu di Gesù Cristo?
Dopo la morte, Gesù Cristo discese con l'anima al Limbo, dalle anime dei giusti morti fino allora, per condurle seco in paradiso; poi risuscitò, ripigliando il suo corpo che era stato sepolto.
91. Quanto tempo restò sepolto il corpo di Gesù, Cristo?
Il corpo di Gesù Cristo restò sepolto tre giorni non interi, dalla sera del venerdì fino all'alba del giorno che ora si dice domenica di Pasqua.
92. Che fece Gesù Cristo dopo la sua risurrezione?
Gesù Cristo, dopo la sua risurrezione, rimase in terra quaranta giorni; poi salì al cielo, dove siede alla destra di Dio Padre onnipotente.
93. Perchè Gesù Cristo, dopo la sua risurrezione, rimase in terra quaranta giorni?
Gesù Cristo, dopo la sua risurrezione, rimase in terra quaranta giorni per mostrare che era veramente risuscitato, per confermare i di-scepoli nella fede in Lui e istruirli più profondamente nella sua dottrina.
94. Ora Gesù Cristo è solamente in cielo?
Ora Gesù Cristo non è solamente in cielo, ma come Dio è in ogni luogo, e come Dio e uomo è in cielo e nel santissimo Sacramento dell'altare.
CAPO V Venuta di Gesù Cristo alla fine del mondo. I due giudizi, particolare e universale .
... Di là ha da venire a giudicare i vivi e i morti.
95. Gesù Cristo tornerà mai più visibilmente su questa terra?
Gesù Cristo tornerà visibilmente su questa terra alla fine del mondo per giudicare i vivi e i morti, ossia tutti gli uomini, buoni e cattivi.
96. Gesù Cristo per giudicarci aspetterà sino alla fine del mondo?
Gesù Cristo per giudicarci non aspetterà sino alla fine del mondo, ma giudicherà ciascuno subito dopo la morte.
97. Ci sono due giudizi?
Ci sono due giudizi: l'uno particolare, di ciascuna anima, su-bito dopo morte; l'altro universale, di tutti gli uomini, alla fine del mondo.
98. Di che cosa ci giudicherà Gesù Cristo?
Gesù Cristo ci giudicherà del bene e dei male operato in vita, anche dei pensieri e delle omissioni.
99. Dopo il giudizio particolare, che avviene dell'anima?
Dopo il giudizio particolare, l'anima, se è senza peccato e senza debito di pena, va in paradiso; se ha qualche peccato veniale o qualche debito di pena, va in purgatorio finchè abbia soddisfatto; se è in peccato mortale, qual ribelle inconvertibile a Dio va all'inferno.
100. I bambini morti senza Battesimo dove vanno?
I bambini morti senza Battesimo vanno al Limbo, dove non è premio soprannaturale nè pena; perchè, avendo il peccato originale, e quello solo, non meritano il paradiso, ma neppure l'inferno e il purgatorio.
101. Che cos'è il purgatorio?
Il purgatorio è il patimento temporaneo della privazione di Dio, e di altre pene che tolgono dall'anima ogni resto di peccato per renderla degna di veder Dio.
102. Possiamo noi soccorrere e anche liberare le animo. dalle pene del purgatorio?
Possiamo soccorrere e anche liberare le anime dalle pene del purgatorio con i suffragi, ossia con preghiere, indulgenze, elemosine e altre opere buone, e sopra tutto con la santa Messa.
103. È certo che esistono il paradiso e l'inferno?
E' certo che esistono il paradiso e l'inferno: lo ha rivelato Dio; spesse volte promettendo ai buoni l'eterna vita, e il suo stesso gaudio, e minacciando ai cattivi la perdizione e il fuoco eterno.
104. Quanto dureranno il paradiso e l'inferno?
Il paradiso e l'inferno dureranno eternamente.
CAPO VI Chiesa Cattolica - Comunione dei Santi.
Credo... la santa Chiesa Cattolica, lo comunione dei santi.
105. Che cos'è la Chiesa?
La Chiesa è la società dei veri cristiani, cioè dei battezzati che professano la fede e dottrina di Gesù Cristo, partecipano a' suoi sacramenti e ubbidiscono ai Pastori stabiliti da Lui.
106. Da chi fu fondata 1a Chiesa?
La Chiesa fu fondata da Gesù Cristo, il quale raccolse i suoi fedeli in una società, la sottopose agli Apostoli con san Pietro per capo, e le diede il sacrificio, i sacramenti e lo Spirito Santo che la vivifica.
107. Qual è la Chiesa di Gesù Cristo?
Ia Chiesa di Gesù Cristo è la Chiesa Cattolica-Romana, perché essa sola è una, santa, cattolica e apostolica quale Egli la volle.
108. La Chiesa perché è una?
La Chiesa è una, perché tutti í suoi membri ebbero, hanno ed avranno sempre unica la fede, il sacrificio, i sacramenti e il capo visibile, il Romano Pontefice, successore di san Pietro, formando così tutti un solo corpo, il corpo mistico di Gesù Cristo.
109. La Chiesa perché è santa?
La Chiesa é santa perché sono santi Gesù Cristo suo capo invisibile, e lo Spirito che la vivifica; perché in lei sono santi la dottrina, il sacrificio e i sacramenti, e tutti son chiamati a santificarsi; e perché molti realmente furono santi, e sono e saranno.
110. La Chiesa perché è cattolica?
La Chiesa è cattolica cioè universale, perché è istituita e adatta per tutti gli uomini e sparsa su tutta la terra.
111. La Chiesa perché è apostolica?
La Chiesa è apostolica, perché è fondata sugli Apostoli e sulla loro predicazione, e governata dai loro successori, i Pastori legittimi, i quali senza interruzione e senza alterazione, seguitano a trasmetterne e la dottrina e il potere.
112. Chi sono i legittimi Pastori della Chiesa?
I legittimi Pastori della Chiesa sono il Papa o Sommo Pontefice e i Vescovi uniti con lui.
113. Chi è il Papa?
II Papa è il successore di san Pietro nella sede di Roma e nel primato, ossia nell'apostolato ed episcopato universale; quindi il capo visibile, Vicario di Gesù Cristo capo invisibile, di tutta la Chiesa, la quale perciò si dice Cattolica-Romana.
114. Il Papa e i Vescovi uniti con lui che cosa costituiscono?
Il Papa e i Vescovi uniti con lui costituiscono la Chiesa docente, chiamata così perchè ha da Gesù Cristo la missione d'insegnare le verità e le leggi divine a tutti gli uomini, i quali solo da lei ne ricevono la piena e sicura cognizione che è necessaria per vivere cristianamente.
115. La Chiesa docente può errare nell'insegnarci le verità rivelate da Dio?
La Chiesa docente non può errare nell'insegnarci le verità rivelate da Dio: essa è infallibile, perchè, come promise Gesù Cristo, "lo Spirito di verità" * l'assiste continuamente.
* Giov., XV, 26
.
116. Il Papa, da solo, può errare nell'insegnarci le verità rivelate da Dio?
Il Papa, da solo, non può errare nell'insegnarci le verità rivelate da Dio, ossia è infallibile come la Chiesa, quando da Pastore e Maestro di tutti i cristiani, definisce dottrine circa la fede e i costumi.
117. Può altra Chiesa, fuori della Cattolica-Romana, essere la Chiesa di Gesù Cristo, o almeno parte di essa?
Nessuna Chiesa, fuori della Cattolica-Romana, può essere la Chiesa di Gesù Cristo o parte di essa, perchè non può averne insieme con quella le singolari distintive qualità, una, santa, cattolica e apostolica; come difatti non le ha nessuna delle altre Chiese che si dicono cristiane.
118. Perchè Gesù Cristo istituì la Chiesa?
Gesù Cristo istituì la Chiesa, perchè gli uomini trovassero in essa la guida sicura e i mezzi di santità e di salute eterna.
119. Quali sono i mezzi di santità e di salute eterna che si trovano nella Chiesa?
I mezzi di santità e di salute eterna che si trovano nella Chiesa, sono la vera fede, il sacrificio e i sacramenti, e gli aiuti spirituali scambievoli, come la preghiera, il consiglio, l'esempio
120. I mezzi di santità e di salute eterna sono comuni a tutti gli uomini?
I mezzi di santità e di salute eterna sono comuni a tutti gli uomini che appartengono alla Chiesa, cioè ai fedeli, i quali negli scritti apostolici son detti santi; perciò l'unione e partecipazione loro a quei mezzi è comunione di santi in cose sante.
121. Perchè sono detti santi i fedeli che si trovano nella Chiesa?
I fedeli che si trovano nella Chiesa sono detti santi, perchè consacrati a Dio, giustificati o santificati dai sacramenti, e obbligati a vivere da santi.
122. Che significa " comunione dei santi " ?
Comunione dei santi significa che tutti i fedeli, formando un solo corpo in Gesù Cristo, profittano di tutto il bene che è e si fa nel corpo stesso, ossia nella Chiesa universale, purché non ne siano impediti dall'affetto al peccato.
123. I beati del Paradiso e le anime del purgatorio sono nella comunione dei santi?
I beati del paradiso e le anime del purgatorio sono anch'essi nella comunione dei santi, perché congiunti tra loro e con noi dalla carità, ricevono gli uni le nostre preghiere e le altre i nostri suffragi, e tutti ci ricambiano con la loro intercessione presso Dio.
124. Chi è fuori della comunione dei santi?
E' fuori della comunione dei santi chi é fuori della Chiesa, ossia i dannati, gl'infedeli, gli ebrei, gli eretici, gli apostati, gli scismatici e gli scomunicati.
125. Chi sono gl'infedeli?
Gl'infedeli sono i non battezzati che non credono in alcun modo nel Salvatore promesso, cioè nel Messia o Cristo, come gl'idolatri e i maomettani.
126. Chi sono gli ebrei?
Gli ebrei sono i non battezzati che professano la legge di Mosè e non credono che Gesù è il Messia o Cristo promesso.
127. Chi sono gli eretici?
Gli eretici sono i battezzati che si ostinano a non credere qualche verità rivelata dà Dio e insegnata dalla Chiesa, per esempio, i protestanti.
128. Chi sono gli apostati?
Gli apostati sono i battezzati che rinnegano, con atto esterno, la fede cattolica già professata.
129. Chi sono gli scismatici?
Gli scismatici sono i battezzati che ricusano ostinatamente di sottostare ai legittimi Pastori, e perciò sono separati dalla Chiesa, anche se non neghino alcuna verità di fede.
130. Chi sono gli scomunicati?
Gli scomunicati sono i battezzati esclusi per colpe gravissime dalla comunione della Chiesa, affinchè non pervertano gli altri e siano puniti e corretti con questo estremo rimedio.
131. E' grave danno esser fuori della Chiesa?
Esser fuori della Chiesa è danno gravissimo, perchè fuori non si hanno nè i mezzi stabiliti nè la guida sicura alla salute eterna, la quale per l'uomo è l'unica cosa veramente necessaria.
132. Chi è fuori della Chiesa si salva?
Chi è fuori della Chiesa per propria colpa e muore senza dolore perfetto, non si salva; ma chi ci si trovi senza propria colpa e viva bene, può salvarsi con l'amor di carità, che unisce a Dio, e, in spirito, anche alla Chiesa, cioè all'anima di lei.
CAPO VII Remissione dei peccati - Peccato.
Credo... la remissione dei peccati.
133. Che significa « remissione dei peccati »?
Remissione dei peccati significa che Gesù Cristo ha dato agli Apostoli e ai loro successori la potestà di rimettere nella Chiesa ogni peccato.
134. Nella Chiesa come si rimettono i peccati?
Nella Chiesa i peccati si rimettono principalmente coi sacramenti del Battesimo e della Penitenza, istituiti da Gesù Cristo a questo fine.
135. Che cos'è il peccato?
Il peccato é un'offesa fatta a Dio disobbedendo alla sua legge.
136. Di quante specie è il peccato?
Il peccato è di due specie: originale e attuale.
137. Qual è il peccato originale?
Il peccato originale è il peccato che l'umanità commise in Adamo suo capo; e che da Adamo ogni uomo contrae per natural discendenza.
135. Tra 1 figli di Adamo tu preservato mai nessuno dal peccato originale?
Tra i figli di Adamo fu preservata dal peccato originale solo Maria Santissima, la quale, perchè eletta Madre di Dio, fu "piena di grazia" *, e quindi senza peccato fin dal primo istante; perciò la Chiesa ne celebra l'Immacolata Concezione.
* Luc 1, 28.
139. Come si cancella il peccato originale?
Il peccato originale si cancella col santo Battesimo.
140. Qual è il peccato attuale?
Il peccato attuale è quello che si commette volontariamente da chi ha l'usa di ragione.
141. In quanti modi si commette il peccato attuale?
II peccato attuale si commette in quattro modi, cioè in pensieri, in parole, in opere e in omissioni.
142. Di quante specie è il peccato attuale?
Il peccato attuale è di due specie: mortale e veniale.
143. Che cos'è il peccato mortale?
Il peccato mortale è una disubbidienza alla legge di Dio in cosa grave, fatta con piena avvertenza e deliberato consenso.
144. Perchè il peccato grave si chiama mortale?
II peccato grave si chiama mortale, perchè priva l'anima della grazia divina che è la sua vita, le toglie i meriti e la capacità di farsene de' nuovi, e la rende degna di pena o morte eterna nell'inferno.
145. Se il peccato mortale rende l'uomo incapace di meritare, è dunque inutile che il peccatore faccia opere buone?
Non è inutile che il peccatore faccia opere buone anzi deve farne, sia per non divenir peggiore omettendole e cadendo in nuovi peccati, sia per disporsi con esse in qualche modo, alla conversione e al riacquisto della grazia di Dio.
146. Come si riacquista la grazia di Dio, perduta per il peccato mortale?
La grazia di Dio, perduta per il peccato mortale, si riacquista con una buona confessione sacramentale o col dolore perfetto che libera dai peccati, sebbene resti l'obbligo di confessarli.
147. Insieme con la grazia, si riacquistano anche i meriti perduti per il peccato mortale?
Insieme con la grazia, per somma misericordia di Dio, si riacquistano anche i meriti perduti per il peccato mortale.
148. Che cos'è il peccato veniale ?
Il peccato veniale è una disubbidienza alla legge di Dio in cosa leggera, o anche in cosa di per sè grave, ma senza tutta l'avvertenza e il consenso.
149. Perché il peccato non grave si chiama veniale?
II peccato non grave si chiama veniale, cioè perdonabile, perchè non toglie la grazia, e può aversene il perdono col pentimento e con buone opere, anche senza la confessione sacramentale.
150. Il peccato veniale è dannoso all'anima?
Il peccato veniale è dannoso all'anima, perchè la raffredda nell'amore di Dio, la dispone al peccato mortale, e la rende degna di pene temporanee in questa vita e nell'altra.
151. I peccati sono tutti uguali?
I peccati non sono tutti uguali; e come alcuni peccati veniali sono meno leggeri di altri, così alcuni peccati mortali sono più gravi e funesti.
152. Tra i peccati mortali, quali sono più gravi e funesti?
Tra i peccati mortali sono più gravi e funesti i peccati contro lo Spirito Santo e quelli che gridano vedetta al cospetto di Dío *.
* Formola 24, 25.
153. Perchè i peccati contro lo Spirito Santo sono dei più gravi e funesti?
I peccati contro lo Spirito Santo sono dei più gravi e funesti, perchè con essi l'uomo si oppone ai doni spirituali della verità e della grazia, e perciò, anche potendolo, difficilmente si converte.
154. I peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio, perché sono dei più gravi e funesti?
I peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio, sono dei più gravi e funesti, perchè direttamente contrari al bene dell'umanità e odiosissimi, tanto che provocano, più degli altri, i castighi di Dio.
155. Che cosa particolarmente giova a tenerci lontani dal peccato?
A tenerci lontani dal peccato giova particolarmente il pensiero che Dio è da per tutto e vede il segreto dei cuori e la considerazione dei Novissimi *, ossia di quanto ci attende alla fine di questa vita e alla fine del mondo.
* Formola 26
Capo VIII
Resurrezione della carne - Vita eterna - Amen
Queste cose medita, in queste sta fisso, affinché sia manifesto a tutti il tuo avanzamento (1 Tim, IV,25)
156. Che cosa ci attende alla fine di questa vita?
Alla fine di questa vita ci attendono i dolori e lo sfacelo della morte e il giudizio particolare.
157. Che cosa ci attende alla fine del mondo?
Alla fine del mondo ci attende la risurrezione della carne e il giudizio universale.
158. Che significa « risurrezione della carne » ?
Risurrezione della carne significa che il nostro corpo, per virtù di Dio, si ricomporrà e si riunirà all'anima per partecipare, nella vita eterna, al premio o al castigo da essa meritato.
159. Che significa «vita eterna»?
Vita eterna significa che il premio, come la pena, durerà in eterno, e che la vista di Dio sarà la vera vita e felicità dell'anima, mentre la privazione di Lui sarà la massima infelicità e come una morte eterna.
160. Che signifîca la parola « Amen » ?
La parola Amen significa in verità, così é e così sia; e con essa confermiamo esser vero tutto quello che confessiamo nel Credo, e ci auguriamo la remissione dei peccati, la risurrezione alla gloria e la vita eterna in Dio.
PREGHIAMO
Da', o Signore, a' tuoi credenti la costanza e la sincerità della fede in te, al che fermi nel divino amore, non siano mai divelti per nessuna tentazione dalla integrità in essa (i). Te ne supplichiamo per il tuo Figliuolo Gesù Cristo, ecc.
(1) Postcom. 34 fra le Orazioni diverse del Messale
PARTE II COMANDAMENTI DI DIO - PRECETTI DELLA CHIESA VIRTU' ossia MORALE CRISTIANA
Capo I Comandamenti di Dio
Se vuoi entrare alla vita, osserva i comandamenti (Matt XIX, 17)
Se mi amate, osservate i miei comandamenti (Giov. XIV, 15)
§ 1. Comandamenti di Dio in generale.
161. Che cosa sono i comandamenti di Dio?
I comandamenti di. Dio o Decalogo sono le leggi morali che Dio nel Vecchio Testamento diede a Mosé sul monte Sinai, e Gesù Cristo perfezionò nel Nuovo.
162. Che cosa c'impone il Decalogo?
Il Decalogo c'impone i più stretti doveri di natura verso Dio, noi stessi e il prossimo, come pure gli altri doveri che ne derivano, per esempio, quelli del proprio stato.
163. I nostri doveri verso Dio e verso il prossimo a che si riducono?
I nostri doveri verso Dio e verso il prossimo si riducono alla carità, cioè al "massimo e primo comandamento" dell'amor di Dio e a quello "simile" dell'amor del prossimo: "da questi due comandamenti, disse Gesù Cristo, dipende tutta la Legge e i Profeti "*
* Matt., XXII, 38 40; Formola 14.
164. Perchè il comandamento dell'amor di Dio è il massimo comandamento?
Il comandamento dell'amor di Dio è il massimo comandamento, perché chi l'osserva amando Dio con tutta l'anima, osserva certamente tutti gli altri comandamenti.
165. I comandamenti di Dio si possono osservare?
I comandamenti di Dio si possono osservare tutti e sempre, anche nelle più forti tentazioni, con la grazia che Dio non nega mai a chi lo invoca di cuore.
166. Siamo obbligati a osservare i comandamenti di Dio?
Siamo obbligati a osservare i comandamenti di Dio, perchè sono imposti da Lui, nostro Padrone supremo, e dettati dalla natura e dalla sana ragione.
167. Chi trasgredisce i comandamenti di Dio, pecca gravemente?
Chi deliberatamente trasgredisce anche un solo comandamento di Dio in materia grave, pecca gravemente contro Dio, e perciò merita l'inferno.
168. Nei comandamenti che cosa si deve notare?
Nei comandamenti si deve notare ciò che è ordinato e ciò che è proibito
§ 2. Comandamenti dl Dio in particolare.
PRIMO COMANDAMENTO.
169. Che ci ordina il primo comandamento « Io sono il Signore Dio tuo: non avrai altro Dio fuori che me »?
Il primo comandamento Io sono il Signore Dio tuo: non avrai altro Dio fuori che me ci ordina di essere religiosi, cioè di credere in Dio e di amarlo, adorarlo e servirlo come l'unico vero Dio, Creatore e Signore di tutto.
170. Che ci proibisce il primo comandamento?
Il primo comandamento ci proibisce l'empietà, la superstizione, l'irreligiosità; inoltre l'apostasia, l'eresia, il dubbio volontario e l'ignoranza colpevole delle verità della Fede.
171. Che cos'è empietà?
Empietà è il rifiuto a Dio d'ogni culto.
172. Che cos'è superstizione?
Superstizione è il culto divino o di latria reso a chi non è Dio, o anche a Dio ma in modo non conveniente: perciò l'idolatria o il culto di false divinità e di creature; il ricorso al demonio, agli spiriti e ad ogni mezzo sospetto per ottener cose umanamente impossibili; l'uso di riti sconvenienti, vani o proibiti dalla Chiesa.
173. Che cos'è irreligiosità?
Irreligiosità è l'irriverenza a Dio e alle cose divine, come la tentazione di Dio, il sacrilegio o profanazione di persona o di cosa sacra, la simonía o compra e vendita di cose spirituali o connesse con le spirituali.
174. Se il culto delle creature è superstizione, come non è superstizione il culto cattolico degli Angeli e dei Santi?
Il culto cattolico degli Angeli e dei Santi non è superstizione, perchè non è culto divino o di adorazione dovuta a Dio solo: noi non li adoriamo come Dio, ma li veneriamo come amici di Dio e per i doni che hanno da Lui; quindi per onor di Dio stesso che negli Angeli e nei Santi opera meraviglie.
175. Chi sono i Santi?
I Santi sono coloro che, praticando eroicamente le virtù secondo gl'insegnamenti e gli esempi di Gesù Cristo, meritarono special gloria in cielo e anche in terra, dove, per autorità della Chiesa, sono pubblicamente onorati e invocati.
176. Perché veneriamo noi anche il corpo dei Santi?
Noi veneriamo anche il corpo dei Santi, perchè servì loro a esercitare virtù eroiche, fu certamente tempio dello Spirito Santo, e risorgerà glorioso alla vita eterna.
177. Perchè veneriamo anche le minime reliquie e le immagini dei Santi?
Veneriamo anche le minime reliquie e le immagini dei Santi per loro memoria e onore, riferendo a essi tutta la venerazione, affatto diversamente dagl'idolatri, che rendono alle immagini o idoli un culto divino.
178. Dio nel Vecchio Testamento non proibì severamente le immagini?
Dio nel Vecchio Testamento proibì severamente le immagini da adorare, anzi quasi tutte le immagini, come occasione prossima d'idolatria per gli Ebrei, i quali vivevano fra gli idolatri ed erano molto inclinati alla superstizione.
SECONDO COMANDAMENTO.
179. Che ci proibisce il secondo comandamento "non nominare il nome di Dio invano" ?
Il secondo comandamento Non nominare il nome di Dio invano ci proibisce di disonorare il nome di Dio: perciò di nominarlo senza rispetto; di bestemmiare Dio, la santissima Vergine, i Santi e le cose sante; di far giuramenti falsi, non necessari o in qualunque modo illeciti.
180. Che cos'è il giuramento?
Il giuramento è chiamar Dio in testimonio di ciò che si afferma o che si promette; perciò chi giura il male e chi spergiura, offende sommamente Dio che è la Santità e la Verità.
181. E' grande peccato la bestemmia?
La bestemmia é grande peccato, perchè ingiuria e scherno di Dio o de' suoi Santi, e spesso anche orribile eresia.
182. Che ci ordina il secondo comandamento?
Il secondo comandamento ci ordina di avere sempre riverenza per il nome santo dì Dio, e di adempiere i voti e le promesse giurate.
183. Che cos'è il voto?
Il voto è la promessa fatta a Dìo di qualche bene a Lui gradito, al quale ci obblighiamo per religione.
TERZO COMANDAMENTO.
184. Che ci ordina il terzo comandamento « ricordati di santificare le feste » ?
Il terzo comandamento Rricordati di santificare le feste ci ordina di onorare Dio nei giorni di festa con atti di culto esterno, dei quali per i cristiani l'essenziale è la santa Messa.
185. Perchè dobbiamo fare atti di culto esterno? Non basta adorar Dio, che è Spirito, internamente nel cuore?
Non basta adorar Dio internamente nel cuore, ma dobbiamo anche rendergli il culto esterno comandato, perchè siamo soggetti a Dio in tutto l'essere, anima e corpo, e dobbiamo dare buon esempio; e anche perchè altrimenti si perde lo spirito religioso.
186. Che ci proibisce il terzo comandamento?
Il terzo comandamento ci proibisce nei giorni di festa le opere servili.
187. Quali opere si dicono servili?
Si dicono opere servili i lavori manuali propri degli artigiani e degli operai.
188. Sono tutte proibite nei giorni di festa le opere servili?
Nei giorni di festa sono proibite tutte le opere servili non necessarie alla vita e al servizio di Dio, e non giustificate dalla pietà o da altro grave motivo.
189. Come conviene, occupare i giorni di festa?
Conviene occupare i giorni di festa a bene dell'anima, frequentando la predica e il catechismo, e compiendo qualche opera buona e anche a riposo del corpo, lontani da ogni vizio e dissipazione.
QUARTO COMANDAMENTO.
190. Che ci ordina il quarto comandamento « onora il padre e la madre » ?
Il quarto comandamento Onora il padre e la madre ci ordina di amare, rispettare e ubbidire i genitori e chiunque ha la potestà sopra di noi, cioè i nostri superiori in autorità.
191. Che ci proibisce il quarto comandamento?
Il quarto comandamento ci proibisce di offendere i genitori e i superiori in autorità e di disubbidirli.
192. Perchè dobbiamo ubbidire ai superiori in autorità?
Dobbiamo ubbidire ai superiori in autorità perché «non c'è potestà se non da Dio; ... pertanto chi resiste alla potestà resiste all'ordinamento di Dio » *
* ROM., XIII, 1, a.
QUINTO COMANDAMENTO.
193 Che ci proibisce il quinto comandamento « non ammazzare » ?
Il quinto comandamento Non ammazzare ci proibisce di recar danno alla vita sì naturale che spirituale del prossimo e nostra; perciò ci proibisce l'omicidio, il suicidio, il duello, i ferimenti, le percosse, le ingiurie, le imprecazioni e lo scandalo.
194. Perché è peccato il suicidio?
Il suicidio è peccato, come l'omicidio, perchéb Dio solo é padrone della nostra vita, come di quella del prossimo: inoltre è peccato di disperazione che, di più, toglie con la vita la possibilità di pentirsi e di salvarsi
195. La Chiesa ha stabilito pene contro il suicida?
La Chiesa ha stabilito la privazione della sepoltura ecclesiastica contro il suicida responsabile dell'atto compiuto.
196. Perchè è peccato il duello?
Il duello è peccato, perchè è sempre un attentato di omicidio, e, anche, quasi di suicidio, fatto per vendetta privata, in disprezzo della legge e della giustizia pubblica; inoltre perchè con esso stoltamente si rimette la decisione del diritto e del torto alla forza, alla destrezza e al caso.
197. La Chiesa ha stabilito pene contro i duellanti?
La Chiesa ha stabilito la scomunica contro i duellanti e contro chiunque volontariamente assiste al duello.
198. Che cos'è scandalo?
Scandalo è dare al prossimo, con qualunque atto cattivo, occasione di peccare.
199. Lo scandalo è peccato grave?
Lo scandalo è peccato gravissimo, e Dio domanderà conto del male che si fa commettere ad altri con perfidi eccitamenti e con cattivi esempi: « guai, all'uomo per colpa del quale viene lo scandalo" *. *' MATT, XVIII, 7.
200. Che ci ordina il quinto comandamento?
I1 quinto comandamento ci ordina di voler bene a tutti, anche ai nemici, e di riparare il male corporale e spirituale fatto al prossimo.
SESTO COMANDAMENTO.
201 Che ci proibisce il sesto comandamento « non commettere atti impuri » ?
I1 sesto comandamento Non commettere atti impuri ci proibisce ogni impurità: perciò le azioni, le parole, gli sguardi, i libri, le immagini, gli spettacoli immorali.
202. Che ci ordina il sesto comandamento?
I I sesto comandamento ci ordina di essere « santi nel corpo », portando il massimo rispetto alla propria e all'altrui persona, come opere di Dio e templi dove Egli abita con la presenza e con la grazia.
SETTIMO COMANDAMENTO.
203. Che ci proibisce il settimo comandamento « non rubare » ?
Il settimo comandamento non rubare ci proibisce di danneggiare il prossimo nella roba: perciò proibisce i furti, i guasti, le usure, e frodi nei contratti e nei servizi, e il prestar mano a questi danni.
204. Che ci ordina il settimo comandamento?
Il settimo comandamento ci ordina di restituire la roba degli altri, di riparare i danni colpevolmente arrecati, di pagare i debiti e la giusta mercede agli operai.
205. Chi, potendo, non restituisce o non ripara, otterrà perdono?
Chi, potendo, non restituisce o non ripara, non otterrà perdono, anche se a parole si dichiari pentito.
OTTAVO COMANDAMENTO.
206. Che ci proibisce l'ottavo comandamento « non dir falsa testimonianza » ?
L'ottavo comandamento Non dir falsa testimonianza ci proibisce ogni falsità e il danno ingiusto dell'altrui fama: perciò, oltre la falsa testimonianza, la calunnia, la bugia, la detrazione o mormorazione, l'adulazione, il giudizio e il sospetto temerario.
207. Che ci ordina l'ottavo comandamento?
L'ottavo comandamento ci ordina di dire a tempo e luogo la verità, e d'interpretare in bene, possibilmente, le azioni del prossimo.
208. Chi ha danneggiato il prossimo nel buon nome accusandolo falsamente o sparlandone, a che cosa è obbligato?
Chi ha danneggiato il prossimo nel buon nome accusandolo falsamente,o sparlandone, deve riparare, per quanto può, il danno arrecato.
NONO COMANDAMENTO.
209. Che ci proibisce il nono comandamento « non desiderare la donna d'altri » ?
I1 nono. comandamento non desiderare la donna d'altri ci proibisce i pensieri e i desideri cattivi.
210. Che ci ordina il nono comandamento?
Il nono comandamento ci ordina la perfetta purezza dell'anima e il massimo rispetto, anche nell'intimo del cuore, per il santuario della famiglia.
DECIMO COMANDAMENTO
211 Che ci proibisce il decimo comandamento " non desiderare la roba d'altri"?
Il decimo comandamento Non desiderare la roba d'altri ci proibisce l'avidità sfrenata delle ricchezze, senza riguardo ai diritti é al bene del prossimo.
212 Che ci ordina il decimo comandamento?
Il decimo comandamento ci ordina di essere giusti e moderati nel desiderio di migliorare la propria condizione, e di soffrire con pazienza le strettezze e le altre miserie permesse dal Signore a nostro merito, poichè a al regno di Dio dobbiamo arrivare per via di molte tribolazioni"*
* Atti, XIV, 21.
Capo II Precetti generali della Chiesa
Queste cose medita, in queste sta fisso, affinché sia manifesto a tutti il tuo avanzamento (1 Tim, IV,25)
213. Che cosa sono i precetti generali della Chiesa?
I precetti generali della Chiesa sono leggi con le quali essa, applicando i comandamenti di Dio, prescrive ai fedeli alcuni atti di religione e determinate astinenze.
214. Come ha la Chiesa autorità di far leggi e precetti?
La Chiesa ha autorità di far leggi e precetti, perché l'ha ricevuta nella persona degli Apostoli da Gesù Cristo, l'Uomo-Dio; e perciò chi disubbidisce alla Chiesa, disubbidisce a Dio medesimo.
215. Nella Chiesa chi può far leggi e precetti?
Nella Chiesa possono far leggi e precetti il Papa e i Vescovi come successori degli Apostoli, ai quali Gesù Cristo disse: « Chi ascolta voi, ascolta me; e chi disprezza voi, disprezza me"*
* Luc., X, 16.
PRIMO PRECETTO
216. Che ci ordina il primo precetto « udir la Messa la domenica e le altre feste comandate » ?
Il primo precetto udir la Messa la domenica e le altre feste comandate ci ordina di assistere devotamente in tali giorni alla santa Messa.
217. Chi non ascolta la Messa nei giorni di precetto, fa peccato grave?
Chi, senza vero impedimento, non ascolta la Messa nei giorni di precetto, e chi non dà modo a' suoi dipendenti di ascoltarla, fa peccato grave e non adempie il comandamento divino di santificare le feste.
SECONDO PRECETTO.
218. Che ci proibisce il secondo precetto con le parole « non mangiar carne nel venerdì e negli altri giorni proibiti » ?
Il secondo precetto con le parole non mangiar carne nel venerdì e negli altri giorni proibiti ci proibisce di mangiar carne nel venerdì (giorno della Passione e Morte di Gesù, Cristo) e in alcuni giorni digiuno *.
* VediAppend. II in fine.
219. Che cosa ordina il secondo precetto con le parole « digiunare nei giorni prescritti » ?
Il secondo precetto con le parole digiunare nei giorni prescritti ordina di osservare il digiuno ecclesiastico nella Quaresima, in alcuni giorni dell'Avvento, nelle quattro Tempora e in alcune vigilie.
220. A che obbliga il digiuno ecclesiastico?
Il digiuno ecclesiastico obbliga all'astinenza da determinati cibi, e da altri pasti oltre il pranzo: è consentita però una seconda refezione leggera.
221. Chi è obbligato al digiuno ecclesiastico?
Al digiuno ecclesiastico è obbligato ogni fedele dai ventun anni compiuti ai sessanta, se non ne sia scusato per infermità, per lavori gravosi o per altra giusta ragione.
222. Perchè la Chiesa c'impone astinenze e digiuni?
La Chiesa c'impone in conformità dell'esempio e della dottrina di Gesù Cristo, astinenze e digiuni, per penitenza dei peccati, per mortificazione della gola e delle passioni, e per altre necessità particolari.
TERZO PRECETTO
223. Che ci ordina. il terzo precetto « confessarsi almeno una volta l'anno e comunicarsi almeno a Pasqua»?
Il terzo precetto confessarsi almeno una volta l'anno e comunicarsi almeno a Pasqua ci ordina di accostarci alla Penitenza almeno una volta l'anno, e all'Eucaristia almeno nel tempo di Pasqua.
224. Perché la Chiesa, imponendo di confessarci e comunicarci una volta l'anno, aggiunge la parola « almeno » ?
La Chiesa, imponendo di confessarci e comunicarci una volta l'anno, aggiunge la parola almeno per ricordarci l'utilità, anzi il bisogno di ricevere spesso, come è, suo desiderio, questi sacramenti.
QUARTO PRECETTO.
225. Che ci ordina il quarto precetto «sovvenire alle necessità della Chiesa, contribuendo secondo le leggi o le usanze» ?
Il quarto precetto sovvenire alle necessità della Chiesa, contribuendo secondo le leggi o le usanze ci ordina di fare le offerte stabilite dall'autorità o dall' uso, per il conveniente esercizio del culto e per l'onesto sostentamento dei ministri di Dio.
QUINTO PRECETTO.
226. Che proibisce il quinto precetto « non celebrar solennemente le nozze nei tempi proibiti » ?
Il quinto precetto non celebrar solennemente le nozze nei tempi proibiti proibisce la Messa con la benedizione speciale degli sposi, dalla prima domenica di Avvento al S. Natale e dal mercoledì delle Ceneri alla Domenica di Pasqua.
Capo III Virtù
§ 1. Virtù in generale - Virtù teologali .
227. Che cos'è la virtù?
La virtù è una costante disposizione dell'anima a fare il bene.
228. Quante specie di virtù ci sono?
Ci sono due specie di virtù: le virtù naturali che acquistiamo ripetendo atti buoni, come quelle che si dicono morali; e le virtù soprannaturali che non possiamo acquistare e nemmeno esercitare con le sole nostre forze, ma ci vengon date da Dio, e sono le virtù proprie del cristiano.
229. Quali sono le virtù proprie del cristiano?
Le virtù proprie del cristiano sono le virtù soprannaturali e specialmente la fede, la speranza e la carità, che si chiamano teologali o divine, perché hanno Dio stesso per oggetto e per motivo.
230. Come riceviamo ed esercitiamo noi le virtù soprannaturali?
Noi riceviamo le virtù soprannaturali .insieme con 1a grazia santificante, per mezzo dei sacramenti o per l'amore di carità, e le esercitiamo con le grazie attuali dei buoni pensieri e delle ispirazioni con cui Dio ci muove e ci aiuta in ogni atto buono.
231. Tra le virtù soprannaturali qual è la più, eccellente?
Tra le virtù soprannaturali la più eccellente é la carità, perché é inseparabile dalla grazia santificante, ci unisce intimamente a Dio e al prossimo, ci muove alla perfetta osservanza della Legge e a ogni opera buona, e non cesserà mai: in essa sta la perfezione cristiana.
FEDE.
232. Che cos'è 1a fede?
La fede é quella virtù soprannaturale per cui crediamo, sull'autorità di Dio, ciò che Egli ha rivelato e ci propone a credere per mezzo della Chiesa.
233. Ciò che Dio ha rivelato e ci propose a credere per mezzo della Chiesa, dove si conserva?
Ciò che Dio ha rivelato e ci propone a credere per mezzo della Chiesa, si conserva nella Sacra Scrittura e nella Tradizione.
234. Che cos'è la Sacra Scrittura?
La Sacra Scrittura è la raccolta dei libri scritti per ispirazione di Dio nel Vecchio e nel Nuovo Testamento, e ricevuti dalla Chiesa come opera di Dio stesso.
235. Che cos'è la Tradizione?
La Tradizione è l'insegnamento di Gesù Cristo e degli Apostoli, fatto a viva voce, e dalla Chiesa trasmesso fino a noi senza alterazione.
236. Chi può con autorità farci conoscere interamente e nel vero senso le verità contenute nella Scrittura e nella Tradizione?
La Chiesa sola può con autorità farci conoscere interamente e nel vero senso le verità contenute nella Scrittura e nella Tradizione, perché a lei sola Dio affidò il deposito della Fede e mandò lo Spirito Santo che continuamente l'assiste, affinché non erri.
237. Basta credere in generale le verità rivelate da Dio?
Non basta credere in generale le verità rivelate da Dio ma alcune, cioè l'esistenza di Dio rimuneratore e i due misteri principali, si debbono credere anche con espresso atto di fede.
SPERANZA.
238. Che cos'è la speranza?
La speranza e quella virtù soprannaturale per cui confidiamo in Dio e da Lui aspettiamo la vita eterna e le grazie necessarie per meritarla quaggiù con le buone opere.
239. Per qual motivo speriamo da Dio la vita eterna e le grazie necessarie per meritarla?
Speriamo da Dio la vita eterna e le grazie necessarie per meritarla, perché Egli, infinitamente buono e fedele, ce le ha promesse per i meriti di Gesù Cristo; perciò chi diffida o dispera, l'offende sommamente.
CARITA.
240. Che cos'è la carità?
La carità é quella virtù soprannaturale per cui amiamo Dio per se stesso sopra ogni cosa, e il prossimo come noi medesimi per amor di Dio.
241. Perchè dobbiamo amare Dio?
Dobbiamo amare Dio per se stesso, come il sommo Bene, fonte d'ogni nostro bene; e perciò dobbiamo anche amarlo sopra ogni cosa « con tutto il cuore, con tutta l'anima, con tutta la mente e con tutte le forze » *.
*Marco, XII, 30.
242. Perchè dobbiamo amare il prossimo?
Dobbiamo amare il prossimo per amor di Dio che ce lo comanda, e perchè ogni uomo ò creato ad immagine di Dio, come noi, ed è nostro fratello.
243. Siamo obbligati ad amare anche i nemici?
Siamo obbligati ad amare anche i nemici, perdonando le offese, perché sono anch'essi nostro prossimo, e perchè Gesù Cristo ce ne ha fatto espresso comando.
2 - Esercizio degli atti di fede, di speranza e di carità. Consigli evangelici
244. Quando dobbiamo fare atti di fede, di speranza e di carità?
Dobbiamo fare atti di fede, di speranza e di carità molte volte nella vita, e, in particolare, quando abbiamo tentazioni da vincere o importanti doveri.cristiani da compiere, e nei pericoli di morte.
245. E' bene fare spesso atti di fede, di speranza e di carità?
E' bene fare spesso atti di fede, di speranza e di carità, per conservare, accrescere e rafforzare virtù tanto necessarie, che sono come le parti vitali dell' «uomo spirituale».
246. Come dobbiamo fare atti di fede, di speranza e di carità?
Dobbiamo fare atti di fede, di speranza e di carità col cuore, con la bocca e con l'opera, dandone prova nella nostra condotta.
247. Come si dà prova della fede?
Si dà prova della fede confessandola e difendendola, quando occorra, senza timore e senza rispetto umano, e vivendo secondo le sue massime: « la fede senza le opere é morta»* * Giac II 26
248. Come si dà prova della speranza?
Si dà prova della speranza non turbandosi per le miserie e contrarietà della vita, e nemmeno per le persecuzioni; ma vivendo rassegnati, sicuri delle promesse di Dio
249. Come si dà prova della carità?
Si dà prova della carità osservando i comandamenti ed esercitando le opere di misericordia *, e se Dio chiama, seguendo i consigli evangelici. * Formole 21,22
250. Che cosa sono i consigli evangelici?
I consigli evangelici sono esortazioni che Gesù Cristo fece nel Vangelo ad una vita più perfetta, mediante la pratica di virtù non comandate.
251. Quali sono i principali consigli evangelici?
I principali consigli evangelici sono: la povertà volontaria, la castità perpetua e l'ubbidienza perfetta.
§ 3. Virtù morale e vizio - Beatitudini evangeliche
252 Che cos'è la virtù morale?
La virtù morale é l'abito di fare il bene; acquistato ripetendo atti buoni
253. Quali sono le principali virtù morali?
Le principali virtù morali sono: La religione che ci fa rendere a Dio il culto dovuto, e.le quattro virtù cardinali, prudenza, giustizia, fortezza e temperanza, che ci fanno onesti nel vivere.
254. Perchè le virtù cardinali son così chiamate?
Le virtù cardinali son così chiamate, perchè sono il cardine, cioè il sostegno delle altre virtù morali.
255. Che cos'è la prudenza?
La Prudenza è la virtù che dirige gli atti al debito fine, e fa discernere e usare i mezzi buoni.
256. Che cos'è la giustizia?
La giustizia e 1a virtù che fa dare a ciascuno ciò che gli é dovuto.
257. Che cos'è la fortezza?
La fortezza é la virtù che fa affrontare senza temerità e senza timidezza qualunque difficoltà o pericolo, e anche la morte, per il servizio di Dio e per il bene del prossimo.
258. Che cos'è la temperanza?
La temperanza é la virtù che frena le passioni e i desideri, specialmente sensuali, e modera l'uso dei beni sensibili.
259. Che cosa sono le passioni?
Le passioni sono commozioni o moti violenti dell'anima che, se non sono moderati dalla ragione, trascinano al vizio, e, spesso, anche al delitto.
260. Che cos'è il vizio?
Il vizio è l'abitudine di fare il male, acquistata ripetendo atti cattivi.
261. Quali sono i vizi principali?
I vizi principali sono i sette vizi capitali,* chiamati così perché sono capo e origine degli altri vizi e peccati.
*Formola 23
262 Quali sono le virtù opposte ai vizi capitali?
Le virtù opposte ai vizi capitali sono: l'umiltà, la liberalità, la castità, la pazienza, la sobrietà, la fraternità e la diligenza nel servizio di Dio.
363. Gesù Cristo ha raccomandata in particolare qualche virtù morale?
Gesù Cristo ha raccomandato in particolare alcune virtù.morali, chiamando, nelle otto Beatitudini evangeliche, beato chi le esercirà.
364. Dite le Beatitudini evangeliche.
Beati i poveri in spirito, perchè di questi è il regno de', cieli Beati i mansueti, perché questi erediteranno la terra. Beati quelli che piangono, perchè saranno consolati. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perchè saranno saziati. Beati i misericordiosi, perchè troveranno misericordia. Beati i mondi di cuore, perchè vedranno Dio. Beati i pacifici, perchè saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per amor della giustizia, perché di questi è il regno de' cieli*.
* Matt V, 3-10
265. Perchè Gesù Cristo, nelle Beatitudini evangeliche, disse beate, contrariamente all'opinione del mondo, le persone umili e tribolate?
Gesù Cristo, nelle Beatitudini evangeliche, disse beate,.contrariamen.te all'opinione del mondo, le persone umili e tribolate, perchè avranno premio speciale da Dio; e c'insegnò cosa ad imitarle, senza curare le fallaci massime del mondo.
266. Possono essere veramente felici quelli che seguono le massime del mondo?
Quelli che seguono le massime del mondo non possono essere veramente felici, perchè non cercano Dio, loro Signore e loro vera felicità; e così non hanno la pace della coscienza, e camminano verso la perdizione.
PREGHIAMO
Dio onnipotente ed eterno, accresci in noi la fede, la speranza e la carità, e perchè possiamo meritare quello che ci promettesti, fa' che amiamo quanto comandi (1). Fa', o Dio onnipotente, che noi sempre pensiamo cose ragionevoli, e nel parlare e nell'operare eseguiamo quelle che a te piacciono (2). Te ne supplichiamo per il tuo Figliuolo Gesù Cristo, ecc.
(1) Orazione della Domenica XIII dopo la Pentecoste.
(2) Orazione della Domenica VI dopo l'Epifania.
PARTE III MEZZI DELLA GRAZIA Sezione I - Sacramenti o mezzi produttivi
Capo I Sacramenti in generale
267. Che cosa sono i sacramenti?
I sacramenti sono segni efficaci della grazia, istituiti da Gesù Cristo per santificarci.
268. Perché i sacramenti sono segni efficaci della grazia?
I sacramenti sono segni della grazia, perché con la parte sensibile che hanno, significano o indicano quella grazia invisibile che conferiscono; e ne sono segni efficaci, perchè significando la grazia realmente la conferiscono.
269. Quale grazia conferiscono i sacramenti?
I sacramenti conferiscono 1a grazia santificante e la grazia sacramentale.
270. Che cos'è la grazia santificante?
La grazia santificante è quel dono soprannaturale, inerente all'anima nostra e perciò abituale, che ci rende santi, cioè giusti, amici e figli adottivi Dio, fratelli di Gesù Cristo ed eredi del paradiso.
271. Che cos'è la grazia sacramentale?
La grazia sacramentale é il diritto alle grazie speciali necessarie per conseguire il fine proprio di ciascun sacramento.
272. Chi ha dato ai sacramenti la virtù di conferire la grazia?
Gesù Cristo, l'Uomo-Dio, ha dato ai sacramenti la virtù di conferire la grazia, che Egli stesso ci ha meritato con la sua Passione e Morte.
273. Come ci santificano i sacramenti?
I sacramenti ci santificano, o col darci. la prima grazia santificante che cancella il peccato, o coll'accrescerci quella grazia che già possediamo.
274. Quali sacramenti ci danno la prima grazia?
Ci danno la prima grazia il Battesimo e la Penitenza, che si chiamano sacramenti dei morti, perché donano la vita della grazia alle anime morte per il peccato.
275. Quali sacramenti ci accrescono la grazia?
Ci accrescono la grazia la Cresima, l'Eucaristia, l'Estrema Unzione, l'Ordine e il Matrimonio, che si chiamano sacramenti dei vivi, perchè chi li riceve, deve già vivere spiritualmente per la grazia di Dio.
276. Chi riceve un sacramento dei vivi sapendo di non essere in grazia di Dio, commette peccato?
Chi riceve un sacramento dei vivi sapendo di non essere in grazia di Dio, commette peccato gravissimo di sacrilegio, perché riceve indegnamente una cosa sacra.
277. Che dobbiamo fare per conservar la grazia dei sacramenti?
Per conservare la grazia dei sacramenti dobbiamo corrispondere con l'azione propria, operando il bene e fuggendo il male.
278. Quali sono i sacramenti più necessari per salvarsi?
I sacramenti più necessari per salvanti sono i sacramenti dei morti, cioè il Battesimo e la Penitenza, perchè danno la prima grazia o la vita spirituale.
279. Il Battesimo e la Penitenza sono ugualmente necessari?
Il Battesimo e la Penitenza non sono egualmente necessari, perchè il Battesimo è necessario a tutti, nascendo tutti col peccato originale; la Penitenza, invece, è necessaria a quelli che, dopo il Battesimo, han perduto la grazia peccando mortalmente.
280. Se il Battesimo necessario a tutti, può salvarsi nessuno senza Battesimo?
Senza Battesimo nessuno può salvarsi, quando però non si possa ricevere il Battesimo di acqua, basta il Battesimo di sangue, cioè il martirio sofferto per Gesù Cristo, oppure il Battesimo di desiderio che é l'amor di carità, desideroso dei mezzi di salute istituiti da Dio.
281. Quante volte si possono ricevere i sacramenti?
I sacramenti si possono ricevere alcuni più volte, altri una volta sola.
282. Quali sacramenti si ricevono una volta sola?
Si ricevono una volta sola il Battesimo, la Cresima e l'Ordine.
283. Perchè il Battesimo, la Cresima e l'Ordine si ricevono una volta sola?
Il Battesimo, la Cresima e l'Ordine si ricevono una volta sola, perchè imprimono nell'anima un carattere permanente, operando una consacrazione perpetua dell'uomo a Gesù Cristo, la quale lo distingue da chi non l'abbia.
284. Che cos'è il carattere?
Il carattere è un segno distintivo spirituale che non si cancella mai.
285. Qual carattere imprimono nell'anima il Battesimo, la Cresima e l'Ordine?
Il Battesimo imprime nell'anima il carattere di cristiano; la Cresima quello di soldato di Gesù Cristo; l'Ordine quello di suo ministro.
286. Quante cose si richiedono per fare un sacramento?
Per fare un sacramento si richiedono tre cose: la materia, la forma e il ministro, il quale abbia l'intenzione di fare ciò che fa la Chiesa
287. Che cos'è la materia del sacramento?
Materia del sacramento è l'elemento sensibile che si richiede per farlo, come l'acqua nel Battesimo.
288. Che cos'è la forma del sacramento?
Forma del sacramento sono le parole che il ministro deve proferire nell'atto stesso di applicare la materia.
289. Chi è il ministro del sacramento?
Ministro del sacramento è la persona capace che lo fa o conferisce, in nurse e per autorità di Gesù Cristo.
Capo II Battesimo
290. Che cos'è il Battesimo?
Il Battesimo è íl sacramento che ci fa cristiani cioè seguaci di Gesù Cristo, figli di Dio e membri della Chiesa.
291. Qual è la materia del Battesimo?
Materia del Battesimo è l'acqua naturale.
292. Qual è la forma del Battesimo?
Forma del Battesimo sono le parole Io ti battezzo nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo.
293. Chi è ministro del Battesimo?
Ministro del Battesimo è, d'ordinario, il sacerdote, ma, in caso di necessità, può essere chiunque, anche un eretico o infedele, purchè abbia l'intenzione dì fare ciò che fa la Chiesa.
294. Come si dà il Battesimo?
Il Battesimo si dà versando l'acqua sul capo del battezzando e dicendo nello stesso tempo le parole della forma.
295. Quali effetti produce il Battesimo?
Il Battesimo conferisce la prima grazia santificante e le virtù soprannaturali, togliendo il peccato originale e gli attuali, se vi sono, con ogni debito di pena per essi dovuta; imprima il carattere di cristiano e rende capace di ricevere gli altri sacramenti.
296. Il Battesimo trasforma l'uomo?
Il Battesimo trasforma l'uomo nello spirito e lo fa come rinascere rendendolo un uomo nuovo; perciò allora gli si dà un nome conveniente, quello di un Santo che gli sia esempio e protettore nella vita di cristiano.
297. Chi riceve il Battesimo a che cosa si obbliga?
Chi riceve il Battesimo, diventando cristiano, si obbliga a professar la Fede e ad osservar la Legge di Gesù Cristo; e perciò rinunzia a quanto vi si oppone.
298. A che si rinunzia nel ricevere il Battesimo?
Nel ricevere il Battesimo si rinunzia al demonio, alle sue opere e alle sue pompe.
299. Che s'intende per opere e pompe del demonio?
Per opere e pompe del demonio s'intendono i peccati, le vanità del mondo e le sue massime perverse, contrarie al Vangelo.
300. I bambini nel Battesimo come rinunziano al demonio?
I bambini nel Battesimo rinunziano al demonio per mezzo dei padrini.
301. Chi sono i padrini nel Battesimo?
I padrini nel Battesimo son quelli che presentano alla Chiesa il battezzando, rispondono in suo nome se è bambino, assumendosi, quali padri spirituali, la cura della sua educazione cristiana, se vi mancassero i genitori, e perciò debbono essere buoni cristiani.
302. Siamo noi obbligati a mantener le promesse e le rinunzie fatte dai padrini a nome nostro nel Battesimo?
Siamo obbligati a mantener le promesse e le rinunzie fatte dai padrini a nome nostro nel Battesimo, perchè esse c'impongono solo quello che Dio impone a tutti, e che dovremmo noi stessi promettere per salvarci.
303. I genitori o chi ne tiene il luogo, quando debbono mandare il bambino al Battesimo?
I genitori o chi ne tiene il luogo, debbono mandare il bambino al Battesimo non più tardi di otto o dieci giorni; anzi conviene assicurargli subito la grazia e la felicità eterna, potendo egli molto facilmente morire
PARTE III MEZZI DELLA GRAZIA Sezione I - Sacramenti o mezzi produttivi
Capo III Cresima o Confermazione
304. Che cos'è la Cresima o Confermazione?
La Cresima o Confermazione è il sacramento che ci fa perfetti cristiani e soldati di Gesù Cristo, e ce ne imprime il carattere.
305. Qual è la materia della Cresima?
Materia della Cresima è il sacro crisma, cioè olio misto con balsamo, consacrato dal Vescovo il giovedì santo.
306. Qual è la forma della Cresima?
Forma della Cresima sono le parole Ti segno col segno della Croce, e ti confermo col crisma della salute, nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo.
307. Chi è ministro della Cresima?
Ministro della Cresima è il Vescovo, e, straordinariamente, il sacerdote che ne abbia facoltà dal Papa.
308. Il Vescovo come amministra la Cresima?
Il Vescovo, stese le mani sopra i cresimandi, invoca lo Spirito Santo, poi col sacro crisma unge in forma di croce la fronte di ciascuno, pronunziando le parole della forma, quindi gli dà un leggero schiaffo dicendo: La pace sia con te; e alla fine benedice solennemente tutti i cresimati.
309. In che modo la Cresima ci fa perfetti cristiani e soldati di Gesù Cristo?
La Cresima ci fa perfetti cristiani e soldati di Gesù Cristo dandoci l'abbondanza dello Spirito Santo, cioè della sua grazia e de' suoi doni, i quali ci confermano o rafforzano nella fede e nelle altre virtù contro i nemici spirituali.
310. A qual età è bene ricevere la Cresima?
E' bene ricevere la Cresima all'età di sette anni circa, perchè allora sogliono cominciare le tentazioni, e si può abbastanza conoscere la santità e la grazia di questo sacramento.
311. Chi ricevé la Cresima, quali disposizioni deve avere?
Chi riceve la Cresima deve essere in grazia di Dio, e, se ha l'uso di ragione, deve conoscere i misteri principali della Fede, e accostarsi al sacramento con devozione, profondamente compreso di ciò che il rito significa.
312. Che significa il sacro crisma?
Il sacro crisma, con l'olio che si espande e dà forza, significa la grazia abbondante della Confermazione; e col balsamo che è odoroso e preserva dalla corruzione, significa il buon odore delle virtù che il cresimato dovrà possedere, fuggendo la corruzione dei vizi.
313. Che significa l'unzione che si fa sulla fronte in forma di croce?
L'unzione che si fa sulla fronte in forma di croce, significa che, il cresimato, da forte soldato di Gesù Cristo, dovrà portar alta la fronte senza arrossire della Croce e senza aver paura dei nemici della Fede.
314. Che significa il leggero schiaffo che il Vescovo dà al cresimato?
Il leggero schiaffo che il Vescovo dà al cresimato, significa che questi deve essere disposto a soffrire per la Fede ogni affronto e ogni pena.
315. Nella Cresima ci sono i padrini?
Nella Cresima ci sono per gli uomini .i padrini, e per le donne le madrine, che debbono essere buoni cristiani per edificare e assistere spiritualmente i cresimati.
Capo IV Eucaristia
§ 1. Sacramento, istituzione, fine.
316. Che cos'è l'Eucaristia?
L'Eucaristia è il sacramento che, sotto le apparenze del pane e del vino, contiene realmente Corpo, Sangue, Anima e Divinità del Nostro Signor Gesù Cristo per nutrimento delle anime.
317. Qual è la materia dell'Eucaristia?
Materia dell'Eucaristia è il pane di frumento e il vino di uva.
318. Qual è la forma dell'Eucaristia?
Forma dell'Eucaristia sono le parole di Gesù Cristo Questo é il Corpo mio; questo é il Calice del Sangue mio... sparso per voi e per molti a remissione dei peccati *.
*Orazioni, II, Canone.
319. Chi è ministrò dell'Eucaristia?
Ministro dell'Eucaristia è il sacerdote il quale, pronunziando nella Messa le parole di Gesù Cristo, cambia il pane nel Corpo e il vino nel Sangue di Lui.
320. Gesù Cristo quando istituì l'Eucaristia?
Gesù Cristo istituì l'Eucaristia nell'ultima Cena, prima della sua Passione, quando consacrò il pane e il vino, e li distribuì agli Apostoli come Corpo e Sangue suo, comandando che poi facessero altrettanto in sua memoria.
321. Perchè Gesù Cristo istituì l'Eucaristia?
Gesù Cristo istituì l'Eucaristia, perchè fosse nella Messa il sacrificio permanente del Nuovo Testamento e nella comunione il cibo delle anime, a perpetuo ricordo del suo amore e della sua Passione e Morte.
2. Presenza reale di Gesù Cristo nell'Eucaristia.
322. Nell'Eucaristia c'è lo stesso Gesù Cristo che è in cielo, e che nacque in terra da Maria Vergine?
Nell'Eucaristia c'è lo stesso Gesù Cristo che è in cielo, e che nacque in terra da Maria Vergine.
323. Perchè credete voi che Gesù Cristo è veramente nell'Eucaristia?
Credo che Gesù Cristo è veramente nell'Eucaristia, perchè Egli stesso disse Corpo e Sangue suo il pane e il vino consacrato, e perché così c'insegna la Chiesa; ma è un mistero, e grande mistero,
324. Che cos'è l'ostia prima della consacrazione?
L'ostia prima della consacrazione è pane.
325. Dopo la consacrazione che cos'è l'ostia?
Dopo la consacrazione l'ostia è il vero Corpo del Nostro Signor Gesù Cristo sotto le apparenze del pane.
326. Nel calice prima della consacrazione che cosa si contiene?
Nel calice prima della consacrazione si contiene vino con alcune gocce d'acqua.
327. Dopo la consacrazione che c'è nel calice?
Nel calice dopo la consacrazione c'è il vero Sangue del Nostro Signor Gesù Cristo sotto le apparenze del vino.
328. Quando diventano Corpo e Sangue di Gesù il pane e il vino?
Il pane e il vino diventano Corpo e Sangue di Gesù al momento della consacrazione.
329. Dopo la consacrazione non c'è più niente del pane e del vino?
Dopo la consacrazione non c'è più nè pane nè vino, ma ne restano solamente le specie o apparenze, senza la sostanza.
330. Che cosa sono le specie o apparenze?
Le specie o apparenze sono tutto ciò che cade sotto i sensi, come la figura, i1 colore, l'odore, il sapore del pane e del vino.
331. Sotto le apparenze del pane c'è solo il Corpo di Gesù Cristo, o sotto quelle del vino c'è solo il suo Sangue?
No, sotto le apparenze del pane c'è tutto Gesù Cristo, in Corpo, Sangue, Anima e Divinità; e così sotto quelle del vino.
332. Quando si rompe l'ostia in più parti, si rompe il Corpo di Gesù Cristo?
Quando si rompe l'ostia in più parti, non si rompe il Corpo di Gesù Cristo, ma solamente le specie del pane; e il Corpo del Signore rimane intero in ciascuna parte.
333. Gesù Cristo si trova in tutte le ostie consacrate del mondo?
Si, Gesù Cristo si trova in tutte le ostie consacrate del mondo.
334. Perchè si conserva nelle chiese la santissima Eucaristia?
La santissima Eucaristia si conserva nelle chiese, perchè i fedeli l'adorino, perchè la ricevano nella comunione, e perchè sentano in essa la perpetua assistenza e presenza di Gesù Cristo nella Chiesa.
§ 3. Santa comunione, disposizioni, obbligo, effetti.
335. Quante cose sono necessarie per fare una buona comunione?
Per fare una buona comunione sono necessarie tre cose: 1° essere in grazia di Dio; 2° sapere e pensare chi si va a ricevere; 3° essere digiuno dalla mezzanotte.
336. Che significa « essere in grazia di Dio » ?
Essere in grazia di Dio significa avere la coscienza monda da ogni peccato mortale.
337. Chi si comunica sapendo d'essere in peccato mortale, riceve Gesù Cristo?
Chi si comunica sapendo d'essere in peccato mortale, riceve Gesù Cristo, ma non la sua grazia, anzi, commettendo un orribile sacrilegio, si rende meritevole di dannazione.
338. Che significa « sapere e pensare chi si va a ricevere » ?
Sapere c pensare chi si va a ricevere significa accostarsi a Nostro Signor Gesù Cristo nell'Eucaristia con fede viva, con ardente desiderio e con profonda umiltà e modestia.
339. Qual digiuno si richiede prima della comunione?
Prima della comunione si richiede il digiuno naturale ossia totale, che si rompe con qualunque cosa presa a modo di cibo o di bevanda.
340. E' permessa mai la comunione a chi non è digiuno?
La comunione a chi non è digiuno, è permessa in pericolo di morte, e durante le lunghe malattie, nelle condizioni determinate dalla Chiesa.
341. C'è obbligo di ricevere la comunione?
C'è obbligo di ricevere la comunione ogni anno a Pasqua, e in pericolo di morte, come viatico che sostenti l'anima nel viaggio all'eternità.
342. A qual età comincia l'obbligo della comunione pasquale?
L'obbligo della comunione pasquale comincia all'età in cui si è capaci di farla con sufficienti disposizioni, cioè, d'ordinario, circa i sette anni.
343. E' cosa buona e utile comunicarsi spesso?
E' cosa ottima e utilissima comunicarsi spesso, anche tutti i giorni, purchè si faccia sempre con le dovute disposizioni.
344. Dopo la comunione, quanto tempo resta in noi Gesù Cristo?
Dopo la comunione Gesù Cristo resta in noi finchè durano le specie eucaristiche.
345. Quali effetti produce l'Eucaristia in chi la riceve degnamente?
L'Eucaristia, in chi la riceve degnamente, conserva e accresce la grazia, che è la vita dell'anima, come fa il cibo per la vita del corpo; rimette i peccati veniali e preserva dai mortali; dà spirituale consolazione e conforto, accrescendo la carità e la speranza della vita eterna di cui è pegno.
§ 4. Santo Sacrificio della Messa.
346. L'Eucaristia è solo un sacramento?
L'Eucaristia non è solo un sacramento, ma é anche il sacrificio permanente del Nuovo Testamento, e come tale si chiama la santa Messa.
347. Che cos'è il sacrificio?
Il sacrificio è la pubblica offerta a Dio d'una cosa che si distrugge per professare che Egli è il Creatore e Padrone supremo, al quale tutto interamente è dovuto.
348. Che cos'è la santa Messa?
La santa Messa é il sacrificio del Corpo e del Sangue di Gesù Cristo che, sotto le specie del pane e del vino, si offre dal sacerdote a Dio sull'altare, in memoria e rinnovazione del sacrificio della Croce.
349. Il sacrificio della Messa è il sacrificio stesso della Croce?
Il sacrificio della Messa é il sacrificio stesso della Croce; solo c'è differenza nel modo di compierlo.
350. Che differenza c'è tra il sacrificio della Croce e quello della Messa?
Tra il sacrificio della Croce e quello della Messa c'è questa differenza, che Gesù Cristo, sulla Croce si sacrificò dando volontariamente il proprio Sangue, e meritò ogni grazia per noi; invece sull'altare Egli, senza spargere sangue, si sacrifica e si annienta misticamente pel ministero del sacerdote, e ci applica i meriti del sacrificio della Croce.
351. Per quali. fini si offre a Dio la Messa?
La Messa si offre a Dio per rendergli il culto supremo di latria o adorazione, per ringraziarlo de' suoi benefizi, per placarlo è dargli soddisfazione dei nostri peccati, e per ottener grazie, a vantaggio dei fedeli vivi e defunti.
352. La Messa non si offre anche ai Santi?
La Messa non si offre ai Santi, ma a Dio solo, anche quando si celebri in onor dei Santi: il sacrificio spetta solo al Creatore e Padrone supremo.
353. Siamo obbligati ad ascoltare la Messa?
Siamo obbligati ad ascoltare la Messa la domenica e le altre feste comandate; giova però assistervi spesso, per partecipare al più grande atto della Religione, sommamente grato a Dio e meritorio.
354. Qual è il modo più conveniente di assistere alla Messa?
Il modo più conveniente di assistere alla Messa è di offrirla a Dio in unione col sacerdote, ripensando al sacrificio della Croce, cioè alla Passione e Morte del Signore, e comunicandosi: la comunione è unione reale alla Vittima immolata, ed è perciò la maggior partecipazione al santo Sacrificio.
Capo V Penitenza
§ 1. Sacramento e sue parti - Esame di coscienza.
335. Che cos'è la Penitenza?
La Penitenza o Confessione è il sacramento istituito da Gesù Cristo per rimettere i peccati commessi dopo il Battesimo.
356. Il sacramento della Penitenza quando fu istituito da Gesù Cristo?
Il sacramento della Penitenza fu istituito da Gesù Cristo quando disse agli Apostoli, e in essi ai loro successori: «Ricevete lo Spirito Santo: a chi rimetterete i peccati saranno loro rimessi; e saranno ritenuti a chi li riterrete » *.
* Giov., XX, 22-23.
357 Chi è ministro della Penitenza?
Ministro della Penitenza è il sacerdote approvato dal Vescovo.
358 Quante e quali cose si richiedono per fare una buona confessione?
Per fare una buona confessione si richiedono cinque cose: 1° l'esame di coscienza; 2° il dolore dei peccati; 3° il proponimento di non commetterne più; 4° la confessione; 5° la soddisfazione o penitenza.
359. Come si fa l'esame di coscienza?
L'esame di coscienza si fa richiamando alla mente i peccati commessi in pensieri, parole, opere ed omissioni, contro i comandamenti di Dio, i precetti della Chiesa e gli obblighi del proprio stato, a cominciare dall'ultima confessione ben fatta.
360. Nell'esame dobbiamo ricercare il numero dei peccati?
Nell'esame dobbiamo ricercare con diligenza anche il numero dei peccati mortali.
§ 2. Dolore e proponimento.
361. Che cos'è il dolore?
Il dolore o pentimento è quel dispiacere e odio dei peccati commessi, che ci fa proporre di non più peccare.
362. Di quante specie è il dolore?
Il dolore è di due specie: perfetto o contrizione, e imperfetto o attrizione.
363. Che cos'è il dolore perfetto o contrizione?
Il dolore perfetto o contrizione, è il dispiacere dei peccati commessi, perché sono offesa di Dio nostro Padre, infinitamente buono e amabile, e cagione della Passione e Morte del Nostro Redentore Gesù Cristo, Figliuolo di Dio.
364. Perchè la contrizione è dolore perfetto?
La contrizione è dolore perfetto, perchè nasce da un motivo perfetto, cioè dall'amore filiale di Dio o carità, e perchè ci ottiene subito il perdono dei peccati, sebbene resti l'obbligo di confessarli.
365. Che cos'è il dolore imperfetto o attrizione?
Il dolore imperfetto o attrizione è il dispiacere dei peccati commessi, per il timore dei castighi eterni e temporali, o anche per la bruttezza del peccato.
366. Perchè l'attrizione è dolore imperfetto?
L'attrizione è dolore imperfetto, perchè nasce da motivi meno perfetti e propri di servi anzichè di figli, e perchè non ci ottiene il perdono dei peccati se non mediante il sacramento.
367. È necessario aver dolore di tutti i peccati commessi?
È necessario aver dolore di tutti i peccati mortali commessi, senza eccezione; e conviene averlo anche dei veniali.
368. Perchè è necessario aver dolore di tutti i peccati mortali?
È necessario aver dolore di tutti i peccati mortali, perchè con qualunque di essi si è gravemente offeso Dio, se ne è perduta la grazia, e si merita di restare separati da Lui in eterno.
369. Che cos'è il proponimento?
Il proponimento è la volontà risoluta di non commettere mai più peccati e di fuggirne le occasioni.
370. Che cos'è l'occasione del peccato?
L'occasione del peccato è ciò che ci mette in pericolo di peccare, sia persona sia cosa.
371. Siamo obbligati a fuggire le occasioni dei peccati?
Siamo obbligati, a fuggire le occasioni dei peccati, perchè siamo obbligati a fuggire il peccato: chi non le fugge; finisce per cadere, poichè «chi ama il pericolo perirà in esso»*. * Eccli., III, 27.
§ 3 Confessione dei peccati.
372. Che cos'é la confessione?
La confessione è l'accusa dei peccati fatta al sacerdote confessore, per averne l'assoluzione.
373. Di quali peccati siamo obbligati a confessarci?
Siamo obbligati a confessarci di tutti i peccati mortali non ancora confessati o confessati male; giova però confessare anche i veniali.
374. Come dobbiamo accusare i peccati mortali?
Dobbiamo accusare i peccati mortali pienamente, senza farci vincere da una falsa vergogna a tacerne alcuno, dichiarandone la specie, il numero e anche le circostanze che aggiungessero una nuova grave malizia.
375. Chi non ricorda il numero preciso dei peccati mortali, che deve fare?
Chi non ricorda il numero preciso dei peccati mortali, deve far capire il numero che gli sembra più vicino alla verità.
376. Perchè non dobbiamo farci vincere dalla vergogna a tacere qualche peccato mortale?
Non dobbiamo farci vincere dalla vergogna a tacere qualche peccato mortale, perchè ci confessiamo a Gesú Cristo nella persona del confessore, e questi non può rivelar nessun peccato, a costo anche della vita; e perchè, altrimenti, non ottenendo il perdono, saremo svergognati dinanzi a tutti, nel giudizio universale.
377. Chi per vergogna o per altro motivo, tacesse un peccato mortale, farebbe una buona confessione?
Chi per vergogna o per altro motivo non giusto tacesse un peccato mortale, non farebbe una buona confessione, ma commetterebbe un sacrilegio.
378. Che deve fare chi sa di non essersi confessato bene?
Chi sa di non essersi confessato bene, deve rifare le confessioni mal fatte e accusarsi dei sacrilegi commessi.
379. Chi senza colpa tralasciò o dimenticò un peccato mortale, ha fatto una buona confessione?
Chi senza colpa tralasciò o dimenticò un peccato mortale, ha fatto una buona confessione; ma gli resta l'obbligo di accusarsene in seguito.
§ 4. Assoluzione - Soddisfazione - Indulgenze.
380. Che cos'è l'assoluzione?
L'assoluzione è la sentenza con cui il sacerdote, in nome di Gesù Cristo, rimette i peccati al penitente dicendo: Io ti assolvo dai tuoi peccati nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo. Cosi sia.
381. Rimessi con l'assoluzione i peccati, è anche rimessa ogni pena meritata ?
Rimessi con l'assoluzione i peccati, è rimessa la pena eterna meritata col peccato mortale, ma se non si abbia una contrizione perfettissima, rimane ordinariamente da scontare, in questa vita o nell'altra, una pena temporanea.
382. Che cos'è la soddisfazione o penitenza sacramentale?
La soddisfazione o penitenza sacramentale è l'opera buona imposta dal confessore a castigo e a correzione del peccatore, e a sconto della pena temporanea meritata peccando.
383 Quando conviene fare la penitenza sacramentale?
Conviene fare la penitenza sacramentale al più presto, se il confessore non ne ha assegnato il tempo.
384. La penitenza sacramentale basta a liberarci da tutta la pena temporanea meritata col peccato?
La penitenza sacramentale non basta, d'ordinario, a liberarci da tutta la pena temporanea meritata col peccato, e perciò conviene supplire con altre opere di penitenza e di pietà e con indulgenze.
385. Quali sono le opere di penitenza e di pietà?
Le opere di penitenza e di pietà sono: i digiuni, le mortificazioni, gli atti di misericordia spirituale e corporale *, le preghiere, e l'uso pio di quelle cose benedette e di quelle cerimonie sacre che si chiamano sacramentali, come l'acqua santa e le varie benedizioni. *.Formole 21,22 .
386. Che cos'è l'indulgenza?
L'indulgenza è una remissione di pena temporanea dovuta per i peccati, che la Chiesa concede sotto certe condizioni a chi è in grazia, applicandogli i meriti e le soddisfazioni sovrabbondanti di Gesù Cristo, della Madonna e dei Santi, le quali costituiscono il tesoro della Chiesa.
387. Di quante specie è l'indulgenza?
L'indulgenza è di due specie: plenaria e parziale.
388. Qual è l'indulgenza plenaria?
L'indulgenza plenaria è quella che rimette tutta la pena temporanea dovuta per i peccati.
389. Qual è l'indulgenza parziale?
L'indulgenza parziale é quella che rimette soltanto una parte della pena temporanea dovuta per i peccati.
390. Che s'intende per indulgenza di « quaranta » o « cento giorni », di « sette anni » e simili?
Per indulgenza di quaranta o cento giorni, di sette anni e simili, s'intende la remissione di tanta pena temporanea, quanta se ne sarebbe scontata con quaranta, cento giorni o sette anni della penitenza anticamente stabilita dalla Chiesa.
391. Che si richiede per acquistare le indulgenze?
Per acquistare le indulgenze si richiede di essere in stato di grazia e di eseguire bene le. opere prescritte.
Capo VI Estrema Unzione
392. Che cos'è l'Estrema Unzione?
L'Estrema Unzione, detta pure Olio santo, è il sacramento istituito a sollievo spirituale e anche corporale dei cristiani gravemente infermi.
393 Chi è ministro dell'Estrema Unzione?
Ministro dell'Estrema Unzione è il sacerdote parroco, o altro sacerdote che ne abbia il permesso.
394. Il sacerdote come amministra l'Estrema Unzione?
Il sacerdote amministra l'Estrema Unzione ungendo in forma di croce, con l'olio benedetto dal Vescovo, gli organi dei sensi dell'infermo e dicendo: Per questa unzione santa e per la sua pietosissima misericordia, il Signore ti perdoni ogni colpa commessa con la vista, con l'udito, ecc. Così sia.
395 Che effetti produce l'Estrema Unzione?
L'Estrema Unzione accresce la grazia santificante; cancella i peccati veniali, e anche i mortali che l'infermo, attrito, non potesse confessare; dà forza per sopportare pazientemente il male, resistere alle tentazioni e morire santamente, e aiuta anche a ricuperare, la sanità, se è bene per l'anima.
396. Quando si può dare l'Olio santo?
L'Olio santo si può dare quando la malattia è pericolosa; ed è bene darlo subito dopo la confessione e il Viatico, mentre il malato conserva la conoscenza.
Capo VII Ordine
397. Che cos'è 1'« Ordine »?
L'Ordine è il sacramento che dà la potestà di compiere le azioni sacre riguardanti l'Eucaristia e la salute delle anime, e imprime il carattere di ministri di Dio.
398. Chi è ministro dell'Ordine?
Ministro dell'Ordine è il Vescovo, che dà lo Spirito Santo e là potestà sacra coll'imporre le mani e consegnare gli oggetti sacri propri dell'Ordine, dicendo le parole della forma prescritta.
399. Perchè il sacramento che fa i ministri di Dio si chiama Ordine?
Il sacramento che fa i ministri di Dio si chiama Ordine, perchè comprende vari gradi di ministri, l'uno subordinato all'altro, dai quali risulta la sacra Gerarchia.
400. Quali sono i gradi della sacra Gerarchia?
I gradi della sacra Gerarchia sono: gli Ordini minori, il Suddiaconato e il Diaconato, che sono preparatori; il Presbiterato o Sacerdozio che dà la potestà di consacrar l'Eucaristia e di rimettere i peccati; e l'Episcopato, pienezza del Sacerdozio, che dà quella di conferir gli Ordini, e di ammaestrare e governare i fedeli.
401. E' grande la dignità del Sacerdozio?
La dignità del Sacerdozio è grandissima per la sua potestà sul Corpo reale di Gesù Cristo che rende presente nell'Eucaristia, e sul corpo mistico di Lui, la chiesa, che governa, con la missione sublime di condurre gli uomini alla santità e alla vita beata.
402. Qual fine deve avere chi entra negli Ordini?
Chi entra negli Ordini deve aver per fine,soltanto la gloria di Dio e la salute delle anime.
403. Può entrare ciascuno a suo arbitrio negli Ordini?
Nessuno può entrare a suo arbitrio negli Ordini, ma deve essere chiamato da Dio per mezzo del proprio Vescovo, cioè deve avere la vocazione, con le virtù e con le attitudini al sacro ministero, da essa richieste.
404. Chi entrasse nel Sacerdozio senza vocazione farebbe male?
Chi entrasse nel Sacerdozio senza vocazione farebbe malissimo; perché difficilmente potrebbe osservarne gli altissimi doveri, con evidente pericolo di scandali pubblici e di perdizione eterna.
405. Quali doveri hanno i fedeli verso i chiamati agli Ordini?
I fedeli hanno il dovere di lasciare ai figli e dipendenti piena libertà di seguir la vocazione; inoltre di chiedere a Dio buoni pastori e ministri, e di digiunare a tal fine nelle quattro Tempora; finalmente di venerare gli ordinati come persone sacre a Dio.
Capo VIII Matrimonio
406. Che cos'è il « Matrimonio » ?
Il Matrimonio è il sacramento che unisce l'uomo e la donna indissolubilmente, come sono uniti Gesù Cristo e la Chiesa sua sposa, e dà loro la grazia. di santamente convivere e di educare cristianamente i figliuoli.
407. Chi è ministro del Matrimonio?
Ministri del Matrimonio sono gli sposi che lo contraggono.
408. Come si contrae il Matrimonio?
Il matrimonio si contrae esprimendo il mutuo consenso davanti al parroco, o un sacerdote suo delegato, ed almeno a due testimoni.
409. Il Matrimonio celebrato in questa forma consegue in Italia anche gli effetti civili ?
Il Matrimonio celebrato in questa forma consegue in Italia anche gli effetti civili, perché lo Stato Italiano riconosce tali effetti al Sacramento del Matrimonio.
410. Il Matrimonio così celebrato come consegue in Italia anche gli effetti civili?
Il Matrimonio così celebrato consegue in Italia anche gli effetti civili, mediante la sua regolare trascrizione nei registri dello stato civile, fatta a richiesta del parroco.
411. Gli sposi cattolici possono anche compiere il Matrimonio civile?
Gli sposi cattolici non possono compiere il Matrimonio civile nè prima nè dopo il Matrimonio religioso: che se lo osassero anche con 1'intenzione di celebrare in appresso il Matrimonio religioso sono dalla Chiesa considerati pubblici peccatori.
412. Gli sposi nel contrarre il Matrimonio debbono essere in grazia di Dio?
Gli sposi nel contrarre il Matrimonio debbono essere in grazia di Dio, altrimenti commettono un sacrilegio.
413. Che doveri hanno gli sposi?
Gli sposi hanno il dovere di convivere santamente, di aiutarsi con affetto costante nelle necessità spirituali e temporali, e di educar bene i figliuoli, curandone l'anima non meno del corpo, e formandoli anzitutto alla religione e alla virtù con la parola e con l'esempio.
PREGHIAMO
Questi Sacramenti, o Signore, ci mondino con la loro potente virtù e ci facciano giungere puri a te che ne sei l'autore (1). Signore, la partecipazione a' tuoi sacramenti ci salvi e ci confermi nella luce della tua verità(2). Te ne supplichiamo per il tuo Figliuolo Gesù Cristo, ecc.
(1) Dalla Segreta della Domenica I dell'Avvento. (2) Dal Postcom. della Messa dei Ss. Ippolito e Cassiano (12 agosto).
PARTE III MEZZI DELLA GRAZIA Sezione II - Orazione o mezzo impetrativo
Capo unico
Chiedete e vi sarà dato cercate e troverete; picchiate, e vi si aprirà. Luc., XI, 9. In verità, in verità vi dico: quanto domanderete al Padre in nome mio, ve lo concederà. Giov., XVI, 23.
414 Che cos'è l'orazione?
L'orazione é una pia elevazione dell'anima a Dio per ben conoscerlo, adorarlo, ringraziarlo e domandargli quanto ci bisogna.
415. Di quante specie è l'orazione?
L'orazione è di due specie: mentale e vocale
416. Qual è l'orazione mentale?
L'orazione mentale e quella che si fa con la sola mente e col cuore: tali sono la meditazione delle verità cristiane, e la contemplazione.
417. Qual è l'orazione vocale?
L'orazione vocale, detta più comunemente preghiera, é quella che si fa con le parole accompagnate dalla mente e dal cuore.
418. Come si deve pregare?
Si deve pregare riflettendo che stiamo alla presenza dell'infinita maestà di Dio e abbiamo bisogno della sua misericordia; perciò dobbiamo essere umili, attenti e devoti.
419. E' necessario pregare?
E' necessario pregare, e pregare spesso, perché Dio lo comanda, e, ordinariamente, solo se si prega, Egli concede le grazie spirituali e temporali.
420. Perchè Dio concede le grazie che domandiamo?
Dio concede le grazie che domandiamo, perché Egli, che é fedelissimo, ha promesso di esaudirci se lo preghiamo con fiducia e perseveranza nel nome di Gesù Cristo.
421. Perchè dobbiamo pregar Dio nel nome di Gesù Cristo?
Dobbiamo pregar Dio nel nome di Gesù Cristo, perchè solo da Lui, suo Figliuolo e unico Mediatore tra Dio e gli uomini, hanno valore le nostre preghiere e opere buone; perciò la Chiesa suol terminare le orazioni con queste o equivalenti parole per il tuo Figliuolo Gesù Cristo, Nostro Signore. .
422. Perché non siamo sempre esauditi nelle nostre preghiere?
Non siamo sempre esauditi nelle nostre preghiere, o perchè preghiamo male, o perchè domandiamo cose non utili al nostro vero bene, cioè al bene spirituale.
423. Quali cose dobbiamo chiedere a Dio?
Dobbiamo chiedere a Dio la gloria sua, e per noi la vita eterna e 1e grazie anche temporali, come ci ha insegnato Gesù Cristo nel Pater Noster.
424. Che cos'è il « Pater Noster » ?
Il Pater Noster è la preghiera insegnata e raccomandata da Gesù Cristo, la quale perciò si dice Orazione domenicale o de1 Signore, ed é la più eccellente di tutte.
425. Perché il « Pater noster » é la preghiera più eccellente?
Il Pater Nnoster é la preghiera più eccellente, perchè è uscita dalla mente e dal Cuore di Gesù, e racchiude in sette brevi domande ciò che dobbiamo chiedere a Dio come suoi figliuoli e come fratelli tra noi.
426. Che cosa dobbiamo chiedere come buoni figliuoli di Dio?
Come buoni figliuoli di Dio dobbiamo chiedere che in tutto il mondo si conosca e si onori il suo nome e si propaghi il suo regno, la Chiesa, e che da tutti si compia la sua santissima volontà: e questo si chiede nelle prime tre domande del Pater noster.
427. Come fratelli tra noi che cosa dobbiamo chiedere?
Come fratelli tra noi dobbiamo chiedere il nutrimento corporale e spirituale, il perdono dei peccati, la difesa dalle tentazioni e la liberazione dal male: e questo si chiede, per noi e per tutti gli uomini, nelle ultime quattro domande del Pater noster.
428. Gesù Cristo perchè ci fa invocar Dio come « Padre nostro»?
Gesù Cristo ci fa invocar Dio come Padre nostro per ricordarci che Dio è veramente padre di tutti, specialmente di noi cristiani che, nel Battesimo, fummo adottati da Lui come figli suoi; e per ispirarcia

Post popolari in questo blog

Egyptian priest claims church attack was Muslim Brotherhood ‘revenge’

prima preghiera poi orgia

Stalling Suspended sentences Tizi ouzou Tunisia