youtube anima santa del purgatorio

La sessualità e il sesso? non voglio fare del terrorismo, ma io non voglio neanche che giunga per voi: il momento in cui: voi sarete terrorizzati! DIO HA SOTTOMESSO TUTTI AL PECCATO PER USARE A TUTTI MISERICORDIA! QUINDI TI POTRAI SALVARE PER LA GRAZIA, e NON PER LA LEGGE SOLTANTO (secondo la ipocrisia dei Farisei)! MA, IL PECCATO DEVE ESSERE RICONOSCIUTO ED ABIURATO! PERCHÉ SE NON TI IMPEGNI FINO AL SANGUE SUL CAMMINO DELLA LEGGE di DIO, COMUNQUE NON POTRAI RAGGIUNGERE UN VERO PENTIMENTO PER ESSERE SALVATO ATTRAVERSO LA GRAZIA! Ecco perché Maometto e ISLAM sono due cagne: di apostati blasfemi! .. e normale che loro siano demoniaci: assassini seriali, maniaci religiosi.. la realtà shariah della LEGA ARABA deve essere affrontata dal genere umano: nel suo insieme, io non permetterò che venga sbranato il solo IRAN! [ sono stati creati l'uno per l'altro: Matteo 19:4-6. Ed egli rispose loro: «Non avete letto che il Creatore, da principio, li creò maschio e femmina e che disse: 5 "Perciò l'uomo lascerà il padre e la madre, e si unirà con sua moglie, e i due saranno una sola carne"? 6 Così non sono più due, ma una sola carne; quello dunque che Dio ha unito, l'uomo non lo separi».
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il sesso è sempre il linguaggio del sacramento del matrimonio, a differenza degli omosessuali: che, loro sono omoerotismo! Lei è così bella! [ Cantico 4:7 Tu sei tutta bella, amica mia, e non c'è nessun difetto in te. Lui è così bello! Cantico 5:10 L'amico mio è bianco e vermiglio, e si distingue fra diecimila. ] non esiste una diversa normativa sessuale tra nuovo testamento e, il vecchio testamento, quindi entrambi i coniugi che vogliono essere benedetti da Dio: devono giungere entrambi vergini al matrimonio: oppure devono fare espiazione. pertanto, esiste un solo matrimonio (il Primo Matrimonio, della prima relazione sessuale) tutte le altre relazioni sono concubinato! .. a meno che non si fa un percorso espiatorio e di riconciliazione con Dio: sottomettendosi alla sua Legge!


Spinto dalla concupiscenza: se non porta all'omicidio: in qualche modo, porta allo aborto: in ogni modo! ... 2Samuele 11-12 Davide si rende colpevole di adulterio e di omicidio (Mt 5:27-28; Gm 1:13-15; Pr 6:27-35) 2S 12; Mr 12:37. 11:1 L'anno seguente, nella stagione in cui i re cominciano le guerre, Davide mandò Ioab con la sua gente e con tutto Israele a devastare il paese dei figli di Ammon e ad assediare Rabba; ma Davide rimase a Gerusalemme.
2 Una sera Davide, alzatosi dal suo letto, si mise a passeggiare sulla terrazza del palazzo reale; dalla terrazza vide una donna che faceva il bagno. La donna era bellissima. 3. Davide mandò a chiedere chi fosse la donna. Gli dissero: «È Bat-Sceba, figlia di Eliam, moglie di Uria, l'Ittita». 4 Davide mandò a prenderla; lei venne da lui ed egli si unì a lei, che si era purificata dalla sua impurità; poi lei tornò a casa sua. 5 La donna rimase incinta e lo fece sapere a Davide dicendo: «Sono incinta».
6 Allora Davide fece dire a Ioab: «Mandami Uria, l'Ittita». Ioab mandò Uria da Davide. 7 Quando Uria giunse da Davide, questi gli chiese come stavano Ioab e il popolo e come andava la guerra. 8 Poi Davide disse a Uria: «Scendi a casa tua e lavati i piedi». Uria uscì dal palazzo reale e gli furono mandate dietro delle vivande del re. 9 Ma Uria dormì alla porta del palazzo del re con tutti i servi del suo signore, e non scese a casa sua. 10 Ciò fu riferito a Davide. Gli dissero: «Uria non è sceso a casa sua». Allora Davide disse a Uria: «Tu hai fatto un lungo viaggio. Perché dunque non sei sceso a casa tua?» 11 Uria rispose a Davide: «L'arca, Israele e Giuda stanno sotto le tende, Ioab mio signore e i suoi servi sono accampati in aperta campagna e io entrerei in casa mia per mangiare, bere e per coricarmi con mia moglie? Com'è vero che il SIGNORE vive e che anche tu vivi, io non farò questo!» 12 Davide disse a Uria: «Trattieniti qui anche oggi, e domani ti lascerò partire». Così Uria rimase a Gerusalemme quel giorno e il giorno seguente. 13 Davide lo invitò a mangiare e a bere con sé; lo ubriacò, e la sera Uria uscì per andarsene a dormire sul suo lettuccio con i servi del suo signore, ma non scese a casa sua. 14 La mattina seguente, Davide scrisse una lettera a Ioab e gliela mandò per mezzo d'Uria. 15 Nella lettera aveva scritto così: «Mandate Uria al fronte, dove più infuria la battaglia; poi ritiratevi da lui, perché egli resti colpito e muoia». 16 Ioab dunque, assediando la città, pose Uria nel luogo dove sapeva che il nemico aveva degli uomini valorosi. 17 Gli uomini della città fecero una sortita e attaccarono Ioab; parecchi del popolo, della gente di Davide, caddero e perì anche Uria l'Ittita. 18 Allora Ioab inviò un messaggero a Davide per fargli sapere tutte le cose che erano accadute nella battaglia 19 e diede al messaggero quest'ordine: «Quando avrai finito di raccontare al re tutto quello che è successo nella battaglia, 20 può darsi che il re vada in collera e ti dica: "Perché vi siete avvicinati così alla città per dare battaglia? Non sapevate che avrebbero tirato dalle mura? 21 Chi fu che uccise Abimelec, figlio di Ierubbeset? Non fu una donna che gli gettò addosso un pezzo di macina dalle mura, in modo che morì a Tebes? Perché vi siete avvicinati così alle mura?" Tu allora gli dirai: "Anche il tuo servo Uria, l'Ittita, è morto"».
22 Il messaggero partì e, giunto, riferì a Davide tutto quello che Ioab l'aveva incaricato di dire. 23 Il messaggero disse a Davide: «I nemici avevano avuto del vantaggio su di noi, e avevano fatto una sortita contro di noi nella campagna; ma noi fummo loro addosso fino alla porta della città; 24 allora gli arcieri tirarono sulla tua gente dalle mura e parecchi della gente del re perirono, e Uria, l'Ittita, tuo servo, perì anche lui». 25 Allora Davide disse al messaggero: «Dirai così a Ioab: "Non affliggerti per ciò che è accaduto, perché la spada divora ora l'uno ora l'altro; rinforza l'attacco contro la città e distruggila". E tu fagli coraggio».
26 Quando la moglie di Uria udì che suo marito era morto, lo pianse. 27 Dopo che ebbe finito i giorni del lutto, Davide la mandò a prendere in casa sua. Lei divenne sua moglie e gli partorì un figlio.
Ma quello che Davide aveva fatto dispiacque al SIGNORE.

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colpirò tutte le scimmie Darwin a Sodoma GENDER, e colpirò tutti i Maomettani shariah pedofili poligami a morte eterna! Pentimento e punizione di Davide [ Sl 51; 32; Gb 34:18-19 ] LA LEGGE DI DIO È RAZIONALE ED INTELLIGENTE, E NON SCENDERÀ A COMPROMESSO CON I PECCATORI.. PERCHÉ OGNI UOMO È POLVERE! 12:1 Il SIGNORE mandò Natan da Davide e Natan andò da lui e gli disse:«C'erano due uomini nella stessa città; uno ricco e l'altro povero. 2. Il ricco aveva pecore e buoi in grandissimo numero; 3. ma il povero non aveva nulla, se non una piccola agnellina che egli aveva comprata e allevata; gli era cresciuta in casa insieme ai figli, mangiando il pane di lui, bevendo alla sua coppa e dormendo sul suo seno. Essa era per lui come una figlia. 4 Un giorno arrivò un viaggiatore a casa dell'uomo ricco. Questi, risparmiando le sue pecore e i suoi buoi, non ne prese per preparare un pasto al viaggiatore che era capitato da lui; prese invece l'agnellina dell'uomo povero e la cucinò per colui che gli era venuto in casa».
5 Davide si adirò moltissimo contro quell'uomo e disse a Natan: «Com'è vero che il SIGNORE vive, colui che ha fatto questo merita la morte; 6. e pagherà quattro volte il valore dell'agnellina, per aver fatto una cosa simile e non aver avuto pietà».
7 Allora Natan disse a Davide: «Tu sei quell'uomo! Così dice il SIGNORE, il Dio d'Israele: "Io ti ho unto re d'Israele e ti ho liberato dalle mani di Saul, 8 ti ho dato la casa del tuo signore e ho messo nelle tue braccia le donne del tuo signore; ti ho dato la casa d'Israele e di Giuda e, se questo era troppo poco, vi avrei aggiunto anche dell'altro. 9 Perché dunque hai disprezzato la parola del SIGNORE, facendo ciò che è male ai suoi occhi? Tu hai fatto uccidere Uria, l'Ittita, hai preso per te sua moglie e hai ucciso lui con la spada dei figli di Ammon. 10 Ora dunque la spada non si allontanerà mai dalla tua casa, perché tu mi hai disprezzato e hai preso per te la moglie di Uria, l'Ittita". 11 Così dice il SIGNORE: "Ecco, io farò venire addosso a te delle sciagure dall'interno della tua stessa casa; prenderò le tue mogli sotto i tuoi occhi per darle a un altro, che si unirà a loro alla luce di questo sole; 12 poiché tu lo hai fatto in segreto; ma io farò questo davanti a tutto Israele e in faccia al sole"». 13. Allora Davide disse a Natan: «Ho peccato contro il SIGNORE». Natan rispose a Davide: «Il SIGNORE ha perdonato il tuo peccato; tu non morrai. 14 Tuttavia, siccome facendo così tu hai dato ai nemici del SIGNORE ampia occasione di bestemmiare, il figlio che ti è nato dovrà morire». Natan tornò a casa sua.
De 3:23-27 (Mt 1:6; 1Cr 22:6-10) 15 Il SIGNORE colpì il bambino che la moglie di Uria aveva partorito a Davide, ed esso cadde gravemente ammalato. 16 Davide quindi rivolse suppliche a Dio per il bambino e digiunò; poi venne e passò la notte disteso per terra. 17 Gli anziani della sua casa insistettero presso di lui perché egli si alzasse da terra; ma egli non volle e rifiutò di prendere cibo con loro. 18 Il settimo giorno il bambino morì; i servitori di Davide non osavano fargli sapere che il bambino era morto; perché dicevano: «Quando il bambino era ancora vivo, gli abbiamo parlato ed egli non ha dato ascolto alle nostre parole; come faremo ora a dirgli che il bambino è morto? Potrebbe commettere un gesto disperato». 19 Ma Davide, vedendo che i suoi servitori bisbigliavano tra di loro, comprese che il bambino era morto e disse ai suoi servitori: «È morto il bambino?» Quelli risposero: «È morto». 20 Allora Davide si alzò da terra, si lavò, si unse e si cambiò le vesti; poi andò nella casa del SIGNORE e vi si prostrò; tornato a casa sua, chiese che gli portassero da mangiare e mangiò. 21 I suoi servitori gli dissero: «Che cosa fai? Quando il bambino era ancora vivo digiunavi e piangevi; ora che è morto, ti alzi e mangi!» 22 Egli rispose: «Quando il bambino era ancora vivo, digiunavo e piangevo, perché dicevo: Chissà che il SIGNORE non abbia pietà di me e il bambino non resti in vita? Ma ora che è morto, perché dovrei digiunare? 23 Posso forse farlo ritornare? Io andrò da lui, ma egli non ritornerà da me!»
24 Poi Davide consolò Bat-Sceba sua moglie, entrò da lei e si unì a lei; lei partorì un figlio che chiamò Salomone. 25 Il SIGNORE amò Salomone e mandò il profeta Natan che lo chiamò Iedidia, a motivo dell'amore che il SIGNORE gli portava.

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IO PRENDERÒ UN REGNO PER TUTTI I GIUDEI, CON LE BUONE O CON LE CATTIVE: IO LO PRENDERÒ! Rabba è conquistata da Davide e da Ioab [ 1Cr 20:1-3; Sl 2:9. ] 26 Ioab assediò Rabba dei figli di Ammon, s'impadronì della città reale 27. e inviò dei messaggeri a Davide per dirgli: «Ho assalito Rabba e mi sono già impossessato della città delle acque. 28. Raduna il rimanente del popolo, accampati contro la città, e prendila, perché altrimenti, se la conquisto io, porterà il mio nome». 29. Davide radunò tutto il popolo, si mosse verso Rabba, l'assalì, la prese; 30. tolse dalla testa del loro re la corona, che pesava un talento d'oro e conteneva pietre preziose, ed essa fu posta sulla testa di Davide. Egli riportò anche dalla città un bottino grandissimo. 31. Fece uscire gli abitanti che erano nella città, li fece lavorare con seghe di ferro e scuri di ferro, e li mise a fabbricare mattoni. Così fece a tutte le città dei figli di Ammon. Poi Davide se ne tornò a Gerusalemme con tutto il popolo.

SALMAN SAUDI ARABIA ] io un profeta? io un martire cristiano? no ti dico: 10000 volte peggio! loro si fecero uccidere, io vi ucciderò tutti, perché io sono un politico del Regno di Dio! io glorificherò JHWH su tutti i vostri cadaveri!

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tu sei da un maligno, oppure, tu sei dall'amore     ] 1Corinzi 13:4-7 Non essere ingannato! 4. L'amore è paziente, è benevolo; l'amore non invidia; l'amore non si vanta, non si gonfia, 5. non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s'inasprisce, non addebita il male, 6. non gode dell'ingiustizia, ma gioisce con la verità; 7. soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa.

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"sbatti quella troia adultera moglie di Putifar: e fatti un nome": gli diceva a Giuseppe: Satana: Bush 322 Bilderberg il massone GENDER Darwin: la scimmia! ] Proverbi 5,7 Un esempio da seguire. Giuseppe in Egitto [ 1S 18:14; Sl 1:1-3 ] 1. Giuseppe fu portato in Egitto; e Potifar, ufficiale del faraone, capitano delle guardie, un Egiziano, lo comprò da quegli Ismaeliti che ce l'avevano condotto. 2. Il SIGNORE era con Giuseppe: a lui riusciva bene ogni cosa e stava in casa del suo padrone egiziano. 3 Il suo padrone vide che il SIGNORE era con lui e che il SIGNORE gli faceva prosperare nelle mani tutto ciò che intraprendeva. 4. Giuseppe trovò grazia agli occhi di lui e si occupava del servizio personale di Potifar, il quale lo fece maggiordomo della sua casa e gli affidò l'amministrazione di tutto quello che possedeva. 5. Dal momento che l'ebbe fatto maggiordomo della sua casa e gli ebbe affidato tutto quello che possedeva, il SIGNORE benedisse la casa dell'Egiziano per amore di Giuseppe; la benedizione del SIGNORE si posò su tutto ciò che egli possedeva, in casa e in campagna. 6 Potifar lasciò tutto quello che aveva nelle mani di Giuseppe; non s'occupava più di nulla, tranne del cibo che mangiava. Giuseppe era avvenente e di bell'aspetto.

"sbatti quella troia adultera moglie di Putifar: e fatti un nome": gli diceva a Giuseppe: Satana: Bush 322 Bilderberg il massone GENDER Darwin: la scimmia! ] Giuseppe in prigione [ Ec 7:26; Pr 6:20, ecc.; Gb 31:1-2; Gm 1:12 ] 7 Dopo queste cose, la moglie del padrone di Giuseppe gli mise gli occhi addosso e gli disse: «Unisciti a me!» 8 Ma egli rifiutò e disse alla moglie del suo padrone: «Ecco, il mio padrone non mi chiede conto di quanto è nella casa e mi ha affidato tutto quello che ha. 9. In questa casa, egli stesso non è più grande di me e nulla mi ha vietato, se non te, perché sei sua moglie. Come dunque potrei fare questo gran male e peccare contro Dio?» 10 Benché lei gliene parlasse ogni giorno, Giuseppe non acconsentì a unirsi né a stare con lei. 11 Un giorno egli entrò in casa per fare il suo lavoro; lì non c'era nessuno della gente di casa; 12 allora lei lo afferrò per la veste e gli disse: «Unisciti a me!» Ma egli le lasciò in mano la veste e fuggì. 13 Quando lei vide che egli le aveva lasciato la veste in mano e che era fuggito, 14 chiamò la gente di casa sua e disse: «Vedete, ci ha portato un Ebreo perché questi si prendesse gioco di noi; egli è venuto da me per unirsi a me, ma io ho gridato a gran voce. 15. E com'egli ha udito che io alzavo la voce e gridavo, mi ha lasciato qui la sua veste ed è fuggito». 16 E si tenne accanto la veste di lui finché il suo padrone non tornò a casa. 17 Allora gli parlò in questa maniera: «Quel servo ebreo che hai condotto in casa è venuto da me per prendersi gioco di me. 18 Ma appena io ho alzato la voce e ho gridato, egli mi ha lasciato qui la sua veste ed è fuggito». 19 Quando il padrone di Giuseppe udì le parole di sua moglie che gli diceva: «Il tuo servo mi ha fatto questo!» si accese d'ira. 20 Il padrone di Giuseppe lo prese e lo mise nella prigione, nel luogo dove si tenevano chiusi i carcerati del re. Egli era dunque là in quella prigione.

"sbatti quella troia adultera moglie di Putifar: e fatti un nome": gli diceva a Giuseppe: Satana: Bush 322 Bilderberg il massone GENDER Darwin: la scimmia! ] [ Sl 105:18-19; 1P 2:19-20 ] 21 E il SIGNORE fu con Giuseppe, gli mostrò il suo favore e gli fece trovare grazia agli occhi del governatore della prigione. 22 Così il governatore della prigione affidò alla sorveglianza di Giuseppe tutti i detenuti che erano nel carcere; e nulla si faceva senza di lui. 23 Il governatore della prigione non rivedeva niente di quello che era affidato a lui, perché il SIGNORE era con lui, e il SIGNORE faceva prosperare tutto quello che egli intraprendeva.

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tu devi stare lontano da ogni forma di immoralità sessuale: SE TU DISTRUGGERAI IL TEMPIO SANTO SPIRITO: DEL TUO CORPO SANTIFICATO, CERTO LO SPIRITO SANTO DISTRUGGERÀ TE! 1Corinzi 6:15-20; 15. Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Prenderò dunque le membra di Cristo per farne membra di una prostituta? No di certo! 16. Non sapete che chi si unisce alla prostituta è un corpo solo con lei? «Poiché», Dio dice, «i due diventeranno una sola carne». 17 Ma chi si unisce al Signore è uno spirito solo con lui. 18 Fuggite la fornicazione. Ogni altro peccato che l'uomo commetta, è fuori del corpo; ma il fornicatore pecca contro il proprio corpo. 19 Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio? Quindi non appartenete a voi stessi. 20 Poiché siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo.

Stare lontano dall'immoralità sessuale: SE TU DISTRUGGERAI IL TEMPIO SANTO SPIRITO: DEL TUO CORPO SANTIFICATO, CERTO LO SPIRITO SANTO DISTRUGGERÀ TE! 1Tessalonicesi 4:3-8; 3 Perché questa è la volontà di Dio: che vi santifichiate, che vi asteniate dalla fornicazione, 4 che ciascuno di voi sappia possedere il proprio corpo in santità e onore, 5 senza abbandonarsi a passioni disordinate come fanno gli stranieri che non conoscono Dio; 6 che nessuno opprima il fratello né lo sfrutti negli affari; perché il Signore è un vendicatore in tutte queste cose, come già vi abbiamo detto e dichiarato prima. 7 Infatti Dio ci ha chiamati non a impurità, ma a santificazione. 8 Chi dunque disprezza questi precetti, non disprezza un uomo, ma quel Dio che vi fa anche dono del suo Santo Spirito.

Stare lontano dall'immoralità sessuale: 1Corinzi 7:8-9; 8. Ai celibi e alle vedove, però, dico che è bene per loro che se ne stiano come sto anch'io. 9. Ma se non riescono a contenersi, si sposino; perché è meglio sposarsi che ardere.

Stare lontano dall'immoralità sessuale: Colossesi 3:5; Ef 5:3-8; 4:17-31; 2Co 5:17 (Ef 4:1-2, 32; 5:1-2)(Ef 4:3-4; 5:19-20)
Fate dunque morire ciò che in voi è terreno: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e cupidigia, PORNO, PEDOFILIA, POLIGAMIA, OMOSESSUALISMO, SODOMIA che è idolatria.

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tu devi stare lontano da ogni forma di immoralità sessuale: SE TU DISTRUGGERAI IL TEMPIO SANTO SPIRITO: DEL TUO CORPO SANTIFICATO, CERTO LO SPIRITO SANTO DISTRUGGERÀ TE! L'immoralità sessuale (fornicazione): La parola greca è porneia, che significa: 'rapporti sessuali prima o fuori del matrimonio'. È usata circa 40 volte nel Nuovo Testamento.: Matteo 15:19 Poiché dal cuore vengono pensieri malvagi, omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false testimonianze, diffamazioni.
L'omosessualità Levitico 18:22; Non avrai con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna: è cosa abominevole.
L'omosessualità 1Corinzi 6:9-11; 9 Non sapete che gl'ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Esortazione a fuggire la dissolutezza
Ef 5:3-8; Cl 3:5-10; Tt 3:3-7. Non v'illudete; né fornicatori, né idolatri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, 10. né ladri, né avari, né ubriachi, né oltraggiatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio. 11. E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e mediante lo Spirito del nostro Dio.

L'omosessualità Romani 1:18-27 I peccati dei pagani. (Sl 19:1-4; At 14:16-17)(Sl 81:11-12; Is 44:9-20)(Ef 4:17-19; 1P 4:3-5) 18. L'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ingiustizia degli uomini che soffocano la verità con l'ingiustizia; 19. poiché quel che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, avendolo Dio manifestato loro; 20. infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo essendo percepite per mezzo delle opere sue; perciò essi sono inescusabili, 21 perché, pur avendo conosciuto Dio, non l'hanno glorificato come Dio, né l'hanno ringraziato; ma si sono dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo d'intelligenza si è ottenebrato. 22 Benché si dichiarino sapienti, sono diventati stolti, 23 e hanno mutato la gloria del Dio incorruttibile in immagini simili a quelle dell'uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili.
24. Per questo Dio li ha abbandonati all'impurità, secondo i desideri dei loro cuori, in modo da disonorare fra di loro i loro corpi; 25 essi, che hanno mutato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura invece del Creatore, che è benedetto in eterno. Amen.
26. Perciò Dio li ha abbandonati a passioni infami: infatti le loro donne hanno cambiato l'uso naturale in quello che è contro natura; 27. similmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono infiammati nella loro libidine gli uni per gli altri commettendo uomini con uomini atti infami, ricevendo in loro stessi la meritata ricompensa del proprio traviamento. CONCLUSIONE: L'immoralità sessuale (fornicazione): La parola greca è porneia, che significa 'rapporti sessuali prima o fuori del matrimonio'. È usata circa 40 volte nel Nuovo Testamento.

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sigillo del SANGUE di Gesù prezzo del nostro riscatto: LUI HA PAGATO IL NOSTRO DEBITO PRESSO DIO! tutto il resto è futile: e ogni cosa non potrebbe mai essere salvifica: per la via del patto. in fatti Gesù di Betlemme ha sigillato il patto! sii benedetto in eterno: http://eterna-legge-universale.blogspot.com/2017/02/sangue-di-gesu-prezzo-del-nostro.html «O Sangue di Gesù, prezzo infinito di riscatto dell’universo, bevanda e lavacro delle nostre anime, che difendi la causa dell’umanità dinanzi al trono della suprema misericordia, noi ti adoriamo. Vorremmo, per quanto è possibile, compensarti dell’ingratitudine e degli oltraggi, che ricevi continuamente dai tanti peccatori, soprattutto da quanti ardiscono bestemmiarti. O Sangue di redenzione e di vita, di unità e di pace, sorgente di grazia e pegno di vita eterna, fa'che tutti i cuori e tutte le lingue ti possano lodare, benedire e ringraziare ora e sempre».

https://www.youtube.com/user/dominusxUniusREI
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revenge LEVIATHAN Yitzhak Kaduri ] COLPIRÒ CON LA MORTE BIOLOGICA E CON LA MORTE ETERNA tutti coloro che: per colpa loro: "UNIUS REI è e rimane detenuto AGLI ARRESTI ELETTRONICI" UNIUS REI È AGLI ARRESTI ELETTRONICI! ovviamente con le premesse che seguono, nessuno può pensare che: il REGIME BILDERBERG: youtube o google, Cioè, che loro mi possano dare accesso al Primo Emendamento della Costituzione! ] quindi tutti i miei blog sono filtrati, occultati, attraverso la tecnologia io sono agli arresti elettronici! [ salafita bestia wahhabita shariah il demonio Allah ] la entità: e la gravità: e la quantità: e la universalità: degli omicidi e dei delitti che il NWO (nuovo ordine mondiale) commette, e che può commettere il NWO, non potrebbero sussistere tutti questi delitti di satanismo SpA: se loro non avessero un controllo di tipo universale: 1. sui media, 2. sulla politica, 3. sul sistema bancario! Tutto questo inciucio demoniaco istituzionale si chiama Regime massonico Bilderberg.. ed ovviamente tutto questo ridicolizza ogni religione ed ogni realistico concetto circa, la esistenza di ogni presunta Persona di Dio JHWH Onnipotente holy.. ecco perché, non c'é una soluzione diversa alla distruzione di ogni forma di vita su questo pianeta, come è già avvenuto in passato con il diluvio universale!!

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se qualcuno non si trova come amico protettore un qualche Santo Cristiano: che lo soccorra nel giorno del Giudizio? certo, io UNIUS REI, io lo disintegrerò! Werenfried van Straaten Sacerdote. Data di nascita: 17 gennaio 1913, Mijdrecht, Paesi Bassi
Data di morte: 31 gennaio 2003, Bad Soden am Taunus, Germania

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dagli orrori del Comunismo (200milioni di morti innocenti) agli orrori della shariah: sempre alla richiesta della libertà di religione in tutto il mondo! Aiuto alla Chiesa che soffre festeggia il suo fondatore padre van Straaten, «il più grande mendicante del Novecento» Una vita dedicata ai «fratelli perseguitati», in cui ha raccolto oltre tre miliardi di dollari per la Chiesa nel bisogno, spronato dalla convinzione che «gli uomini sono molto migliori di quanto si pensi». (ACS Italia) – «Insigne apostolo della carità». Così Giovanni Paolo II ha definito padre Werenfried van Straaten, fondatore di Aiuto alla Chiesa che Soffre, nel telegramma di cordoglio per la sua scomparsa. Il papa polacco ed il monaco olandese erano legati da una profonda e duratura amicizia, nata quando Wojtyla era ancora arcivescovo di Cracovia. Ed è a Werenfried che, dopo il crollo del comunismo, il pontefice affidò il compito di «restaurare l’amore» attraverso il sostegno alla sorella Chiesa ortodossa.
Oggi, 17 gennaio, Aiuto alla Chiesa che Soffre festeggia il centenario della nascita del suo fondatore. Scomparso il 31 gennaio 2003, appena due settimane dopo il suo novantesimo compleanno, “il più grande mendicante del Novecento” lascia in eredità alla sua Opera l’esempio vibrante di oltre mezzo secolo di apostolato originale e coraggioso e il suo storico berretto nero, il “cappello dei milioni”, compagno instancabile di elemosine, «sempre assetato di offerte». «Il cappello è logoro e bucato – ironizzava – quindi mettete banconote e non monete. Altrimenti cadono!». Nella sua vita ha raccolto oltre tre miliardi di dollari per la Chiesa nel bisogno, spronato dalla convinzione che «gli uomini sono molto migliori di quanto si pensi. Attendono soltanto la parola ardente che infiammi i loro cuori». Una capacità non certo avulsa al suo immenso carisma e al vigore della sua carità.
«Il nostro budget è fatto da promesse» ripeteva il monaco premostratense ricordando le innumerevoli volte in cui aveva promesso aiuto senza disporre delle risorse necessarie. «E tutto quello che abbiamo promesso, sempre abbiamo ricevuto, sempre, sempre. Dio non ha mai deluso la nostra fiducia».
Quando a 21 anni entrò in abbazia a Tongerlo, Philippus van Straaten scelse il nome Werenfried, che significa «combattente per la pace». Quel nome diverrà il senso e l’espressione di una vita interamente dedicata ai «fratelli perseguitati» che ha sempre considerato «l’élite della nostra Chiesa». «Dio piange in tutti gli oppressi e i sofferenti del nostro tempo. E non possiamo amarLo senza asciugare le sue lacrime. Per questo ho cominciato a peregrinare attraverso i deserti di macerie e i campi di baracche della Germania sconfitta, attraverso i campi profughi in Europa e in Asia, in America Latina. Dovunque Dio piange». È questa la missione che ha affidato alla sua Opera, Aiuto alla Chiesa che Soffre, onorata dapprima con il sostegno ai rifugiati tedeschi in fuga dalla Germania orientale, poi nel dare voce alla Chiesa del silenzio aldilà della Cortina di ferro e in seguito oltre nuove “cortine” accanto a tutti i martiri della fede. Combattendo l’ateismo del comunismo materialista con la stessa tenacia con cui aveva combattuto il comunismo ateo.
Dalla raccolta di lardo ai camion trasformati in “cappelle volanti”, dalla Bibbia illustrata per bambini fino ai “battelli-cappella” che diffondevano la parola di Dio lungo il Volga. Testimone del suo tempo, attraverso la sua geniale inventiva padre Werenfried ha saputo rispondere a bisogni materiali e soprattutto spirituali, sostenendo la pastorale della Chiesa che soffre.
«La vostra opera è essenzialmente pastorale» scrisse Giovanni Paolo II nel 1987. E mai ACS ha tradito la sua vocazione, indicata dal suo fondatore nelle direttive spirituali dell’Opera. «Al carattere pastorale non abbiamo mai rinunciato, neppure quando venne la moda di porre il progresso sociale al di sopra dello stretto sentiero che porta al cielo…Sebbene questa dimensione renda più difficile lo stimolare la generosità, dobbiamo accettare questo svantaggio, nella consapevolezza che l’aiuto pastorale che diamo alla Chiesa rappresenta il fondamento per lenire tutte le altre sofferenze».
La dimensione pastorale si riflette nelle priorità dell’Opera, tra cui emergono il sostentamento a sacerdoti e religiosi e gli aiuti alla loro formazione. Padre Werenfried stesso faceva notare la natura essenzialmente sacerdotale del suo lavoro. «Non sono stato incaricato di risanare l’economia ma la vita di Cristo nel cuore degli uomini. Tutto quello che ho fatto l’ho fatto da sacerdote, figlio della Chiesa cattolica».
Nell’omelia pronunciata ai suoi funerali, un commosso cardinale Darìo Castrillon Hoyos, allora Prefetto per la Congregazione del Clero, ricorderà proprio i sessantatré anni di appassionato sacerdozio. «Per me egli è stato un sacerdote santo perché se mai vi è stata una vita sacerdotale e religiosa corrispondente alla volontà di Dio quella è stata la sua».
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 Davvero il Purgatorio è un’invenzione medioevale? NO, NON È UNA INVENZIONE MEDIOEVALE! LE PROVE BIBLICHE DEL PURGATORIO! È LA CASA TRANSITORIA DEL 38%, di quel 40%, DI TUTTI COLORO (tutto il genere umano) CHE NON CADRANNO ALL'INFERNO PER LA LORO DISTRUZIONE! Già Re Davide fa offrire un sacrificio espiatorio per i soldati che sono morti in Battaglia! 1 CORINZI 3:15 È EVIDENZA INCONFUTABILE A FAVORE DEL PURGATORIO. 1 Corinzi 3:11-15: "Perciocché niuno può porre altro fondamento che quello ch'è stato posto, il quale è Gesù Cristo. Ora, se alcuno edifica sopra questo fondamento oro, argento, pietre preziose, ovvero legno, fieno, stoppia, l'opera di ciascuno sarà manifestata; perciocché il giorno la paleserà; poiché ha da esser manifestata per fuoco; e il fuoco farà la prova qual sia l'opera di ciascuno. Se l'opera d'alcuno, la quale egli abbia edificata sopra il fondamento, dimora, egli ne riceverà premio. Se l'opera d'alcuno è arsa, egli farà perdita; ma egli sarà salvato, per modo però, che sarà come per fuoco. ]] [[ Nel saggio La nascita del Purgatorio lo storico Jacques Le Goff sostiene che il Purgatorio è un’invenzione della Chiesa tra il XII e XIII secolo per aumentare il proprio potere sulle coscienze degli uomini e sui suoi soldi. In un’intervista che sintetizza le tesi fondamentali del libro, rilasciata a Fabio Gambaro il 27 settembre 2005 per il quotidiano Repubblica, Le Goff afferma: «La nascita del Purgatorio modifica la giurisdizione esercitata sui morti, favorendo la pratica delle indulgenze. Secondo la dottrina tradizionale, gli uomini da vivi rispondevano al tribunale della Chiesa, una volta morti però erano giudicati solamente dal tribunale di Dio. Con il Purgatorio si crea una sorta di tribunale comune in cui intervengono sia Dio che la Chiesa. Le anime che vi transitano, infatti, continuano a dipendere da Dio, ma beneficiano anche dell’azione della Chiesa che distribuisce le indulgenze. Il Purgatorio, dunque, ha rinforzato il potere della struttura ecclesiastica, che così, oltre che dei vivi, è responsabile in parte anche dei morti. Una situazione che la Riforma protestante ha in seguito fermamente condannato. Per gli uomini del Medioevo però l’esistenza del Purgatorio accresceva le speranze di salvezza, dato che non tutto era definitivamente stabilito al momento della morte. Perfino per gli usurai, che fino ad allora erano irrimediabilmente condannati all’Inferno, inizia a profilarsi un aldilà meno cupo. Naturalmente vivere con tale speranza modifica radicalmente la prospettiva della vita quotidiana».
 Quando è nata davvero la credenza nel Purgatorio? Cosa dice la Bibbia?
È radicata nella tradizione della Chiesa, nella fede tramandata dai cristiani attraverso i secoli o davvero si è diffusa solo tardivamente tra il XII e il XIII, come afferma l’illustre storico Le Goff? È davvero un’invenzione medioevale, non suffragata in alcun modo dai testi vetero e neo testamentari?

Il Catechismo della Chiesa Cattolica (1030-1032) è chiaro al riguardo: «Coloro che muoiono nella grazia e nell’amicizia di Dio, ma sono imperfettamente purificati, sebbene siano certi della loro salvezza eterna, vengono però sottoposti, dopo la loro morte, ad una purificazione, al fine di ottenere la santità necessaria per entrare nella gioia del cielo. […] La Chiesa chiama purgatorio questa purificazione finale degli eletti, che è tutt’altra cosa dal castigo dei dannati. La Chiesa ha formulato la dottrina della fede relativa al purgatorio soprattutto nei Concili di Firenze (621) e di Trento. […] La Tradizione della Chiesa, rifacendosi a certi passi della Scrittura, […] parla di un fuoco purificatore. […] Fin dai primi tempi, la Chiesa ha onorato la memoria dei defunti e ha offerto per loro suffragi, in particolare il sacrificio eucaristico, (625) affinché, purificati, possano giungere alla visione beatifica di Dio. La Chiesa raccomanda anche le elemosine, le indulgenze e le opere di penitenza a favore dei defunti».

Il Catechismo riporta anche i passi fondamentali dell’Antico e del Nuovo Testamento in cui emerge l’esistenza del Purgatorio. Nel secondo Libro dei Maccabei si legge che Giuda fa raccogliere i cadaveri di quanti sono morti in battaglia perché vengano seppelliti. Sotto le tuniche di ciascuno vengono trovati «oggetti sacri agli idoli di Iamnia» proibiti ai Giudei. Per questo tutti iniziano a pregare supplicando il perdono dei peccati commessi. Raccolta poi una colletta, Giuda la invia a Gerusalemme per un sacrificio espiatorio per i peccati compiuti «suggerito dal pensiero della resurrezione». Questa è, infine, la riflessione sulla ragionevolezza del comportamento di Giuda: «Se non avesse avuto ferma fiducia che i caduti sarebbero risuscitati, sarebbe stato superfluo e vano pregare per i morti. Ma se egli considerava la magnifica ricompensa riservata a coloro che si addormentano nella morte con sentimenti di pietà, la sua considerazione era santa e devota. Perciò egli fece offrire il sacrificio espiatorio per i morti, perché fossero assolti dal peccato. (2 Maccabei 12,43-45)».

Anche nel Nuovo testamento vi sono riferimenti ad un mondo di purificazione nell’aldilà, non identificabile nell’Inferno o nel Paradiso, intermedio tra i due, dove le anime espiano le colpe commesse in vita, certe di raggiungere il luogo dei beati. Ad esempio, leggiamo nel Vangelo di Matteo (12, 31-32): «Perciò io vi dico: qualunque peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata. A chiunque parlerà male del Figlio dell’uomo sarà perdonato; ma la bestemmia contro lo spirito non sarà perdonata né in questo secolo né in quello futuro».

Sant’Agostino, san Gregorio Magno, san Benedetto hanno interpretato concordi questo passo: i peccati, con l’esclusione di quello contro lo Spirito Santo, possono essere perdonati agli uomini con la preghiera e l’espiazione.

San Paolo poi scrive nella prima Lettera ai Corinzi: «Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come un sapiente architetto io ho posto il fondamento; un altro poi vi costruisce sopra. Ma ciascuno stia attento come costruisce. Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo. E se, sopra questo fondamento, si costruisce con oro, argento, pietre preziose, legno, fieno, paglia, l’opera di ciascuno sarà ben visibile: la farà conoscere quel giorno che si manifesterà col fuoco, e il fuoco proverà la qualità dell’opera di ciascuno. Se l’opera che uno costruì sul fondamento resisterà, costui ne riceverà una ricompensa; ma se l’opera finirà bruciata, sarà punito; tuttavia egli si salverà, però come attraverso il fuoco» (Prima lettera ai Corinzi 3,10-17). San Paolo parla qui di un fuoco del Purgatorio grazie al quale l’anima raggiunge la purificazione e la salvezza, non quindi direttamente, subito dopo la morte, ma attraverso un cammino di espiazione.

La fede dei primi secoli
Il Purgatorio non è un’invenzione medioevale risalente al XII e al XIII secolo. Lo dimostra anche il fatto che già nei primi secoli fosse presente questa convinzione tra i cristiani. Tra la fine del I secolo e l’inizio del II è datato l’epitaffio di Abercio, cristiano, probabilmente vescovo di Ierapoli, che compone queste parole per la propria tomba prima di morire: «Queste cose dettai direttamente io, Abercio, quando avevo precisamente settantadue anni di età. Vedendole e comprendendole, preghi per Abercio». Chiara è qui la consapevolezza dell’importanza di pregare per l’anima del defunto, anche dopo la morte.

Il 7 marzo 203 muore martire Perpetua insieme ad altri cinque cristiani: Felicita, Revocato, Saturnino, Secundolo e Saturo. Perpetua lascia il suo diario in cui racconta, tra le altre cose, di una duplice visione che ha avuto sul fratello Dinocrate, morto a sette anni per un cancro che ha colpito il suo volto, deturpandolo. Nella prima visione Dinocrate esce da un luogo cupo dove vi sono tante altre persone, è «accaldato e assetato, sudicio e pallido», col volto ancora sfigurato per la malattia che l’ha ucciso. Dinocrate tenta invano di abbeverarsi ad una piscina per dissetare la sua sete. Perpetua prega per l’anima del fratello morto. Nella seconda visione Dinocrate appare a Perpetua completamente guarito, non più piagato e assetato, ma gioioso. Perpetua comprende che le preghiere hanno allievato le sue pene nell’aldilà: «Mi svegliai e compresi che la pena gli era stata rimessa».

Ancora nel III secolo d. C. Tertulliano scrive nel De corona: «Nel giorno anniversario facciamo preghiere per i defunti». L’affermazione dimostra la convinzione della chiesa primitiva della necessità di pregare per i defunti. Poi, nel De monogamia Tertulliano scrive: «La moglie sopravvissuta al marito offre preghiere per la gioia di suo marito nei giorni anniversari della sua morte».
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LA SACRA BIBBIA INSEGNA IL PURGATORIO http://vaticanocattolico.com/il-purgatorio/#.WKwKr1fX08o ] [ Vi è evidenza a favore del Purgatorio nella Sacra Bibbia. Essa è trovabile in 1 Corinzi 3, versetto 15. Si esamini tale evidenza Biblica a favore del Purgatorio. Si utilizzerà la versione della "Sacra Bibbia" Diodati del 1855, una famosa traduzione Protestante.
1 CORINZI 3:15 È EVIDENZA INCONFUTABILE A FAVORE DEL PURGATORIO
    1 Corinzi 3:11-15: "Perciocché niuno può porre altro fondamento che quello ch'è stato posto, il quale è Gesù Cristo. Ora, se alcuno edifica sopra questo fondamento oro, argento, pietre preziose, ovvero legno, fieno, stoppia, l'opera di ciascuno sarà manifestata; perciocché il giorno la paleserà; poiché ha da esser manifestata per fuoco; e il fuoco farà la prova qual sia l'opera di ciascuno. Se l'opera d'alcuno, la quale egli abbia edificata sopra il fondamento, dimora, egli ne riceverà premio. Se l'opera d'alcuno è arsa, egli farà perdita; ma egli sarà salvato, per modo però, che sarà come per fuoco."
Orbene, si miri nuovamente l'ultima parte di tale passaggio. In 1 Corinzi 3:15 si osserva: "Se le opere di qualunque uomo fossero bruciate egli soffrirebbe perdita: egli stesso sarà però salvato, eppure così come per fuoco.". Dunque, si mira un uomo le cui opere sono state giudicate. Le sue opere sono infatti bruciate ed egli soffre perdita, eppure, egli è salvato, però dal fuoco. Egli soffre della perdita, bensì è salvato dal fuoco.
CHE COSA SIGNIFICA SOFFRIRE PERDITA IN TALE PASSAGGIO?
La parola Greca tradotta come soffrire perdita è zemiotesetai. Essa proviene dalla parola Greca zemioo. Forme di tale medesima parola Greca, zemioo, tradotta come soffrire perdita in 1 Corinzi 3:15, sono trovabili in altri passaggi nella Sacra Bibbia. La parola è utilizzata per intendere punizione. In Esodo 21:22, in Proverbi 17:26, in Proverbi 19:19 ed altrove tale vera e propria parola Greca zemioo è utilizzata per intendere punizione. Ciò significa zemiotesetai, la parola tradotta come soffrire perdita in 1 Corinzi 3:15, può significare punizione.
Laonde, l'uomo soffrente perdita e venente salvato dal fuoco può significare un uomo venente punito e salvato dal fuoco. Non assomiglia ciò al Purgatorio? Sì, ciò assomiglia esattamente al Purgatorio perciocché ciò è a quello che esso si riferisce. Vi è però dell'altro nel contesto per dimostrare tale punto. Chi è tale uomo e perché soffre egli perdita o punizione e viene salvato dal fuoco?
IL CONTESTO DI 1 CORINZI 3 CONCERNE I CRISTIANI ED ALTRI PECCATI OD OPERE MALVAGIE
Il contesto 1 Corinzi 3 tratta dei membri della Chiesa Universale del Cristo, esso tratta dei credenti Cristiani Corinzi. 1 Corinzi 3:3 comunica la realtà per la quale alcuni di tali Corinzi Cristiani cadevano nelle imperfezioni peccaminose e nelle offese contro Dio. Alcune di tali opere malvagie, o di tali peccati, sono identificate in 1 Corinzi 3:3 come rivalità, divisione ed invidia.
    1 Corinzi 3:3: "Imperocché, poiché fra voi vi è invidia, e contenzione, e divisioni, non siete voi carnali, e non camminate voi secondo l'uomo?"
Dunque, il contesto di 1 Corinzi 3 tratta dei differenti tipi di opere dei credenti, talune di esse non sono così buone. Tali differenti tipi di opere, buone e malvagie, sono descritte in 1 Corinzi 3:12.
   1 Corinzi 3:12-13: "Ora, se alcuno edifica sopra questo fondamento oro, argento, pietre preziose, ovvero legno, fieno, stoppia, l'opera di ciascuno sarà manifestata; perciocché il giorno la paleserà; poiché ha da esser manifestata per fuoco; e il fuoco farà la prova qual sia l'opera di ciascuno."
Vi sono opere buone, appellate: oro; argento e pietre preziose. Tali rappresentano una migliore o più perfetta aderenza al Santo Vangelo del Cristo. Poi, vi sono altre opere, essenti non così buone. Tali opere malvagie o peccati includevano contenzioni, rivalità, gelosie e divisioni non necessarie, come menzionato disopra. Tali sono descritte come: legno; fieno e stoppia. Tali sono le opere bruciate in 1 Corinzi 3:15, per le quali l'uomo soffre perdita e punizione, essendo però salvato, eppure, ancora come per fuoco.

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LA SACRA BIBBIA INSEGNA IL PURGATORIO http://vaticanocattolico.com/il-purgatorio/#.WKwKr1fX08o ] [ Il contesto calza perfettamente con l'insegnamento Cattolico circa il Purgatorio. Il Cattolico Concilio di Lione II definì il Purgatorio in tale modo:
    Papa Gregorio X, Concilio di Lione II, 1274: "Perciocché ove essi morissero veramente pentiti in carità prima che essi abbiano operato soddisfazione mediante i degni frutti della penitenza per i peccati commessi e per le omissioni le loro anime sarebbero lavate dopo la morte con punizioni purganti e purificatorie… ". [1]
Il Purgatorio non è per coloro i quali sono morti in stato di peccato serio, ossia, mortale. Tutte tali persone vanno all'Inferno, come chiarito in Galati 5:19-21, in 1 Corinzi 6:9 ed in Efesini 5:5-8. Il Purgatorio è per coloro appartenenti alla vera Fede Cattolica essenti stati perdonati per i loro peccati, non aventi però offerto piena soddisfazione, piena espiazione, per i peccati da essi commessi, tema che verrà approfondito.
Pertanto, in 1 Corinzi 3:12 il legno, il fieno e la stoppia, venenti bruciati, rappresentano le opere di un uomo essente morto nello stato di giustificazione ed essente stato perdonato di qualunque peccato mortale che egli possa avere commesso. Egli, dunque, verrebbe infine salvato, tuttavia, egli non avrebbe offerto soddisfazione, espiazione, per i peccati commessi dopo il Santo Battesimo.
IL CASO DI RE DAVIDE È UN ESEMPIO ECCELLENTE DI UN UOMO AVENTE RICEVUTO PERDONO PER I PROPRI PECCATI PERÒ NON AVENTE OFFERTO PIENA ESPIAZIONE PER ESSI
Un grande esempio di un uomo avente ricevuto perdono per il proprio peccato mortale, però non avente offerto espiazione per esso, è trovabile nel caso di Re Davide. In 2 Samuele 11 (2 Re 11 nella Sacra Bibbia Cattolica Martini) si legge che Re Davide commise adulterio con Betsabea. Re Davide fece uccidere suo marito. Tali sono peccati mortali. Qualora Re Davide fosse morto in tale stato egli sarebbe andato all'Inferno. 1 Corinzi 6:9 dimostra che nessun adultero od omicida entrerà in Cielo. Re Davide però si pentì del suo peccato allorché fu condannato per esso da Natan in 2 Samuele 12 (2 Re 12 nella Sacra Bibbia Cattolica Martini).

    2 Samuele 12:13 (2 Re 12:13 nella Sacra Bibbia Cattolica Martini): "Allora Davide disse a Natan: Io ho peccato contro al Signore. E Natan disse a Davide: Il Signore altresì ha fatto passare il tuo peccato; tu non morrai."

Il Signore rimosse il peccato di Re Davide e Natan dichiarò che egli non sarebbe morto. Ciò significa che egli non sarebbe morto eternamente. La colpa del peccato fu perdonata a Re Davide perciocché Re Davide si pentì veramente e si volto da esso, tuttavia, fu ciò la fine del tutto? No, piena espiazione per tale peccato mortale non era stata resa. Si legge in 2 Samuele 12:14-15 (2 Re 12:14-15 nella Sacra Bibbia Cattolica Martini) che Re Davide dovette soffrire la perdita di suo figlio per rendere espiazione per il suo peccato, un peccato che era già stato perdonato.

    2 Samuele 12:14-15 (2 Re 12:14-15 nella Sacra Bibbia Cattolica Martini): "Ma pure, perciocché con questo tu hai del tutto data cagione a' nemici del Signore di bestemmiarlo, il figliuolo che ti è nato per certo morrà. E Natan andò a casa sua. E il Signore percosse il fanciullo che la moglie di Uria avea partorito a Davide; ed egli infermò, fuor di speranza di guarigione."

LA SACRA BIBBIA INSEGNA IL PURGATORIO http://vaticanocattolico.com/il-purgatorio/#.WKwKr1fX08o ] [ Ciò fornisce evidenza innegabile donde la colpa di un peccato di un credente può essere perdonata senza che l'intera punizione venga rimossa. Il Concilio di Trento pose la questione in tale modo:

    Papa Giulio III, Concilio di Trento, Sul Sacramento della Sacra Penitenza, Sessione 14, Capitolo 8, 25/11/1551: "… è assolutamente falso e contrario alla parola di Dio che la colpa [del peccato] è giammai perdonata dal Signore senza che l'intera punizione venga rimossa. Poiché degli esempi chiari ed illustri sono trovabili nelle Sacre Scritture [Genesi 3:16, Numeri 12:14, Numeri 20:11, 2 Re 12:13 e così via].". [2]

In tale citazione proveniente dal Concilio di Trento si osserva referenza a numerosi punti della Sacra Scrittura donde un peccato è perdonato senza che anche l'intera punizione venga rimessa. L'esempio di Numeri 20 dovrebbe essere citato.

    Numeri 20:11-12: "E Mosè, alzata la mano, percosse il sasso con la sua verga due volte, e ne uscì molt'acqua; e la raunanza e il suo bestiame ne bevve. Poi il Signore disse a Mosè e ad Aaronne: Perciocché voi non mi avete creduto, per santificarmi in presenza dei figliuoli d'Israele; perciò voi non introdurrete questa raunanza nel paese che io ho lor donato."

Allorché Mosè, obbedendo all'ordine di Dio, colpì la pietra di modo da farne uscire miracolosamente dell'acqua vi fu un certo livello di esitazione nell'atto o nella maniera donde egli ed Aronne presentarono il tutto alla gente. Un commento Cattolico, il commento dell'Anglosassone Bibbia Cattolica Doagio Remigi [Douay-Rheims], lo spiega così:

    "La colpa di Mosè ed Aronne in questa occasione fu una certa diffidenza e debolezza di Fede, non tanto dubitando della possanza di Dio o della Sua veracità bensì accreditando l'inutilità di tale ribelle ed incredula gente, pertanto parlando loro con dell'ambiguità.".

Come risultato, Iddio dichiarò a Mosè ed ad Aronne che essi non sarebbero stati coloro che avrebbero menato il popolo alla terra promessa. Tale fu la loro punizione, ancorché essi siano rimasti nelle grazie di Dio. Tale punizione si adempiette. Furono Giosuè e Caleb a condurre il popolo nella terra promessa.

NIENTE DI IMPURO ENTRERÀ IN CIELO

Tale tipo di espiazione per la rimanente punizione in virtù dei peccati perdonati è spesso operata in Terra mediante le buone opere e le preghiere, soffrendo prove e tribolazioni e mediante una più perfetta aderenza alla vera Fede Cattolica. Qualora tale espiazione non fosse operata in Terra essa verrebbe e dovrebbe essere operata in Purgatorio, assumendo che la persona muoia nello stato di grazia, di giustificazione. La soddisfazione, l'espiazione, deve essere operata perciocché il Libro della Rivelazione, l'Apocalisse, chiarisce che niente di impuro entrerà in Cielo.

    Apocalisse 21:27: "E niente d'immondo, o che commetta abbominazione, o falsità, entrerà in lei; ma sol quelli che sono scritti nel libro della vita dell'Agnello."

Si osserva la medesima cosa nel Libro degli Ebrei.

    Ebrei 12:14: "Procacciate pace con tutti, e la santificazione, senza la quale niuno vedrà il Signore."

Orbene, deve essere enfatizzato che il Purgatorio non è per coloro morenti in stato di peccato mortale od al di fuori della vera Fede Cattolica. Esso è solamente per coloro morenti nello stato di grazia, conosciuto anche come lo stato di giustificazione. Esso è per coloro morenti nella grazia però non aventi soddisfatto per la punizione temporale in virtù dei loro peccati mortali o veniali perdonati, commessi appresso il Santo Battesimo.

LA SACRA BIBBIA INSEGNA CHE ESISTONO PECCATI MORTALI E PECCATI MINORI, VENIALI

I peccati mortali distruggono lo stato di giustificazione. È per ciò che Galati 5:19-21, 1 Corinzi 6:9 ed Efesini 5:5-8 insegnano la verità per la quale la gente commettente tali peccati mortali perde la propria eredità in Cielo, la giustificazione. Esempi di peccati mortali sono: la fornicazione; l'ebbrezza; la menzogna; l'adulterio; il furto; la frode; la masturbazione; la pornografia, mirata e praticata; il pieno assenso a pensieri impuri; l'omosessualità; l'eresia; l'idolatria; la violazione dei Comandamenti e così via. Qualora la gente morisse in uno stato di peccato mortale essa sarebbe dannata. 1 Giovanni 5:16-17 distingue tra i peccati conducenti alla morte e quelli non facentilo.

    1 Giovanni 5:16-17: "Se alcuno vede il suo fratello commetter peccato che non sia a morte, preghi Iddio, ed egli gli donerà la vita, cioè, a quelli che peccano, ma non a morte. Vi è un peccato a morte; per quello io non dico che egli preghi. Ogni iniquità è peccato; ma v'è alcun peccato che non è a morte."

Nella propria coscienza la gente conosce che vi è una grande differenza tra l'omicidio e qualche cosa come le ingiustificabili esplosioni di indignazione o di impazienza. Il primo è chiaramente un peccato mortale, i secondi sono invece peccati veniali. L'indignazione, comunque, può anche essere giustificabile.

I peccati veniali, ossia, le offese minori contro Dio, indeboliscono l'anima e la rendono più vulnerabile al peccato mortale. I peccati mortali distruggono lo stato di giustificazione e pongono in uno stato di dannazione. È per ciò che subito appresso il versetto dimostrante il Purgatorio, 1 Corinzi 3:5, si legge ciò:

    1 Corinzi 3:17: "Se alcuno guasta il tempio di Dio, Iddio guasterà lui; perciocché il tempio del Signore è santo, il quale siete voi.".

Ciò discute di coloro morenti nel peccato mortale: ingiustificati. Essi sarebbero perduti. Il peccato mortale può essere perdonato solamente mediante la Confessione ad un valido sacerdote, come dimostrato da Giovanni 20:23. Esso può anche essere perdonato dalla contrizione perfetta congiunta all'intenzione di confessarsi.

1 Corinzi 3:17 è assai significativo per tale discussione. Esso dimostra che il contesto di 1 Corinzi 3 tratta dei peccati. Ciò è importante. Ove 1 Corinzi 3:15 si riferisse davvero ad un uomo soffrente perdita, punizione, per i suoi peccati ed essente salvato mediante il fuoco, come di fatto avviene, allora non vi sarebbe dubbio alcuno circa la realtà per cui esso si riferisce al Purgatorio.

Nel tentativo di scappare da tale conclusione taluni acattolici neganti il Purgatorio argomentano che nel contesto di 1 Corinzi 3 non trattasi dei peccati bensì solamente di opere malvagie. Essi costruiscono una falsa dicotomia tra i peccati e le opere malvagie, come se fossero 2 categorie separate. Essi affermano che esistono delle opere malvagie non essenti dei peccati. Tuttavia, tale tentativo fallisce miseramente in virtù di 1 Corinzi 3:17, esposto disopra. 1 Corinzi 3:17 dimostra la verità donde il contesto tratta dei peccati per i quali taluni di loro vengono distrutti, i dannati. Inoltre, il Nuovo Testamento non insegna che esista una differenza tra i peccati e le opere malvagie.

Tutto ciò stabilisce che i peccati minori o le espiazioni ed imperfezioni rimaste per alcuni, dipoi venenti bruciate, presenti 1 Corinzi 3:15, sono invero punizioni accadenti in Purgatorio.



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LA SACRA BIBBIA INSEGNA IL PURGATORIO http://vaticanocattolico.com/il-purgatorio/#.WKwKr1fX08o ] [ ALTRE DIMOSTRAZIONI INDIRETTE DEL PURGATORIO: MATTEO 5:25 E MATTEO 12:32 Delle altre dimostrazioni indirette del Purgatorio sono trovabili in altre parti del Nuovo Testamento. La seguente parabola di Gesù Cristo ne è un esempio.
    Matteo 5:25-26: "Fa' presto amichevole accordo col tuo avversario, mentre sei tra via con lui; che talora il tuo avversario non ti dia in mano del giudice, e il giudice ti dia in mano del sergente, e sii cacciato in prigione. Io ti dico in verità, che tu non uscirai di là, finché tu non abbia pagato l'ultimo quattrino."
Si osserva la realtà per la quale Gesù Cristo raccontò la parabola dell'uomo il quale per le sue colpe viene gettato in prigione sinché egli possa pagare, soddisfare od espiare il suo debito. Ciò è esattamente come il Purgatorio.
Anche Matteo 12:32 è molto rilevante circa tale tema.
    Matteo 12:32: "Ed a chiunque avrà detta alcuna parola contro al Figliuol dell'uomo, sarà perdonato; ma a niuno che l'abbia detta contro allo Spirito Santo, sarà perdonato, né in questo secolo, né nel futuro."
Per quale ragione avrebbe Gesù Cristo affermato che il peccato contro lo Spirito Santo sarà perdonato né nel presente mondo né in quello venturo? Un padre della Chiesa Cattolica, San Gregorio Magno, comprese tali parole di Gesù Cristo indicare che certuni peccati saranno perdonati o soddisfatti nel mondo venturo: in Purgatorio.

    Papa San Gregorio Magno, Dialoghi [Dialogues] (4,40), 593 DC: "Si è presentati al giudizio come si è allorché si diparte dalla propria vita. Ciò nondimeno, deve essere creduto che esiste, per cagione delle minori colpe, un fuoco purgante prima del giudizio, in virtù del fatto per cui la Verità [Gesù Cristo] afferma invero che ove alcuno blasfemasse contro lo Spirito Santo ciò sarebbe lui perdonato né in questo mondo né in quello venturo [Matteo 12:32]. In questa affermazione è concesso noi capire che alcune colpe possono essere perdonate in questo mondo ed altre nel mondo venturo. Poiché ove qualcosa fosse negata a qualcuno in particolare l'intelletto inferirebbe logicamente che essa sarebbe concessa ad altri. Tuttavia, come ho io già prima affermato, ciò deve essere creduto essere una possibile disposizione per peccati piccoli e minori." [3]

GIOVANNI 15:2 ED 1 PIETRO 1:7: IDDIO UTILIZZA IL FUOCO E LA DISCIPLINA PER PURGARE I SUOI FIGLIOLI - CIÒ CORRISPONDE AL PURGATORIO

La Sacra Bibbia insegna anche che Iddio utilizza il fuoco e la disciplina per riformare e purgare i Suoi figlioli.

    Giovanni 15:2: "Egli toglie via ogni tralcio che in me non porta frutto; ma ogni tralcio che porta frutto egli lo rimonda, acciocché ne porti vie più."

    1 Pietro 1:6-7: "Nel che voi gioite, essendo al presente un poco, se così bisogna, contristati in varie tentazioni. Acciocché la prova della fede vostra, molto più preziosa dell'oro che perisce, e pure è provato per lo fuoco, sia trovata a lode, ed onore, e gloria, nell'apparizione di Gesù Cristo."

Gesù Cristo disciplina i Suoi figlioli di modo da renderli più perfetti e sorreggenti più frutti. Qualora ciò non fosse fatto per espiare in Terra verrebbe fatto in Purgatorio.

NON ESPIARONO TUTTO LE SOFFERENZE DI GESÙ CRISTO SULLA CROCE PERÒ?

Alcuni acattolici amano pensare che la Passione e la morte di Gesù Cristo abbiano espiato tutto, includendo la punizione in virtù di tutti quelli che da allora sarebbero stati peccati futuri. Non vi dovrebbero essere preoccupazioni per qualcosa come il Purgatorio, essi affermano, perciocché Gesù Cristo pagò il prezzo per tutto. Tale argomento è falso per molte ragioni.

Innanzitutto, esso è dimostrato essere falso da Colossesi 1:24.

    Colossesi 1:24: "Ora mi rallegro nelle mie sofferenza per voi, e per mia vicenda compio nella mia carne ciò che resta ancora a compiere delle afflizioni di Cristo, per lo corpo d'esso, che è la chiesa."

Tale versetto potrebbe essere una scossa per coloro non essenti familiari con esso. San Paolo affermò che egli riempiva per la Chiesa Cattolica quelle cose volenti, o mancanti ne', le sofferenze del Cristo. La sofferenza del Cristo fu perfetta e di valore infinito, sicché, che cosa significa ciò?

Ciò che San Paolo intese è che molte sofferenze sono ancora volenti e necessitate acciocché i membri della Chiesa Cattolica possano ottenere la loro salvezza, la quale fu resa possibile dal sacrificio del Cristo. Tale versetto dimostra che il sacrificio del Cristo non elimina tutti i timori circa la possibilità di punizione futura in virtù dei propri peccati. Ove ciò non fosse allora San Paolo avrebbe mai affermato che le sue sofferenze avrebbero riempito, per conto dei membri della Chiesa Cattolica, ciò volente al di dentro del sacrificio del Cristo, né avrebbe Gesù Cristo discusso delle punizioni per i peccati, cosa che invece fece. Tale versetto, Colossesi 1:24, dimostra anche la dottrina Cattolica della comunione dei santi, dell'effetto della preghiera di intercessione e del sacrificio.

In secondo luogo, cotale argomentazione Protestante è confutata da ciò che segue: ove fosse vero che il sacrifico di Gesù Cristo abbia espiato tutto, includendo quelle che da allora sarebbero state punizioni future in virtù dei peccati di ciascun uomo, allora nessuno dovrebbe credere o fare alcunché per essere salvato. Il sacrificio di Gesù Cristo avrebbe pagato il prezzo per tutto. Tuttavia, anche gli acattolici argomentanti che Gesù Cristo abbia espiato tutto ammettono che non tutti gli uomini sono salvati. Essi ammettono che la gente deve operare qualcosa di modo da essere salvata. Mediante tale ammissione essi contraddicono loro stessi e confutano la loro argomentazione per la quale le sofferenze di Gesù Cristo abbiano badato a tutto.

In terzo luogo, tale argomentazione è fondata su di un grave fraintendimento della Redenzione del Cristo. Quale è il significato della Passione e della morte di Gesù Cristo? Gesù Cristo redense il mondo e distrusse i peccati dell'uomo, come definì il Cattolico Concilio di Firenze.

    Papa Eugenio IV, Concilio di Firenze, Cantate Domino, 1441, ex-cattedra: "La Santa Romana Chiesa crede, professa ed insegna fermamente che nessuno concepito da uomo e donna è stato liberato dal dominio del Diavolo eccetto che tramite il merito del mediatore tra Dio e gli uomini, nostro Signore Gesù Cristo; Colui Il Quale fu concepito senza peccato, nacque e morì, solamente mediante la Sua morte pose in basso il Nemico della razza umana distruggendo i nostri peccati ed aprì l'entrata al Regno del Cielo, il quale il primo uomo mediante il proprio peccato aveva perduto assieme alla sua successione… "

Ciò significa che ciascun peccato essente perdonato è perdonato da Gesù Cristo e, specificatamente, dal merito della Sua Passione e morte. Tale perdono è concesso solamente a coloro seguenti Lui e facenti ciò che Egli dichiarò obbligatorio, abilitandoli al beneficio della Sua Redenzione. Ciò non significa che Iddio non avrebbe punito la gente per quelli che da allora sarebbero stati dei futuri peccati. Ciò non significa che la punizione per tutti i peccati dell'intero mondo sarebbe da quel momento stata rimossa.

IL VERO VECCHIO TESTAMENTO DIMOSTRA IL PURGATORIO: 2 MACCABEI 12:46

Vi è dell'altra evidenza del Purgatorio. Essa proviene dal secondo Libro dei Maccabei. Taluni acattolici potrebbero immediatamente pensare: tale libro non è presente nella Sacra Bibbia. È vero che i Libri dei Maccabei non sono presenti nella "Sacra Bibbia" Protestante. Essi non sono presenti nella "Sacra Bibbia" Protestante perciocché Martin Lutero, il primo Protestante, li rimosse allorché egli si separò dalla Chiesa Cattolica. Egli aggiunse anche la parola sola a Romani 3:28 per dipoi criticare gli altri Libri lasciati nella "Sacra Bibbia" Protestante, come il Libro di San Giacomo.

In tutto, la "Sacra Bibbia" Protestante manca di 7 Libri del Vecchio Testamento. Tali Libri furono rimossi perciocché essi contengono cose insegnate dal Cattolicesimo e rigettate dal Protestantesimo. Quantunque essi facciano parte del canone o collezione della Sacra Scrittura sin dal tempo della Chiesa Cattolica antica la "Sacra Bibbia" Protestante li rigetta. Il fatto che tali Libri rigettati dai Protestanti, come i Libri dei Maccabei, fanno veramente parte della Sacra Scrittura può essere dimostrato dalla Sacra Bibbia medesima.

LA SEPTUAGINTA

Esiste qualche cosa appellata la Septuaginta. La Septuaginta è la famosa traduzione Greca del Vecchio Testamento redatta da 70 studiosi qualche secolo avanti la nascita di Gesù Cristo. Si può leggere molto circa la Septuaginta sulla rete. Tale famosa traduzione del Vecchio Testamento dall'Ebraico al Greco contiene i 7 Libri rigettati dalla "Sacra Bibbia" Protestante. Orbene, ecco la parte interessante. Vi sono circa 350 citazioni provenienti dal Vecchio Testamento nel Nuovo Testamento giunte a noi. Ebbene, circa 300 di tali citazioni provengono dalla versione Septuaginta del Vecchio Testamento. In altre parole, il Nuovo Testamento, detenuto anche dai Protestanti, cita la versione del Vecchio Testamento accettante i Libri Cattolici della Sacra Bibbia. Ciò significa che gli scrittori del Nuovo Testamento accettavano la versione Septuaginta, sicché, anche i 7 Libri rigettati dai Protestanti. In Ebrei 11:35 delle Sacre Bibbie Cattoliche e delle "Sacre Bibbie" Protestanti si osserva una referenza ad un evento registrato solamente nel secondo Libro dei Maccabei capitolo 7.
    Ebrei 11:35: "Le donne ricuperarono per risurrezione i lor morti; ed altri furon fatti morire di battiture, non avendo accettata la liberazione, per ottenere una migliore risurrezione."

Tale referenza è trovabile solamente in un posto nella Sacra Bibbia. Essa è trovabile in 2 Maccabei 7, raccontante la storia della madre e dei suoi 7 figlioli. Tale madre ed i suoi 7 figlioli rifiutarono la liberazione dalla tortura cosicché essi ricevessero la risurrezione assieme ai giusti. Pertanto, in Ebrei 11:35 San Paolo fa referenza al secondo Libro dei Maccabei. Ciò dimostra che 2 Maccabei, non detenuto dalla "Sacra Bibbia" Protestante, è parte del vero Vecchio Testamento. 2 Maccabei capitolo 12 insegna chiaramente la preghiera per i morti e quindi anche il Purgatorio.
    2 Maccabei 12:46: "Santo adunque, e salutare è il pensiero di pregare pei defunti, affinché sieno sciolti dai loro peccati."
Tale verso insegna il Purgatorio. Esso detta che è un pensiero santo pregare per i morti acciocché essi possano essere sciolti dai loro peccati. Dunque, la Sacra Bibbia insegna che esiste un posto dopo la morte nel quale alcuni dei fedeli che verrano salvati sono detenuti e nel quale essi possono essere aiutati mediante la preghiera. Ciò corrisponde all'insegnamento di 1 Corinzi 3:15, di già osservato, donde alcuna gente è salvata soffrendo perdita, o punizione, mediante il fuoco. Tale posto è il Purgatorio e tale verso lo dimostra chiaramente. È per ciò che tale libro fu rimosso dalla Sacra Bibbia da coloro volenti inventare una nuova versione di Cristianità, una non conforme alla Sacra Tradizione Apostolica od all'insegnamento della Sacra Bibbia.

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LA SACRA BIBBIA INSEGNA IL PURGATORIO http://vaticanocattolico.com/il-purgatorio/#.WKwKr1fX08o ] [ I PADRI ECCLESIASTICI CREDEVANO NEL PURGATORIO E NELLE PREGHIERE PER I MORTI. In aggiunta a tutta tale evidenza Biblica il Purgatorio è dimostrato dal fatto per il quale i padri Ecclesiastici credevano in esso e nelle preghiere per i morti. Sant'Agostino è un famoso padre della Chiesa Cattolica. Sant'Agostino è considerato con onore dai Cattolici e generalmente anche da quegli acattolici dichiarantisi Cristiani. Egli credeva chiaramente nel Purgatorio.
    Sant'Agostino di Ippona, Sermoni [Sermons], 411 DC: "… vi è nessun dubbio per cui i morti sono aiutati talché il Signore possa trattarli più misericordiosamente di quanto lo meriterebbero i loro peccati. L'intera Chiesa osserva questa pratica la quale fu tramandata dai padri: per la quale essa prega per coloro essenti morti in comunione con il corpo ed il sangue di Cristo… " [4]

Si noti che Sant'Agostino affermò la verità donde l'intera Chiesa Cattolica prega per i fedeli dipartiti: coloro essenti morti in comunione propria con la vera Chiesa Universale.

    Sant'Agostino, Fede, speranza ed amore [Faith, hope and love], 421 DC: "Che debba esservi un qualche tale fuoco dopo questa vita non è incredibile e può essere inquisito ed o scoperto o lasciato nascosto che alcuni dei fedeli siano salvati, alcuni altri lentamente ed alcuni ancora velocemente nel maggiore e minore grado per cui essi abbiano amato le cose buone che periscono, mediante un certo fuoco purgante." [5]

    Sant'Agostino, Fede, speranza ed amore [Faith, hope and love], 421 DC: "Né può essere negato che le anime dei morti trovino sollievo mediante la pietà dei loro amici o parenti essenti ancora vivi, allorché sia offerto loro il Sacrificio del Mediatore o quando sia offerta l'elemosina in Chiesa." [6]

Molti altri padri Ecclesiastici potrebbero essere citati, tuttavia, eccone solamente alcuni altri:

    San Gregorio di Nissa, Sermone sui morti [Sermon on the dead], 383 DC: "[un uomo]… troverebbe di non essere in grado di partecipare alla Divinità sinché egli venga purgato del sozzo contagio presente nella sua anima mediante il fuoco purificante.";

    Tertulliano, Monogamia [Monogamy], Pubblicazione 213 DC: "Una donna, dopo la morte di suo marito, pregherebbe per la sua anima e domanderebbe che egli possa durante l'attesa trovare riposo e che egli possa condividere la prima risurrezione - ed ogni anno, durante la ricorrenza della sua morte, ella offrirebbe il sacrificio.".

Ciò dimostra che anche nel III secolo DC la pratica della Chiesa Universale era quella di pregare per i fedeli dipartiti: coloro essenti morti con la vera Fede Cattolica ed apparentemente liberi dal peccato mortale.

    San Cirillo di Gerusalemme, Lezioni catechetiche [Catechetical lectures], 350 DC: "Dipoi, facciamo menzione di coloro essentisi già addormentati… poiché noi crediamo che essa sarà di grande beneficio alle anime di coloro per i quali la petizione è portata in alto… "

    San Giovanni Crisostomo, Omelie su 1 Corinzi [Homilies on 1 Corinthians], 392 DC: "Aiutiamoli e commemoriamoli. Giacché i figlioli di Giobbe furono purificati dal sacrificio del loro padre, Giobbe 1:5, per quale motivo dubiteremmo noi che i nostri sacrifici per i morti portino loro della consolazione? Non esitiamo ad aiutare coloro essenti morti ed ad offrire le nostre preghiere per loro."

Si può osservare che il Purgatorio è insegnato nella Sacra Scrittura e che esso era creduto dai primissimi padri Ecclesiastici Cristiani. Perché credevano gli antichi Cristiani nel Purgatorio e nelle preghiere per i morti? Ovviamente, non perciocché tale era una dottrina creata dall'uomo, bensì perciocché essi vedevano chiaramente che esso è insegnato nella Sacra Bibbia ed è parte della Sacra Tradizione Apostolica ricevuta dagli Apostoli.

#youtube ] tu non ce la farai ad essere una anima santa del Purgatorio, infatti tu sei una troia!

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